Ago e Filo: rimosse le luci di Natale dopo le rimostranze dell'Aulenti. L'ira di Cadeo contro i prepotenti delle vecchia guardia culturale

ago e filoQuelle luminarie non si dovevano fare, secondo l'architetto Gae Aulenti, l'architetto artefice del restyling della piazza Cadorna. Quando, saputo dell'installazione di Led, ha chiamato il sindaco e si è lamentata del fatto che un'opera d'arte non va trasfigurata, anche con un'installazione temporanea. La Moratti ha tentato la mediazione, ma l'assessore Cadeo ha bollato il gesto della Gae, come intimidatorio.

Ora le luminarie sono state rimosse. Esulta la Aulenti e si arrabbia Cadeo, che la manda a dire senza mezzi termini: "Quell'opera è di una giovane e questi architetti della vecchia guardia l'hanno spenta per una loro presunta egemonia, una prepotenza culturale". Si apre una diatriba buona per un sondaggione.

Personalmente non mi dispiacevano, facevano un po' fiera paesana del sud per il santo patrono. Insomma una "allegra boiata", come definita dal mio amico Giulio in transito con me da quelle parti. Rosellina Archinto, editrice, fresca di Ambrogino, in una lettera al Corriere parla di mancanza di rispetto per la cultura: «Non si può alterare un'opera d'arte, che piaccia o no. In questo contesto allora si potrebbero mettere degli anelli al dito di Cattelan, oppure degli scialletti alla Pietà Rondanini, oppure trasformare in albero di Natale la scultura di Pomodoro". E voi da che parte state?

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