Ammetto di aver sentito parlare per la prima volta di EuroMilano, nuovo quartiere a Milano Nord Ovest, non distante della stazione di Milano Certosa, in un articolo dello scrittore Gianni Biondillo su Domus, sofisticata rivista di architettura.
Si dice che EuroMilano sia un quartiere che non esiste in nessuna mappa meneghina. Naturale, secondo Biondillo, si tratta di Quarto Oggiaro ma i venditori di immobili preferiscono non usare questo termine, così brutalmente evocativo della mala milanese. E così usano EuroMilano.
Il primo sito a parlare di EuroMilano è quello della riqualificazione del quartiere che prende il nome dalla società immobiliare che l’ha costruito. Per il resto quasi nulla, se si escludono gli annunci delle agenzie immobiliari.
A Milano Certosa, a Nord Ovest della città, EuroMilano ha trasformato un’area dismessa di oltre 450 mila mq, fino a pochi anni fa occupata dagli impianti delle raffinerie Fina, in un nuovo quartiere realizzato secondo i migliori standard qualitativi, con particolare attenzione per gli spazi comuni e le funzioni pubbliche, oltre che all’eccellenza delle soluzioni abitative.
EuroMilano si pone come un quartiere all’avanguardia, considerato addirittura il primo quartiere italiano totalmente domotico, circondato da giardini, strade ad alta percorribilità, ferrovie e, a Nord, da una zona difficile: Quarto Oggiaro.
Cercando di inquadrarlo in una cartina della città si può dire che si trova tra via De Pisis, via Eritrea, via Palizzi, via Chiasserini. Si può disquisire a lungo se considerarla Quarto Oggiaro o meno, forse non lo vorrebbero “i professionisti, piccolo borghesi impiegati, laureati che hanno cercato un’ampia metratura senza uscire dai confini comunali”. Di certo quello che differenzia EuroMilano da Quarto Oggiaro è l’assenza di una storia, la mancanza di vita. Loro, dice Biondillo sagacemente, sono rivolti al centro di Milano; sono al confine ma il loro sguardo è proiettato alla metropoli. Per loro Quarto Oggiaro sta oltre via De Pisis. Comunque altrove.
Il parco enorme e brullo, le strade deserte, vaghi bar e negozi dalla serranda abbassata, una assolata piazza in mattoni prefabbricati di cemento, vuota e sconsolante, neppure fosse esplosa una bomba ai neuroni che ha sterminato gli abitanti lasciando integre le case. Non è un quartiere questo.
È troppo giovane per essere un quartiere secondo Biondillo, ci vorrà una generazione perché diventi spazio sociale. Infatti la sensazione è proprio quella di Santa Giulia: palazzoni, torri e nessuno in giro. Per i negozi basta attraversare via De Pisis o proseguire per via Eritrea e si entra a Quarto Oggiaro dove c’è vita, gente in strada che chiacchiera, che attende i mezzi pubblici, con le buste della spesa, mentre ad EuroMilano si trova al massimo una persona che scende dall’automobile per entrare rapidamente in casa, come se ci fosse un coprifuoco o un serial killer in zona.
EuroMilano ha una piazzetta da cui zampillano due fontane, c’è un bar, triste e anonimo come i bar lo sanno essere solo in questi posti in cui nelle strade non c’è vita. Sui palazzi si arrampicano decine di babbi natale. Rappresentano bene l’agognato status piccolo borghese raggiunto a fatica dai suoi abitanti che qua sono riusciti a comprare casa. Il parco, invece, in direzione Bovisa, è innevato e deserto, con le fontanelle circondate da cornici di ghiaccio.
Non ci sono alberi, quelli arriveranno nel futuro. Ci sono scivoli per bambini enormi, spettacolari, mai visti di così complessi in un parchetto pubblico. Uno sembra un castello. Poi un bel campetto da calcio e uno da basket. Da una collinetta sul giardino si scorge un’enorme distesa su cui stanno facendo dei lavori. Non ho idea cosa sorgerà in quest’enorme spazio su cui prima c’erano delle fabbriche. È la pelle di Milano che cambia.
nomerichiesto
21 dic 2010 - 14:43 - #1la fontana con sto freddo >_>
zordan
21 dic 2010 - 22:49 - #2Interessante non ci ero mai passato. Adesso lo farò volentieri appena smette di fare bufere di neve e ghiaccio.
Ho visto diversi appartamenti con AI che mi dicevano che erano apt. dotati di domotica. Per la maggior parte mi facevano o vedere una centralina vuota dove dicevano li si mettevano i macchinari o delle centraline di gestione a lcd. Si controllavano le persiane, l’antifurto, l’impianto elettrico, aria condizionata, la tv, le luci etc. etc. ma sinceramente in appartamenti di 100 mq mi sembra inutile viste le distanze. MI sa tanto di roba che dicono a gente che non ne capisce per far sembrare moderno quello che vendono.
Bruno49
22 dic 2010 - 09:57 - #3Posso aggiungere una informazione all’interessante “passeggiata” nel nuovo insediamento residenziale che alcuni residenti preferiscono definire “Parco Certosa” : i lavori in corso nell’area sterrata sono quelli per il suo completamento, perchè nel progetto originale il parco doveva occupare tutta l’area. I lavori erano stati suddivisi in più tranche credo anche anche per questione economiche.
Aggiungo anche alcune considerazioni personali, frutto della mia esperienza.
Questo nuovo insediamento, obbiettivamente costruito un po’ come una enclave, potrebbe correre il rischio di diventare un’isola staccata dal quartiere presistente e dalla città, ed è per questo che alcuni residenti si sono attivati per cercare di far nascere negli abitanti un senso di appartenenza attiva (coesione sociale) e di apertura nei confronti delle realtà positive esistenti al di la delle barriere stradali che lo circondano.
Da quello che mi risulta inziative in tal senso erano state messe in atto anche dalle associazioni di volontariato attive a Quarto Oggiaro che, già dall’inizio, erano entrate in contatto con chi fra i primi cittadini residenti si era accorto di questo rischio di estraniamento.
dottor-d
22 dic 2010 - 11:17 - #4“[…] si tratta di Quarto Oggiaro ma i venditori di immobili preferiscono non usare questo termine, così brutalmente evocativo della mala milanese.”
E dire che Quarto Oggiaro ha smesso da anni di essere il quartiere malfamato che fu. D’altronde si sa che non è facile scrollarsi di dosso una cattiva nomea.
Comunque, anche se capisco le critiche, l’idea della città fantasma a due passi da casa ha un certo fascino, magari sinistro. Andrò a farci un giro appena posso.
Bob42
22 dic 2010 - 11:42 - #5La bomba a neuroni cos’è? ;-)
giovanni rainoldi
22 dic 2010 - 12:06 - #6cavoli se lo conosco, è uno dei due quartieri della mia tesi di laurea!
https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0BzMEY4KFx3BjMmI0ZDg3YjUtMzk1MC00ZTU0LWI3ZjctYWM2M2I0OGJkNDQ3&hl=en
fuzzyleo (che non riesce a fare il login)
22 dic 2010 - 20:10 - #7zordan, non è questione di distanze: la domotica, se integrata bene, aiuta a risparmiare energia anche in case di piccole-medie dimensioni. purtroppo è vista ancora solo come un gadget, ma le possibilità sono davvero interessanti.
davideseveso
23 dic 2010 - 11:36 - #8ci passo davanti tutti i giorni per andare a lavoro e tornare a casa.
Dalla parte di Quarto non è così fuori dal mondo, inteso che la città continua in maniera abbastanza naturale, dalla parte invece di mac Mahon lo stacco è nettissimo, complice il parco ma soprattutto la ferrovia.
Devo dire che il movimento è parecchio, c’è sempre un sacco di gente che viene e che va, ci sono le fermate degli autobus e non da tantissimo un senso di isolamento. Se solo sistemassero la zona con il vecchio distribuore abbandonato magari il panorama non sarebbe così tetro…