Con questa terza puntata concludiamo la nostra piccola traversata dell’hinterland da Milano ad Arese, un paese con vocazione agricola che si è trovato, di botto, una delle più grandi industrie d’Italia, l’Alfa Romeo.
La parte agricola è ancora visibile tra le corti rustiche della suggestiva frazione di Valera, con cascine e la bella villa padronale che fu della famiglia Lattuada Settala. Col bus Valera è tappa obbligata prima di giungere alla destinazione del nostro tour.
Ettari di campi, spesso incolti (in uno un gregge con una moltitudine di pecore) e sullo sfondo il dinosauro dormiente, gli stabilimenti dell’Alfa Romeo. La maggior parte - soprattutto quelli adibiti alla produzione di auto - sono dismessi ed in uno stato di abbandono. Difficile concepire la grandezza di questa fabbrica. A circumnavigarla, a piedi, ci vuole almeno un’ora. E non è un’attività che consiglio visto che si sarebbe costretti a camminare ai bordi della strada.
museo storico Alfa Romeo, Arese
Tutt’intorno immensi parcheggi semi vuoti nei quali stazionano camion. Gli autisti dormono o si sollazzano. Le erbacce stanno prendendo il sopravvento ovunque, cercano di trovare spiragli tra l’asfalto per poi esplodere come fuochi d’artificio statici e in miniatura. Anche in un campetto da calcio all’interno del terreno cintato della (ex) fabbrica, la giungla regna sovrana.
Per la serie “cave trasformate in discariche abusive”, proprio al capolinea dell’autobus (Arese Alfa Romeo, lato Est), al confine con Garbagnate Milanese, si può notare un’immensa area sotto sequestro in cui - guarda un po’ - veniva gettato materiale nocivo. È in questo stato di abbandono da molti anni.
Al capolinea c’è un bar e un ristorantino per operai. Un tempo servivano da mangiare ad una moltitudine di operai. E’ facile immaginarsi entrate e uscite di massa nello stile de La classe operaia va in paradiso. Nel periodo d’oro della fabbrica vi erano 20.000 lavoratori, ora sono 800. Cosa fare di questa superficie di circa 2.000.000 di mq (più del doppio del parco Lambro, per capirsi)?
Se ne sono sparate di tutti i colori: un polo logistico, il supermercato più grande d’Italia, trasferire qua le attività dei cinesi di Paolo Sarpi. Questo progetto è tramontato in quanto i cinesi sono stati trasferiti a Lacchiarella, gli altri invece sono in stand by da qualche tempo.
Chiedo all’autista come arrivare al Museo Storico Alfa Romeo, ma non ne sa nulla. Gli sembra strampalato che dalla metropoli sia venuto sino ad Arese per questo. Se gli avessi chiesto un campo dove gettare lastre ondulate di eternit forse sarebbe stato meno sorpreso.
Non è facile trovare l’ingresso al museo, se si sbaglia strada si è costretti a fare chilometri a piedi. Poi noto un cartello che indica l’entrata in uno degli innumerevoli varchi della fabbrica. Dentro sono completamente abbandonato a me stesso, non c’è anima viva. Entro nel museo, un edificio più moderno, e non c’è nessuno alla reception. Potrei portare via pezzo per pezzo una di quelle splendide automobili. Nessuno mi direbbe nulla.
Mi immagino intere giornate senza visitatori. Ho come l’impressione di trovarmi dentro Futurama e di essere in visita ad un museo sui mezzi di trasporto di un millennio addietro, una roba che non interessa più a nessuno. Forse il fatto che sia un giorno lavorativo impedisce un flusso copioso di turisti, curiosi e fanatici della case del biscione… ma il museo è aperto solo nei giorni lavorativi!
In questo museo storico, imperdibile per gli amanti dell’automobile, sono presenti, tanto per riportare la didascalia del gruppo facebook in sostegno “capolavori del design e della tecnica che hanno fatto la storia dell’automobile italiana”. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 16.00. C’è anche un numero per le visite guidate e per maggiori informazioni: 02-44429402. Il sito internet è zeppo di informazioni e di un tour virtuale.
Ci sono tutti i modelli prodotti dal 1910 al 1977, dalla superba Torpedo 24HP del 1910, alle celebri Giulietta berlina, spider e sprint, passando per automobili dal design assai bizzarro. Ce n’è una bombata che assomiglia ad una carrozza. C’è un settore dedicato ad automobili vincitrici di gare sia su strada che su pista, altre per la città. Oltre al museo è attivo il centro Documentazione e l’Archivio Storico Alfa Romeo.
fuzzyleo (che non riesce a fare il login)
24 nov 2010 - 08:42 - #1bon, domani parto con la borsa delle chiavi e comincio a portarmi a casa una giulietta spider… ;)
GT
24 nov 2010 - 10:08 - #2e non hai visto la piccola pista prove abbandonata lì accanto!
Alex Garben
24 nov 2010 - 10:39 - #3complimenti, ottimo post.
Maxolo da mò
24 nov 2010 - 12:31 - #4Bel post! e bel posto! se trovo un percorso in bici magari ci provo, peccato per la chiusura del fine settimana.
Carlo75
24 nov 2010 - 16:49 - #5Splendide! La prima auto che ho guidato col foglio rosa era l’alfa di mio padre…che meraviglia!Altro che la Punto su cui facevo le guide… ;)
Peccato venga un po’ abbandonato a sè stesso, una gran bella parte della nostra storia! Di recente, un mio amico, mi aveva segnalato anche questo posto dove riparano carrozzerie d’epoca, si trova a Cormanno. Nel video raccontano come e perchè della scelta e nel mentre si vedono dei veri piccoli gioiellini!
http://www.youimpresa.it/video/impresa-live/carrozzieri-doc :D