
Anno nuovo follie antiche, ah, la cara e vecchia piromania! Se non l’avessi letta nero su bianco non ci avrei creduto. Una distinta signora impellicciata non ancora identificata è sospettata di aver appiccato il fuoco a ben quattro motocicli in un cortile dell’Isola, in via Porro Lambertenghi (fonte: ANSA). Brutta storia.
Come avrà fatto? Forse nascondendo una tanica di benzina sotto la pelliccia? E poi non è certo così facile introdursi in un palazzo milanese se ci pensate bene… restano aperte tutte le piste, dalla vendetta alla piromania appunto ma mi piace pensare che sia la riproposizione in chiave estrema dell’eterna disputa: mezzi in cortile, sì o no?
Foto | Roberto by Flickr
micio02
07 gen 2011 - 15:45 - #1la legge parla chiaro: secondo l’Amministrazione Comunale della città tutti i cortili DEVONO obbligatoriamente permettere il deposito delle biciclette (dei condomini, non degli estranei), non si fa cenno invece riguardo ai motocicli, motivo per cui la cosa ricade nelle mani degli amministratori di condominio o sul voto dei residenti.
zordan
07 gen 2011 - 15:50 - #2Non ho votato perchè sono a favore delle biciclette nei cortile non moto e motorini.
L’uso di essi va disincentivato il più possibile perchè usati per distanze RIDICOLE con conseguenze di inquinamento dell’aria e inquinamento acustico snervante oltre alla tipica guida aggressiva e pericolosa.
jerry polemica
07 gen 2011 - 18:43 - #3ma come mik.iobombo fate glia rticoli e i sondaggi??
C’è una differenza abissale tra i motorini e le biciclette nei cortili.
Avet emai sentito una biciclettà fare “casino2 con la marmitta svuotata in un cortile condiminiale?
Oppure fa fumo e puzza??
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Le bici devono stre nei cortili (come a berlino e Hamburg).
PS.
I motorini a discrezione dei condomini…
ragrazzo grazzone
07 gen 2011 - 18:50 - #4nel mio condominio e’ vietata la bicicletta in cortile. come posso fare a far valere questo dritto?
anrewbst
07 gen 2011 - 18:55 - #5ragrazzo, comprati una bici malandata e piazzala in cortile. Ti stampi l’ordinanza comunale ed alla prima rimostranza la sventoli in faccia al tuo interlocutore.
ragrazzo grazzone
07 gen 2011 - 19:13 - #6l’ho gia’ detto all’amministratore nonche’ proprietario dell’intero stabile (ancora blandamente, sono appena arrivato, non vorrei farmi odiare) ma lui dice che c’e’ “qualcuno” che sgonfia le ruote di chi lascia le bici in cortile (milano???????, europa???????)
luca-a
07 gen 2011 - 19:14 - #7Grazie a micio02 per la dritta sull’ordinanza comunale ;-)
traveller
07 gen 2011 - 19:23 - #8Io nel cortile vorrei sistemare un frigorifero personale. Tanto se ognuno vuole piazzare quello che gli garba…
zordan in sedia a rotelle
08 gen 2011 - 00:59 - #9Ciao sono zordan, vado sempre in bici, ieri mi sono fatto milano-venezia in bici, sulla a A4, e non mi ha beccato la stradale.
A chi ha bisogno di posteggiare la bici può metterla in casa mia, pur vivendo in una topaia di monolocale cedo volentieri il mio spazio per la causa dei ciclisti.
Alezzandra
08 gen 2011 - 03:41 - #10Nel mio cortile ammettono i bidoni della spazzatura ma non le biciclette!!!
ragrazzo grazzone
08 gen 2011 - 15:42 - #11ho un forte bisogno fisiologico da espletare, i bar della zona e i portabici sono chiusi, vengo nel tuo soggiorno zordy; sono molto in crisi, il riflesso e’ gia’ partito, fra ciclysti ci si aiuta nel momento del bisogno
zordan in sedia a rotelle
08 gen 2011 - 21:04 - #12Ragazzo Grazzone, vieni pure a espletare, tanto casa mia è già un cesso :-D
Il pedone
08 gen 2011 - 23:19 - #13Patente, casco, e numero di targa obbligatorio per tutti i ciclisti, e poi vediamo se non la smettete di fare i vostri porci comodi.
alessandroale111
09 gen 2011 - 02:02 - #14La bicicletta che sfreccia fiera facendo il pelo ai pedoni in corso Vittorio Emanuele.
Un simbolo di impunita.
Meglio che usiate comunque la bici, così io trovo meno traffico con l’auto :-)
Il pedone
09 gen 2011 - 02:34 - #15Alessandroale111, quante volte mi è successo, dover schivare all’ultimo secondo il ciclista che corre in pieno Corso, ma si sa, in bici non ci sono regole, tutto è permesso, pedali e hai sempre la precedenza, puoi usare strade, marciapiedi, aree pedonali, passare col rosso (si sa che i semafori sono solo per le auto), andare contromano, uscire dagli stop senza fermarsi.
jerry polemica
11 gen 2011 - 12:10 - #16Automobilisti in crisi di identità
I ciclisti e gli utenti dei trasporti pubblici sono dei perdenti – giusto? O sono degli snob elitari e con la puzza al naso? Brian Ladd dice che le attitudini delle persone e le loro scelte personali di trasporto sono ispirate da radicate convinzioni sulla rispettabilità, e a questo dovrebbero prestare maggiore attenzione gli urbanisti e gli esperti dei trasporti.
I non automobilisti si chiedono spesso perchè i conducenti di vetture sembrano così poco attenti ai loro bisogni e alla loro sicurezza. Todd Liman del Victoria Transport Policy Institute argomenta con una certa fondatezza che il senso di legittimazione degli automobilisti è il risultato di decenni di pianificazioni e sussidi nascosti che hanno truccato le carte in loro favore, mentre sembravano fare l’opposto. La dipendenza dall’auto, così come la descrive, ha cause strutturali ed effetti psicologici. I comportamenti, tuttavia, possono essere portatori di un loro peculiare potere. La progettazione urbana e la vita centrata sull’auto hanno reso difficile per gli americani perfino immaginare delle modalità alternative di trasporto. L’idea di andare in giro senza un’automobile è stata semplicemente troppo spaventosamente stigmatizzante per poter essere presa in considerazione. Ma può darsi che questo stia cambiando.
La realtà del ciclismo e dei ciclisti è, ovviamente, più complessa. Ma anche la fantasia lo è. Nelle città americane dove sta riemergendo una cultura della bicicletta i ciclisti hanno acquisito un’immagine completamente diversa: quella di yuppies arroganti. Basta dare un’occhiata alle pagine dei giornali dedicate alla posta e ai commenti dei lettori ogni volta che viene pubblicata una storia riguardante le piste ciclabili o la condivisione degli spazi urbani. Una sequela di proteste degli automobilisti contro questa folla vestita in sintetico che ostacola le persone normali che provano solo ad andare a lavorare: dovrebbero essere banditi dalle strade! La polizia dovrebbe arrestarli! Perchè noi dobbiamo prendere la patente e pagare la tasse quando loro non devono? La vita è così crudele con noi automobilisti! Il risentimento è spesso scioccante, ma i sentimenti provengono dal profondo, anche se una ciclista, appena arrivata a casa dopo il suo quotidiano confronto con la morte, può solo scuotere incredula la testa.
Ma un momento: non erano gli automobilisti a essere superiori? Chi ha la puzza sotto il naso qui? Non potrebbe darsi che gli automobilisti non si sentano più così a loro agio al volante? Diventa più difficile commiserare i ciclisti quando si sospetta che siano loro a poter commiserare voi. Cosa potrebbe pensare un povero automobilista? Ha sempre pensato che i ciclisti non siano che reietti della società, ma adesso non è più così sicuro.
Ma se i ciclisti e gli utenti dei trasporti pubblici non sembrano invidiare più gli automobilisti, questi ultimi potrebbero trovarsi in una crisi di autostima. Nel breve periodo questa insicurezza può sfociare in comportamenti più duri, come quando gli automobilisti ansiosi stringono forte il volante e inveiscono contro queste avanguardie della nuova moda. Ma il cambiamento potrebbe essere imminente. Se il desiderio degli adolescenti di guidare continua a indebolirsi, se Hollywood comincia a presentare biciclette e autobus in un alone più trendy, possiamo intuire che le mode stanno cominciando a cambiare. Se le automobili smettono di essere un’inevitabile cartina di tornasole della nostra rispettabilità – se si può essere “cool” senza possederne una – allora l’industria aubomobilistica potrebbe essere in problemi più grandi di quanto appaia.
L’auto resterà ancora la scelta di trasporto più pratica per molte persone ancora per molto tempo. Ma la rabbia e l’atteggiamento sulle difensive di molti automobilisti è in se stesso unasegnale della rivoluzione culturale in atto.
Articolo originale: The motorist’s identity crisis