Dopo la piccola traversata da Bollate ad Arese decido di avventurarmi in un tour giornaliero in direzione di Desio, uno dei paesi della Brianza coinvolti nell’”Operazione Infinito”, il blitz estivo con cui i carabinieri arrestarono oltre 150 persone legate alla ndrangheta. A Desio la situazione è più pesante che altrove: dopo il coinvolgimento di alcuni consiglieri comunali, la giunta si è dimessa in toto. Chiaro che dire “c’è del marcio in Brianza” è riduttivo.
Opto per andarci con i mezzi pubblici. Il tram Niguarda – Desio (via Cusano) è una tramvia storica, credo l’unico esempio milanese di tram con tre vagoni separati. Questa linea, che in origine arrivava a Giussano, fu inaugurata alla fine del 1800 poi, poco alla volta, ridotta.
Quasi tutta è su corsia preferenziale e su binario unico tranne un breve tratto doppio che consente ai due tram che battono la tratta di incrociarsi. È facile pensare che stia percorrendo la strada della soppressione. Anche nelle ore di punta la linea è poco frequentata a causa di una lentezza clamorosa…
Piccola traversata dell’hinterland: Bresso e Cusano Milanino
Da tabella, per fare tutto il tragitto da Niguarda a Desio, ci impiega circa un’ora e venti. Questo perché il tram - per alcuni lavori che si procrastinano da mesi - viaggia ad una velocità risibile.
Come se non bastasse, oltre all’autista, è necessario una sorta di capotreno che controlla che non ci sia nessuno in procinto di salire o scendere. Perché questo? Perché mancano gli specchietti retrovisori. Naturalmente – penserete voi ingenuamente – il capotreno controllerà anche i biglietti…
Ovviamente no, il suo compito è solo quello di gridare “Chiudi” al manovratore. I frequentatori del tram sono soprattutto lavoratori stranieri o persone che che devono fare qualche fermata per compere, anziani e studenti. Il biglietto in questa tratta è un optional, d’altronde i controlli, che spetterebbero ad ATM, sono inesistenti. Mi fa strano vedere una persona distinta, in giacca e cravatta, diretta a Desio. Legge nervosamente “Il Fatto Quotidiano”. Una volta resosi conto della lentezza del tram decide di scendere per chiamare un taxi, imprecando contro la maledetta idea di utilizzare i mezzi pubblici.
Partendo da Milano Niguarda, il primo paese ad essere attraversato dal tram è Bresso. Non c’è una vera e propria separazione con la città se non una piccola striscia di parco Nord. Come molti paesi della zona, nei primi anni del 900′ Bresso venne “sconvolta” dallo sviluppo industriale. Si aprirono filande e setifici. Ma il boom vero e proprio di fabbriche giunse tra gli anni 60′ e 70′, anni in cui la popolazione triplicò, per poi assestarsi negli anni della terziarizzazione. Ora le fabbriche, alcune dismesse, altre attive, altre ancora riadattate, spuntano come funghi, in un parchetto, dietro un muro, lungo un’intera via perpendicolare a quella percorsa dal tram. Per gli amanti dei giri canonici, quelli da guida Touring Club, curiosa è la Madonna del Pilastrello, una chiesetta buttata in mezzo alla strada. Per il resto ci sarebbe da vedere l’aeroporto.
Sì, a Bresso c’è un aeroporto civile destinato ai voli turistici ma che nel passato ebbe un importante ruolo militare…
negli anni ’30 e durante la Seconda Guerra Mondiale l’aeroporto di Bresso fu sede di tre stormi da caccia incaricati della difesa aerea di Milano. Continuò inoltre ad essere base di collaudo per la Breda, che sul lato sud vi costruì anche una galleria del vento a supporto della progettazione dei velivoli da essa prodotti.
(1/2)
rosapuffo
15 dic 2010 - 14:12 - #1ma non dovevano migliorare e allungare la linea dei tram che arriva in brianza?
asdfda
15 dic 2010 - 22:41 - #2non vedo l’ora di un bel dossier sul mio mafiapaese che è desio
pointless_nostalgic
16 dic 2010 - 00:49 - #3bellissimo viaggio! non avevo idea dell’esistenza di quel tram! devo prenderlo prima che lo sopprimano!
è bene sapere prima di scrivere
16 dic 2010 - 16:40 - #4Sono certa che lo scrittore di questo articolo si è documentato sul treno che arriva a Desio, e non sul tram. Quindi saprà sicuramente che su quella tratta vige un regolamento ferroviario e che il macchinista necessita di un capotreno per la sicurezza dei passeggeri e per altri motivi che sicuramente lo scrittore avrà studiato nelle sue ricerche. Perchè FORSE non si è accorto che il TRENO ha dei vagoni e non è un tram. Sono contenta che però abbia deciso di spostare la sua attenzione su altri argomenti dei quali saprà certamente di più che sui trasporti pubblici.
gianluca-l
16 dic 2010 - 16:50 - #5A me sinceramente sembra un tram e non un treno. La stessa ATM la chiama tramvia. Ma possiamo disquisire a lungo su queste facezie senza giungere ad una conclusione.
Grazie comunque per la precisazione.
streamingop
16 dic 2010 - 20:38 - #6“Anche nelle ore di punta la linea è poco frequentata a causa di una lentezza clamorosa…”
Fino a due mesi fa non era così, il tram risultava essere un mezzo tutto sommato comodo per chi lavorava a milano soprattutto zona nord (Niguarda, Maciacchini) una buona frequenza fin dalle prime ore del mattino ed un servizio inarrestabile (vedi nevicata dello scorso 21 Dicembre)
streamingop
16 dic 2010 - 20:39 - #7Aggiungo che precedentemente i tempi di percorrenza erano inferiori all’ora 40/50 min max