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Riqualificazione Idroscalo: come tornerà a vivere "il mare a Milano"

Pubblicato: 18 nov 2010 da Gabriele Ferraresi

Commenti dei lettori

idroscalo milano

In vista dell’Expo 2015 partirà la riqualificazione dell’Idroscalo: sul “mare di Milano” si abbatterà una pioggia di denaro - sei milioni di euro - vedremo se saranno ben spesi. A quanto leggo l’idea è di trasformare quello che nacque come scalo per idrovolanti negli anni venti del secolo scorso in un polo del benessere, dello sport e della salute.

Restando sul mero dato di cronaca: sono 18 gli interventi previsti, tra cui un teatro all’aperto, un percorso panoramico al Laghetto delle Vergini, un centro di medicina dello sport, e una generale riqualificazione dell’area. Inoltre, nuove strutture sportive, visto che l’esposizione internazionale potrebbe coincidere con un evento sportivo non di primissimo piano, ma interessante

La realizzazione di nuove strutture sportive è finalizzata a candidare l’hinterland ad accogliere nel 2015 i campionati mondiali di canoa e canottaggio,

Ripercorriamo brevemente la storia di questo singolare specchio d’acqua in periferia…

Scorrendo la tag “idroscalo” di 02blog, che cosa troviamo? Concerti, qualche serata al Magnolia, piccoli fatti di cronaca decisamente dimenticabili come la sedia elettrica del luna park, e addirittura un post in cui si legge che all’Idroscalo si può praticare il curling.

Io non l’ho mai frequentato molto: a parte qualche concerto - Massive Attack, tre, quattro anni fa almeno - poi ricordo tremende serate adolescenziali nel locali, qualche passeggiata e qualche giro in bici, delle domeniche pomeriggio di primavera da buttare via, e una festa di ferragosto organizzata da Radio Popolare nel 2007.

La storia del posto però, è davvero interessante e curiosa

L’idea di dotare la città di Milano di un idroscalo risale al 1926, quando nell’ambito di un progetto per ampliare l’aviosuperfice di Taliedo venne valutata la possibilità di affiancarvi uno scalo per idrovolanti (…) A metà degli anni venti l’idrovolante rappresentava l’aereo di linea per eccellenza sulle grandi distanze. Lo sviluppo di aerei terrestri a grande capienza era frenato dalla necessità di dover disporre di lunghe piste adeguate alle operazioni di decollo e atterraggio in un’epoca in cui anche gli aeroporti ereditati dalla prima guerra mondiale erano poco più che prati ben tenuti. La necessità di piste adeguate era un problema che non si poneva per gli idrovolanti che operavano da specchi d’acqua. Per questo motivo fino all’inizio della seconda guerra mondiale le principali rotte su lunga distanza erano coperte da idrovolanti.

Questo primo progetto di idroscalo rimase allo stadio di valutazione. L’anno dopo, con l’approvazione della legge del 27 giugno 1927 che demandava alle province la creazione di superfici per consentire l’atterraggio di emergenza di velivoli, sia terrestri che idrovolanti, l’idea riprese corpo, anche grazie al sostegno del podestà e del presidente della Fiera.

Su questa si innesta quella di uno dei pionieri del volo italiani, ovvero quella Caproni che fu la prima azienda aeronautica italiana. A elaborare il progetto dell’Idroscalo fu infatti Gino Utili, geometra della Caproni. Si legge qualcosa su di lui in questo bel pezzo d’archivio del Corriere, che risale al 1992

Il progetto venne affidato a un geometra della Caproni, Gino Utili, e fu modificato ampliandone la larghezza. Il cavatore Lucchini si incarico’ di portare avanti il dragaggio del terreno, avendo in contropartita la facolta’ di rivendere la terra e la sabbia. Fu l’ inizio di un cammino lungo e spesso tortuoso: l’ opera, nel ‘ 39 intitolata a Galeazzo Ciano, venne realizzata con difficolta’ , con ritardi (Lucchini venne anche sollevato dall’ incarico) e con una guerra di mezzo. Solo nel 1947, asportati quattro milioni di metri cubi di terra (il doppio del progetto originario), fu ultimata. Ma il suo scopo primario, quello di aeroporto, era gia’ stato inghiottito dall’ eclissi dell’ idrovolante, giunta repentina proprio al culmine dei suoi successi

Tutti i dettagli sulla riqualificazione sul sito dell’Idroscalo.

Se volete vedervi un bel set di immagini d’epoca, su Flickr trovate queste.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di karin

    karin

    18 nov 2010 - 12:23 - #1
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    Io trovo che sia già bellissimo così, hanno fatto secondo me un bellissimo lavoro, passeggiare e fare tutto il giro (6 km) la domenica è davverp piacevole, ma se vorranno migliorarlo ben venga!

  • riservare

    18 nov 2010 - 12:41 - #2
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    Hanno speso 5 mln di € per il parco Alessandrini…Non mi sembra nemmeno cosi’ tanto 6 per l’idroscalo…a questo punto!

  • Profilo di gatzpacho

    gatzpacho

    18 nov 2010 - 12:50 - #3
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    NOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!
    Abito di fianco all’idroscalo, quest’anno ci ho lavorato e non serve niente di tutto questo! L’idroscalo non è il luogo adatto a fare queste cose, tutti questi soldi serviranno solo a far arricchire chi prenderà l’appalto per questi lavori.
    L’utenza dell’idro non vuole spa e altre sciccherie da ricconi, va tutto bene già così, piuttosto che non chiedano 5 euro per il parcheggio nel weekend

  • Profilo di paviglianiti

    paviglianiti

    18 nov 2010 - 13:44 - #4
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    la scorsa estate ho frequentato per lavoro i vari circoli di canottaggio che non conoscevo e sono rimasto molto sorpreso dall’ambiente umano, che definirei popolare e sportivo. mi sembrava di cogliere un’anima autentica di milano, qualcosa che travalica le mode. un ambiente molto diverso da quello che si trova nelle palestre costose o nei centri benessere “esclusivi” (nel senso che non tutti se li possono permettere). secondo me l’idroscalo è bello così, con la sua gente che prende il sole, e che magari si prende cura del posto (per lo meno dei moletti dove ci sono le varie società sportive). sono troppo conservatore? ho l’impressione sempre più spesso che quello che c’è di bello a milano lo vogliano mettere a pagamento o peggio cementificare.

  • Profilo di gatzpacho

    gatzpacho

    18 nov 2010 - 14:54 - #5
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    “ho l’impressione sempre più spesso che quello che c’è di bello a milano lo vogliano mettere a pagamento o peggio cementificare.” Esatto

  • ciuken

    18 nov 2010 - 17:32 - #6
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    Perché non fare un bel parcheggio sotto il laghetto?

  • Lèx80

    18 nov 2010 - 17:33 - #7
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    Temo il solito risultato: cemento, cemento, cemento. Dove prima c’era la spiaggia libera, il prato verde su cui stendere l’asciugamano, ci saranno le recinzioni e i posti a pagamento. Prima era una spiaggia alla portata di tutti, dopo sarà la solita fonte di arricchimento della solita cricca di palazzinari. Quei “diversamente onesti” che non fanno nemmeno le bonifiche dove dovrebbero, anzi, seppelliscono i rifiuti tossici dove costruiscono.
    La solita svendita di suolo pubblico per fare cassa.

  • jerry polemica

    18 nov 2010 - 20:36 - #8
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    Bhe!
    Non sarebbe male un teatro all’aperto sotto le stelle…
    .. e anche le piste ciclabili..

  • Maxolo da mò

    18 nov 2010 - 21:45 - #9
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    Pareva strano che uno spazio libero e molto frequentato rimanesse tale, speriamo che almeno pensino a delle piattaforme galleggianti per prendere il sole anche sul lato occidentale.
    Spero vivamente che non mi faranno fuori quella trota che da parecchio tempo, forse anni, viene pescata e ributtata in acqua arrivando (un pò sfregiata) a dimensioni notevoli.