Cinque cose che ami e che odi di Milano

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Qualche giorno fa in metro pensavo: spara cinque cose che ami di questa città. E anche cinque che odi. Ci pensavo, poi mi dicevo - sì, ok, ma non devi pensarci un'ora, datti un tempo limite. Va benissimo, no problem: facciamo che si chiude tutto tra due fermate.

Ero sulla gialla, quindi diciamo che sono passati cinque, sei minuti. Mi è venuto tutto in mente a Sondrio, ho chiuso la classifica alla fermata di piazza della Repubblica. Cosa ne è saltato fuori? La mia parte conta zero, conta la vostra e i commenti ci sono per questo.

Dopo il salto trovate le mie due classifiche: che valgono come quelle di chiunque altro, da chi ha l'attico in via Senato ai nuovi milanesi di via Padova fino al senzatetto che se ne stava sotto il cavalcavia di piazza Carbonari e che non vedo più da parecchio tempo.

E ovviamente come le vostre...

Cose che amo di Milano

1) Le giornate come questa. Una domenica di fine ottobre - quando il cielo è grigio, sembra che il sole non esista, sembra che non sia mai giorno. Fantastico. L'ideale se devi lavorare, o anche semplicemente leggere: e se non ti fai deprimere dal clima. Giornata chiaramente sconsigliabile ai metereopatici, ma per quel che mi riguarda meravigliosa.

2) Due musei: il Museo della Scienza e della Tecnica e quello di Storia Naturale in via Palestro. Non so, forse è per una specie di imprinting - era la classica meta con mio padre ancora prima delle elementari - ma quei due luoghi penso che quando mai avrò una progenie, bé, saranno il primo posto dove la porterò.

3) Alcuni servizi pubblici: l'AMSA, per dirne uno, ma anche le anagrafi di quartiere, le biblioteche. Io le biblioteche di quartiere le amo. Quella di Niguarda, mi ha fornito dei migliori cd che si possano sentire quando hai sedici anni - la discografia dei Depeche Mode, per dirne una - e uno spazio tranquillo per studiare fino alla laurea.

4) L'indifferenza dei suoi abitanti. Non è vera e propria indifferenza, c'è un farsi gli affari propri dei milanesi - di quelli che incroci per strada o sui mezzi pubblici - che mi piace molto. L'ha spiegato in termini un po' negativi Enrico Vaime a Claudio Sabelli Fioretti qualche anno fa, raccontando il suo incontro con Luciano Bianciardi

Bianciardi?
«Con Bianciardi eravamo proprio amici. Facevamo grandi passeggiate a piedi a Milano. Lui in ciabatte e cappotto. Una volta in piazza Gramsci vedemmo un morto. Era un morto scenografico, con le braccia in posizione drammatica, da cinema. Bianciardi gli andò vicino, alzò la testa e disse a un signore che passava: “Forse respira ancora”. E quello: “Frega un casso a me”. E Bianciardi rivolto a me: “Hai capito che aria tira a Milano?”».

Messa giù meno dura, è un'aria che mi piace. In questa città puoi essere invisibile e ignorato tutte le volte che vuoi. E' piacevole: a meno che tu non stia morendo in piazza Gramsci.

5) La salita di via XX settembre. In fondo a via XX Settembre, poco distante ville costosissime - e anche poco distante la residenza milanese di Silvio Berlusconi - c'è questa salita, uno dei pochi punti di Milano - delle sue strade - in cui la città sale, "inerpicandosi" verso via Pietro e Marie Curie con la Triennale che occhieggia. Da fare in auto o in moto: stupendo.

Cose che odio di Milano

1) Le notti bianche. Qui forse è colpa mia, che odio i luoghi affollati, ma "la notte bianca" a Milano, mi ha sempre fatto sentire a disagio. Troppa gente, intenta a fare il nulla, che intasa troppe strade. Buona per le tasche dei commercianti, di sicuro non per conoscere una città. Mai più: andrò a letto alle nove di sera alla prossima notte bianca.

2) La metro che non va di notte. Faccio altro nella vita, ma se lavorassi in ATM - e di sicuro chi ci lavora ci avrà già pensato... - una mattina direi: "Ma perché non facciamo un mese di sperimentazione, pubblicizzando bene la cosa, con le metropolitane che vanno tutta la notte?". Vai a sapere perché non lo fanno: magari funzionerebbe!

3) I taxi cari. I taxi a Milano costano troppo. Fine: non c'è altro da dire, non so perché costino così tanto, magari hanno dei buoni motivi, ma quei buoni motivi quando paghi ti fanno solo pensare un sacco di parolacce. Colpa della liberalizzazione fallita? Colpa di una corporazione che si protegge a scapito dei consumatori? Boh!

4) Il provincialismo. Milano - o meglio: la sua amministrazione locale - da almeno quindici anni, ha scelto di chiudersi. Di ritrarsi, di rannicchiarsi, di non aprirsi al resto dell'Europa che è - non solo geograficamente - a due passi. Chissà che con l'Expo non cambi qualcosa, ma ho i miei dubbi, è una tendenza che coinvolge tutta l'Italia.

5) Ausiliari della sosta, multe, provvedimenti per far cassa. Va bé, qui siamo più nell'ambito dei fastidi che delle cose che odio. Ma non ci posso fare niente: se vedo un ausiliario della sosta la prima cosa che penso non è "Poveretto, si fa un mazzo per tre lire", ma cose decisamente meno carine. Molto, molto, meno carine.

Chiudiamo qui: aggiungo al volo le cinque cose amate e odiate della persona che è qui con me in questo momento, voi fate lo stesso nei commenti. Ma senza stare a pensarci troppo!


Cose che amo

Panino Giusto - Piazza Vetra - salire in cima al Duomo - saltare sulle reti - Creperia in ticinese

Cose che odio

Via Torino - Il Duomo dentro - Farsi scavallare da una gang di latinos - Non trovare parcheggio sui Navigli - La selezione all'ingresso nei locali

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