Prosegue il viaggio alla scoperta delle culture lontane che Milano sta realizzando grazie alle mostre allestiute a Palazzo Reale, dopo la scoperta di Cina e Giappone questa volta è il mondo dell’Islam a diventare protagonista della mostra Arte della civiltà islamica, che attraverso un percorso cronologico ripercorre i passi della storia dell’oriente attraverso 350 reperti di grande valore artistico provenienti dalla sterminata collezione della Sheika Hussah Sabah al-Salem al-Sabah, che nel corso degli anni ha raccolto oltre 30 mila oggetti di ogni tempo che rappresentano una vera enciclopedia dell’arte islamica.
Il percorso della mostra, allestito in modo molto scenografico e suggestivo, è affascinante e ci avvicina a una cultura dove l’arte è basata sul rigore geometrico e calligrafico, lontanissima dalla nostra tradizione profondamente iconografica. La mostra è stata presentata oggi con tutti gli onori dal Sindaco Letizia Moratti e dall’Assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory e di molte autorità provenineti dal Kuwait. Si completa così un percorso che era iniziato con l’interessante mostra dedicata al rapporto tra Dante e l’Islam. Per qualche minuto è sembrato che Milano fosse una città realmente aperta alle culture altre, tra parole di lusinghe reciproche da parte di ospiti e ospitanti. L’occasione è davvero eccezionale, sicuramente la più importante esposizione di questo genere che sia mai stata realizzata in Italia.
Dopo le presentazioni di rito è però il momento delle domande di rito e cala un gelo pungente quando una voce dal pubblico chiede al Sindaco spiegazioni rispetto alla mancanza di luoghi di culto per i musulmani a Milano, situazione aggravata dall’approvazione di recenti regolamenti che si trasfomano in divieti perentori. La risposta viene abilmente evitata, sostenendo che non è quello il luogo per questioni politiche, ma la frittata è fatta…
minnianto
20 ott 2010 - 18:01 - #1Ma cosa c’entra la moschea con la mostra? Per apprezzare la cultura islamica bisogna costruire le moschee? Allora se negli USA facessero una mostra sull’Antica Roma dovrebbero costruire il colosseo??
Caro prevosti come al solito ogni occasione è buona per attaccar briga.
Ps Piove, giunta ladra!
dokky
21 ott 2010 - 09:14 - #2quoto minnianto. L’esempio che fa sulla mostra romana coglie appieno l’assurdità di inserire una questione complessa come quella della moschea nel tema su una mostra.
Blogo copper
21 ott 2010 - 10:40 - #3si, quoto anch’io ottima osservazione.
In ogni caso meglio le mostre che le moschee! E’ l’unica barriera che ancora rimane…e per il solito che dira’ che bisogna essere aperti, che bisogna accogliere che blablabla…venga a fare un giro nelle zone calde dove questa gente che non mangia maiale riempe le strade….
roberrimo
21 ott 2010 - 12:15 - #4Ciao a tutti, credo invece che l’osservazione di Carlo Prevosti, che peraltro riporta un fatto e non polemizza, sia corretta. Una città che si pone come cosmopolita e che guarda all’Europa non può porsi con chiusure così categoriche rispetto agli altri culti. E presentare in pompa magna una mostra del genere, proprio in una città così ostile (da un pdv burocratico, per l’amor di dio) è quasi ridicolo. Tralascerei Roma e l’America, che peraltro è piena di finte copie di monumenti romani e rinascimentali dei quali personalmente avrei fatto anche a meno! Per rispondere poi a chi dice che i “nonmangiamaiale” affollano le nostre strade, dico anche che chi mangia pasta ha affollato e affolla ad oggi mezzo mondo. E non sono tutti stinchi di santo, per cui…