Navigli e lavori in darsena: gli ultimi sviluppi di una partita infinita

darsena lavori senza fine

Avevano giusto fatto in tempo a terminare i lavori, per la prima volta in tempi record, per rendere percorribile il lungo darsena sui Navigli (la foto qui sopra è di un paio d'anni fa). Ed erano anche quasi riusciti a fare un bel lavoro – con tanto di bella stradina, dei bei lampioncini, finanche di una bella staccionatina di legno – trasformando uno degli angoli più degradati della Milano contemporanea in una emulazione di parchetto svizzero.

Eppure anche questa volta il discorso si riapre, come sempre d'altronde quando si parla di Darsena (o quando si parla di Milano?), anzi si ribalta, in favore di Darsena S.p.A., la società vincitrice dell'appalto per la costruzione del contestatissimo parcheggio sotterraneo a cui il Comune di Milano aveva ritirato l'autorizzazione a procedere con i lavoro, stracciando il contratto.

Secondo i giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato, infatti, le formalità da seguire per stracciare il contratto di un appalto vinto regolarmente non sono state seguite a dovere dal Comune e, quindi, la Darsena S.p.A. ha il diritto di rivalersi e di ottenere nuovamente l'autorizzazione per lavorare su un terreno che lo stesso Comune di Milano le aveva sottratto appellandosi ad una clausola di autotutela.

Grottesco non è vero? Certamente, e a tal modo macchinosamente burocratico da risultare incomprensibile. Almeno per il comune intelletto pratico di un cittadino medio. Ma come è stata presa questa decisione dai residenti, i primi difensori della Darsena, ma solitamente gli ultimi ad essere ascoltati?

Il Comitato dei Navigili dal 2002 ha posto la lotta contro questo funesto e inutile progetto all'apice delle proprie priorità, raccogliendo oltre 500 firme depositate al TAR della Lombardia in attesa che qualcuno le prenda in considerazione.

Mentre stamane, sul sito del gruppo Darsena Pioniera, un'associazione che grazie alla collaborazione con un gruppo di architetti porta avanti da tempo la propria idea sul futuro della Darsena, si poteva leggere, a commento della grottesca faccenda, questa frase:

Imperizia o dolo? Ovvero: il Comune si avvale di legali così palesemente inesperti? Il Sindaco Moratti ha voluto fare una prova di forza contro il parere degli avvocati per dimostrarsi capace di sanare in tempi brevi la situazione gravissima in cui versava da anni la Darsena? O, ancora, l’Amministrazione ha accettato consapevolmente il rischio di perdere la causa e di dover poi risarcire Darsena S.p.a., spendendo così altri soldi nostri, che poi non bastano mai per realizzare le opere di cui avrebbe bisogno la città, tra cui la sistemazione definitiva della stessa Darsena?

Il quesito, dunque, è sempre lo stesso, ed è sempre di più applicabile a qualunque aspetto della vita politica del nostro pittoresco paese. Per riassumerlo con una espressione estratta dal canestro popolare, ricco di espressioni semplici, ma sempre molto efficaci, direi: Ma chi ci governa ci è o ci fa?

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