
Che sconforto leggere questo pezzo de La Stampa: leggetelo anche voi, ci trovate spiegato in poche parole perché l’Italia non funziona, perché “libero mercato” può essere solo il nome del cavallo di Vittorio Feltri, e perché la concorrenza in certi monopoli - a esser ottimisti, oligopoli - resterà un’utopia ancora chissà per quanto.
Vi ricordate di Arenaways? Ne avevo scritto mesi fa, quando si diceva che a settembre sarebbero partiti nuovi collegamenti ferroviari Milano - Torino per i pendolari. Ieri il viaggio inaugurale con conferenza stampa, dopo un ritardo già di due mesi nei quali sono state fatte “saltare” le fermate intermedie.
Ora il collegamento è solo tra la Mole e il Duomo, e se siete di Voghera, Pavia, Novara o Alessandria - o anche Novi Ligure, Asti, Santhià, Vercelli - arrangiatevi. Che cosa è emerso? Prima di tutto una denuncia all’Antitrust, e poi molte altre cosette…
Se la Regione Piemonte sostiene che le cose stiano in questa maniera:
spiega Barbara Bonino, assessore ai Trasporti nella giunta guidata da Roberto Cota: «Trenitalia ci aveva informato che con l’arrivo del nuovo soggetto sarebbe stata costretta a rimodulare i servizi interferenti nella misura necessaria a contrastare con una riduzione dei costi la prevista riduzione dei ricavi. Ho girato all’Ursf queste considerazioni, chiedendo di valutarle. Tutto qui. Non parteggiamo per nessuno ma dobbiamo tutelare gli utenti di tutto il servizio di trasporto regionale, non solo la fetta di mercato alla quale si rivolge Arenaways. Per questo Trenitalia resta l’interlocutore principale»
Chiaramente il gestore privato la vede in una maniera diversa. Nodo centrale: le fermate saltate.
«Alle tavole rotonde tutti sostengono che la concorrenza fa bene, che stimola, ma se non si presenta nessuno è meglio…».
Arena ha spiegato all’ANSA
E’ un percorso a ostacoli sui binari della Torino-Milano quello di Arenaways, prima azienda privata che prova a spezzare il monopolio delle Ferrovie. Lunedi’ prossimo il primo treno viaggera’, nonostante l’ultimo stop arrivato dell’Ufficio per la Regolazione dei Servizi Ferroviari che vieta le fermate intermedie tra i due capoluoghi perche’ non vi sia ”interferenza alcuna con i servizi per i quali e’ previsto un contributo pubblico”.
”Questa decisione e’ folle, assurda e rappresenta un grave danno per tutto il sistema Piemonte. E’ un’opportunita’ di scelta negata ai viaggiatori, negativa anche per l’azienda che in questo modo vede rallentare lo sviluppo di un’attivita’ che avrebbe creato ulteriori nuovi posti di lavoro”, osserva Giuseppe Arena, amministratore delegato di Arenaways, che incontra i giornalisti in una conferenza stampa ‘itinerante’ a bordo del treno.
Se volete saperne di più sui dettagli c’è ovviamente il sito di Arenaways, che ha come motto “rail different”, un po’ come il vecchio “think different” della Apple. Quanto sia lontana Cupertino dall’Italia lo rende benissimo il comunicato con cui Arenaways si scusa per non avere ancora definito le tracce orarie:
11 Novembre 2010
COMUNICATO
Gentile Cliente,
sono in corso trattative serrate con RFI per la definizione delle tracce orarie.
Appena disponibili, pubblicheremo aggiornamenti.
Grazie.
Un paio di altri link utili sul loro sito: ci sono comunque degli orari e dei percorsi, ma credo che siano da togliere le fermate intermedie, e anche una pagina con tutti i dettagli sui biglietti.
Pippo Ramazzoni
11 nov 2010 - 11:44 - #1conatus scaracchiformis
lapo
11 nov 2010 - 11:55 - #2coraggiosi, dei martiri .. avere a che fare con certi enti è inutile, ci si sente come appartnenti ad una casta inferiori…
sarà colpa dei comunisti la mancanza di libero mercato, no?
christian m
11 nov 2010 - 11:59 - #3gia, ma i comunisti dove sono scusa? mi viene un dubbio allora…. che sia proprio questo il governo comunista mascherato da governo “liberale”? Silvio, come disse qualcuno, e’ il vero e ultimo comunista in italia.
.mau.
11 nov 2010 - 12:12 - #4permettetemi di avere dei dubbi.
Le tabelle di viaggio previste con tutte le fermate davano un tempo di percorrenza superiore a quello degli interregionali; la qualità delle carrozze sarà sicuramente stata maggiore (non ci vuole molto) ma il prezzo era più del doppio. Adesso sono stati risparmiati venti minuti sulla tratta Torino-Milano e quindi il treno si piazza favorevolmente rispetto agli ormai inesistenti Intercity. Sarà proprio colpa di RFI, oppure è un posizionamento strategico iniziale di Arenaways?
(non ho nulla a che fare con RFI né Trenitalia, se non come - ogni tanto - passeggero)
smoth
11 nov 2010 - 12:19 - #5Ancora c’è gente che crede che c’è differenza tra comunisti e fascisti in Italia?
Comunque è la solita storia, mettere i bastoni fra le ruote alla eventuale concorrenza. Può far abbassare i prezzi e fare bene alle tasche del cittadino? Chi se ne frega! Tanto non è un interesse loro.
Ma almeno Trenitalia, avesse una pulizia esemplare sui treni e nessun (al massimo qualche raro) ritardo.
wolf wolf
11 nov 2010 - 12:32 - #6Per un imprenditore investire nei trasporti ferroviari potrebbe essere una miniera d’oro.
Considerando il monopolio e i disservizi attuali è normale che gli attuali amministratori/politici facciano di tutto per poter rimanere attaccati al business.
Ma grazie a persone coraggiose come il Sig. Arena, questi amministratori corrotti saranno spazzati via.
Ho letto che ha assunto a tempo indeterminato + di 50 persone e i treni sono decisamente + comodi dei treni merci che TreniItalia ci mette a disposizione….
Di questi tempi è come entrare in contatto con un U.F.O.
W Giuseppe Arena e tutti gli imprenditori come lui.
lapo
11 nov 2010 - 14:41 - #7il riferimento sui comunisti era solo un (amara) battuta
massimo-m
11 nov 2010 - 14:52 - #8E pensare che in Francia ad esempio a trenitalia non hanno neanche fatto fare una prova sulle loro linee :)
.mau.
11 nov 2010 - 14:59 - #9emendo il mio commento. A quanto pare, è davvero Trenitalia che ha bloccato le fermate intermedie perché farebbero concorrenza al servizio regionale che è ancora in monopolio.
Fede2204
11 nov 2010 - 15:14 - #10Il lprobelma e che chi vuole entrare nel trasporto su rotaia deve anche farsi linee ferroviarie proprie perché quelle esistenti sono delle ferrovie dello stato. Non so come qst compagnia ferroviaria possa circolare su linee non sue. E la stessa cosa di LeNord che e una compagnia ferroviaria a se ma anche una linea ferroviaria tutta sua.
Lino84
11 nov 2010 - 15:46 - #11Fede2204, mi sa che ti sei perso una decina di anni di liberalizzazione di trasporto ferroviario… A spanne, eh…
lapo
11 nov 2010 - 16:00 - #12@Fede
“RFI S.p.A. (Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.) è una delle aziende che costituiscono il Gruppo Ferrovie dello Stato, un tempo società unica. RFI opera in regime di concessione pubblica grazie un Atto di Concessione (DM 138 T del 31/10/2000)[1]. La concessione scadrà nel 2060[2].
La sua nascita è datata 9 aprile 2001 (operativa dal 1 luglio 2001) in seguito alla trasformazione di Ferrovie dello Stato S.p.A. in RFI S.p.A.[3], ed è legata all’esigenza di uniformarsi alla direttiva europea che ha separato le imprese che gestiscono le reti infrastrutturali da quelle che si occupano del trasporto di persone, cose e informazioni.”
in giappone capita come hai detto tu invece
orzowei
11 nov 2010 - 16:05 - #13E’ dura per Trenitalia perdere il monopolio… basta vedere anche cosa stanno facendo con la NTV di Montezemolo e soci.
massimo-m
11 nov 2010 - 20:09 - #14il problema è che gli altri in europa i treni della concorrenza non te li fanno proprio mettere sui binari…
fede2204
11 nov 2010 - 21:58 - #15@lino84
non è che mi dai un aggiornamento?
Lino84
12 nov 2010 - 10:54 - #16@Fede2204
Come no? Per cominciare:
http://it.wikipedia.org/wiki/Liberalizzazione_ferroviaria
Poi se hai voglia di approfondire un po’ di cose:
http://www.miol.it/stagniweb/
massimo-m
12 nov 2010 - 13:02 - #17non capisco il -1 ma guardate che è una cosa risaputa.. TI ha chiesto di fare dei test sulle rotaie francesi e glielo hanno negato… c’era scritto nell’articolo sul corriere in cui si parlava di NTV e RTI… non è che me lo sono inventato !