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I referendum per l'ambiente a Milano si votano entro il 15 maggio

Pubblicato: 25 gen 2011 da Trab

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Dei questi referendari promossi dal comitato Milano si Muove ne avevamo parlato abbondantemente. Praticamente un plebiscito che ha dimostrato come le tematiche ambientali stiano sempre più a cuore nei milanesi, questioni che il futuro sindaco dovrà prendere in considerazione per forza. La notizia (ottima) è che il comitato referendario promotore dei cinque quesiti ambientali ha calcolato che i milanesi dovranno essere chiamati al voto entro il 15 maggio, prima delle elezioni comunali.

Qualcuno aveva ipotizzato un accorpamento dei referendum con l’elezione del sindaco, possibilità negata dal regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare che di fatto vieta la contestualità tra i referendum cittadini e le elezioni amministrative. Certo si potrebbe modificare il Regolamento in Consiglio. Facile a dirsi, ma in pratica molto difficile, visto l’ostruzionismo di molti consiglieri che non permetterebbe la maggioranza in Consiglio.

La validità delle firme è stata già certificata dall’ufficio elettorale. Giorni fa sono stati nominati tre garanti che avranno 30 giorni per esaminare le firme raccolte ancora una volta. A quel punto la palla passerà al sindaco Letizia Moratti che dovrà convocare i referendum in un arco di tempo che va da 30 a 70 giorni. I cinque referendum ambientalisti chiedono l’estensione del ticket antismog, il raddoppio degli alberi a Milano, il potenziamento delle politicihe per l’efficienza energetica e la tutela della Darsena e del futuro parco di Expo 2015.

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5 commenti

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  • Profilo di zordan

    zordan

    25 gen 2011 - 17:55 - #1
    1 punto
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    Speriamo che non chiamino al voto il primo week end di ponte o in qualche data austera. Tutti i consiglieri che fanno ostruzionismo a Milano contro la tutela della salute e l’ambiente in una città in cui l’aria è irrespirabile andrebbero segnalati da qualche parte con nome e cognome così se mi capita mai di farne conoscenza avrò modo di fargli rimpiangere la loro mancanza di buon senso.

  • Profilo di antonellar

    antonellar

    25 gen 2011 - 18:00 - #2
    1 punto
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    Qui “Cappato, Croci e Fedrighini verso il referendum per l’ambiente e la mobilità a Milano” http://www.partecipami.it/?q=node/10202 tutta la cronistoria dei 5 referendum.
    E qui “REFERENDUM e elezioni lo stesso giorno” http://www.partecipami.it/?q=node/11014 la proposta, alla quale ci si riferisce nell’articolo, di votare lo stesso giorno delle amministrative…

  • jerry polemica

    25 gen 2011 - 19:16 - #3
    1 punto
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    IO voterò per i referendum a Milano.
    Non possiamo lamentarci ai posteri che Milano e Grigia e senza Verde per sempre…

    Bisogna fare qulacosa.
    Perchè Milan lè una Gran Milan.

  • jerry polemica

    25 gen 2011 - 19:21 - #4
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    18 Gennaio 2011 - 11:58
    NOTIZIE - La mobilità sostenibile? È una questione urbanistica

    Un diverso approccio nella costruzione delle città può ridurre traffico e inquinamento, ma anche migliorare socialità e sicurezza. È il concetto di “città compatta”, ormai diffusa in Nord Europa e negli Usa, che ha tra i suoi ideatori l’urbanista italiano Gabriele Tagliaventi.

    “Le questioni di inquinamento e congestione generate dal trasporto si possono superare partendo da un differente sviluppo urbanistica”.

    La ricetta per un modello urbano sostenibile si chiama “città compatta” e si basa su due principi: occupare meno territorio possibile costruendo negli spazi vuoti all’interno della città e integrare le destinazioni d’uso, quali abitazioni, esercizi commerciali e uffici. “Si tratta”, dice Tagliaventi, “di recuperare il concetto di quartiere con edifici che mescolano alloggi, luoghi di lavoro e, al piano terra, negozi, servizi e luoghi di intrattenimento. Il tutto inframmezzato da piazze e aree verdi. Un modello che si ripete nelle città più grandi affiancando più quartieri autonomi collegati tra loro da una fitta rete di trasporto pubblico”. Un approccio che, eliminando i poli attrattivi esterni, riduce la domanda di spostamento e favorisce quelli a piedi, in bici o collettivi, ora più efficienti per la maggiore densità abitativa. Un contesto nel quale l’auto è rilegata nelle zone perimetrali del quartiere per utilizzarla soltanto per le destinazioni non raggiungibili in pullman, treno e aereo.

    La riduzione nell’impiego delle auto si traduce in minore dipendenza dal petrolio, riduzione dei costi sociali dovuti al traffico e inferiori emissioni di gas serra e inquinanti. Benefici ambientali arrivano pure dall’impiego di materiali regionali e di tecniche di bioedilizia per le costruzioni e dall’incremento delle aree verdi periferiche. Un fattore, quest’ultimo, che favorisce l’agricoltura locale, e quindi gli alimenti a “km 0″, e rappresenta una tutela al dissesto idrogeologico. Migliorano pure socialità e sicurezza, merito dell’integrazione delle destinazioni d’uso e della presenza di locali pubblici di quartiere che aumentano i momenti di aggregazione e rendono le strade più affollate e, di conseguenza, più presidiate. “Insomma”, conclude Tagliaventi, “la città compatta è un modello dove tutti vincono e nessuno perde”.

  • riservare

    26 gen 2011 - 11:45 - #5
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    Ma quello x mandare a casa la banda bassotti che ha fatto di milano la peggiore città d’italia??
    Quando?