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Muoversi da teen a Milano ieri & oggi: breve excursus

Pubblicato: 27 ott 2010 da Gabriele Ferraresi

Commenti dei lettori

motorini a milano ieri e oggi

Ieri vi scrivevo nel post sulle microcar di trattenere i vostri ricordi adolescenziali legati alle due ruote in questa città. Se vi va ora potete sfogarvi: ho sentito per telefono un diciottenne - da Affori - poi un concessionario, e ci siamo sentiti noi autori via mail - tutti intorno alla trentina - ne è venuto fuori quanto leggerete a breve.

Perché è un punto in comune tra le generazioni quello della mobilità: quel ticchettio che inizi a sentire intorno al sesto mese dei tuoi tredici anni, quando conti i giorni verso la possibilità di poter guidare per strada, legalmente, qualcosa a motore. Li vedi, quelli che li hanno già compiuti: non hanno niente di diverso da te, magari sono solo nati a gennaio.

Magari qualche volta ti hanno fatto guidare al parchetto: ma non c’è niente da fare, li circonda un’aura di figosità che in quella fase della vita ti pare irrinunciabile, non puoi fare senza. E a quel punto però, sorge il problema del mezzo. Che non sono mica tutti uguali…

Partiamo da oggi: con cosa vanno in giro i teen? Breve indagine ad Affori conferma che alcuni punti fermi resistono - Booster ancora popolarissimo, così come il Phantom e lo Scarabeo - ma la differenza, rispetto alla nostra adolescenza (nostra di chi è oggi intorno ai trenta) è la moto da cross o il supermotard.

La preziosa fonte mi spiega che è roba da ricchi - “Ma va, no, quella ce l’hanno quelli che stanno in centro, costa un botto” - e ripenso a

Ti rimbalzo come la terra col terremoto / e la sella dell’Husqvarna quando schiacci e la metti in moto zio

come avrete intuito non vi ho citato Umberto Eco, ma una rima dei Club Dogo contenuta in Boing, pezzo contenuto nell’album Dogocrazia. E’ importante tracciare questi collegamenti: perché idealmente si passa dalla motocicletta 10 hp di Battisti, alla Vespa 50 Special dei Lunapop - erano dieci anni fa esatti - alla Husqvarna, a partire dalla SM 125, molto amata dei sedicenni contemporanei.

Quando un fenomeno cola fino a infiltrarsi in una produzione musicale che non è più sottocultura, non è più underground - i Dogo sono già celebri al tempo di Dogocrazia - allora è fatta. Placement o non placement, quello che conta è il risultato e le torme di sedicenni che faranno le “penne” al parchetto pensando alle rime di Jake la Furia. Mentre quelli sgasano, gli altri staranno tritando le gonadi ai genitori per farsi pagare una moto non proprio a buon mercato.

Il concessionario - un grazie a Carlo di FuturBike in via Farini - conferma tutto, lapidariamente “E’ tutto come dieci anni fa”. Tra i ragazzi continuano a essere popolari Booster, Phantom, e Scarabeo, tra le ragazze risale il Liberty, qualcuno si avvicina a modelli Kymco, migliorati rispetto a una decina d’anni soprattutto sul versante estetico, l’unico che conta tra i teen.

Conferme anche sul versante moto da cross: la Husqvarna tira parecchio, ma chi vuole davvero osare - o meglio: chi ha dei genitori davvero spendaccioni - punta ancora oltre, alla Honda HM, e al modello CRM 125R, motard non proprio a buon mercato (7300 euro), o su modelli meno noti, magari della TM Racing e alla SMR 125, anche lì sui 7mila euro.

E noi? Noi con cosa andavamo in giro? Io con una Vespa T5 di mio padre - diciamo: non proprio all’età in cui è legale farlo… decenni dopo: scusa papà - poi con un assurdo VeloSolex - lo conoscete? Trasmissione a rullo sulla ruota anteriore: se pioveva era finita, iniziava a slittare e dovevi passare alla modalità bicicletta - poi un tremendo Formula 50 venduto dopo poco per prendere una Vespa 50 del ‘72 scassatissima. Il buon Luca Albani invece ricorda con affetto ben altro…

Prima il nulla, solo biciclette, poi un’amica di mia madre le cede un Garelli Vip 3V nero così dopo due stagioni di (Ferrovie, ndr) Nord posso affrancarmi dai treni; a 16 anni inizio così a vagabondare per la metropoli. Caratteristiche: leggerezza (una bicicletta con un motore 50cc in pratica) e assoluta inaffidabilità della riserva… Tentarono pure di rubarmelo nel cortile della scuola

Oggi fiero vespista - non Vespa vecchia, quella nuova - ci ha compiuto peregrinazioni indicibili in giro per l’Europa

Dal 2003 una Vespa GT 200L blu/viola sostituisce la ET4 (…) grazie a lei sono andato in Irlanda (due volte passando per il Sempione e Ginevra) e in Grecia due anni fa; problemi nel tempo minimi, adesso qualche riparazione seria per via dell’età è in programma…

Trab invece tira fuori dal cilindro ben altro: il Garelli Team!

Io ho avuto un Garelli Team, un monomarce davvero brutto. In più un’autentica sòla, si rompeva sempre. Devo dire che ho contribuito allo sfacelo togliendo gli strozzi dal carburatore, il filtro dell’aria e cambiando la marmitta.

Dopo averlo buttato sono passato alla 125 (…) ho optato per una Cagiva Aletta Oro, S2. Allora, epoca Mito e Aprilia Sp era un pezzo di antiquariato, ma andava da Dio, aveva anche il contamarce

e voi invece?

Foto | Flickr

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Febs

    27 ott 2010 - 14:07 - #1
    0 punti
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    Quando crescono, poi, passano alla bicicletta a scatto fisso.
    E la smettono di dire “zio” a chiunque.

  • Febs

    27 ott 2010 - 14:16 - #2
    0 punti
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    …però sono tamarri uguale, per inciso :)

  • nubraz

    27 ott 2010 - 14:26 - #3
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    la bicicletta a scatto fisso è per chi non è ancora cresciuto di testa…

  • Meneghino

    27 ott 2010 - 15:11 - #4
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    Garelli VIP3 marce a mano, stile di guida era il VPC (Via Padova Criminals), sella lunga per andare in due (e anche in tre, in casi notturni e disperati).

  • Profilo di claudio_

    claudio_

    27 ott 2010 - 16:19 - #5
    1 punto
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    FANTASTICO il pegeout della foto.
    All’epoca veniva snobbato da chi comprava vespe, ciao, fifty (che grintoso che era!)…. ma poi al primo accenno di salita bruciava tutti anche se erano elaboratissimi!
    era indistruttibile.
    Poi vennero le mode degli zundapp con il cambio sgranato, si cominciava di brutto con le mode: vietato dire al pischiello con giaccavento che era il peggior motore esistente, lui era contento perche’ dichiarava 120Km/h.
    Era la nascita degli imbeops, consumatori, nel campo delle 2 ruote.
    Oggi viene da piangere, scooteroni low quality ma sempre piu’ grossi e pesanti. qualche moto rigorosamente con la carena lasciata nello stabilimento. Un paio di pseudocustom, prevalentemente fintoamericane.
    .

  • Profilo di faiunpote

    faiunpote

    27 ott 2010 - 16:45 - #6
    1 punto
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    Io avevo il Bravo, fratello sfigato del Ciao e del Si.
    Poi sono passato al Phantom Malaguti, uno spettacolo!
    Adesso che la lancetta degli anni punta verso i 40 Suzuki Burgman.

    Fine ottanta, metà novanta:
    Scarabeo = centro
    Malaguti, Booster = periferia

  • Profilo di luca-a

    luca-a

    27 ott 2010 - 17:22 - #7
    0 punti
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    Bravo Meneghino, è vero, sella lunghissima per il VIP3… ;-)

  • monza

    27 ott 2010 - 20:59 - #8
    0 punti
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    Anche io avevo il Garelli, x andare in stazione a prendere il treno…. Un Vip4 che aveva le marce al contrario (prima sù e le altre giù), sella lunga Yankees, carburatore 19 pari e marmittino RMS…..colore blu scuro pastello.
    Un mezzo da sparo!
    MIIIIII che tempi… e che ricordi. :-)

  • Estintore

    28 ott 2010 - 00:59 - #9
    1 punto
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    1995/1999

    Fighetti: Scarabeo, SH
    Danarosi: ZX Dio
    Zarri: Typhoon, F10
    Alternativi-grunge: bicicletta, autobus

    Oggi, a Milano, posso citarne alcune:

    Fighe: Smart, Mini
    Rampanti: Scooteroni, auto tedesche premium
    Filippini: Fiesta e Fiat Bravo tuning
    Antichi tamarri: 106 rallye, Punto GT
    Nuovi tamarri: Abarth GPunto, Mini Cooper S
    Nuovi ricchi: R8, Q7, X6
    Americani nostalgici: Harley, Mustang
    Gay: 207CC, Smart
    Rappresentanti: Audi A4/A6, 159SW, Croma
    Professionisti (architetti e scrittori): Volvo, BMW SW
    Gestori di discoteche tipo The Club: Ferrari (leasing), Q7, ML, X6
    35enni ricchi ma con una certa cultura: Maserati GT
    35enni ricchi ma con poca cultura: Bentley GT
    Pensionati tranquilli: Fiat 600
    Pensionati risparmiosi: coreane tipo Matiz
    Pensionati che vogliono stare comodi: Toyota Auris, VW Jetta

    Perdonatemi per la generalizzazione.. :)

  • Claus2

    28 ott 2010 - 09:56 - #10
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    Il primo mezzo a motore che ho guidato era il Ciao di mio fratello più grande che non usava ormai da anni, una trappola mortale elaboratissima e praticamente impossibile da gestire! Bastava esagerare con la manopola dell’acceleratore e cominciava a sbandare paurosamente, consumo di copertoni sulle ruote posteriori che facevano la gioia del gommista e ogni 3-4 settimane eravamo in garage a saldare sempre nuove crepe nel telaio!
    Ovviamente la cosa non è durata molto, un paio di mesi, e alla prima occasione mia madre si è organizzata e l’ha mandato in pressa. Non sono riuscito neppure ad arrabbiarmi davvero di quel catorcio ingovernabile … anche se era una vera scheggia che seminava al semaforo moto vere con cilindrate nettamente superiori, che naturalmente recuperavano nell’allungo.