Sciopero ATM e mezzi pubblici 26 gennaio: la mia e la vostra mattinata

sciopero atm e mezzi pubblici milano 25 gennaio 2011Oggi, 26 gennaio 2011, c'è uno sciopero Atm e mezzi pubblici: ieri ne abbiamo scritto, ma stamattina a voi come sono andate le cose? A me malissimo. Una sciagura dopo l'altra. Se il Corrierone vi racconta dei disagi per chi si muove con i mezzi e in macchina, io provo a raccontarvi in maniera un po' più informale come è stata la mia mattinata: fatelo anche voi a scopo terapeutico nei commenti.

Sapevo che oggi c'era sciopero, lo sapevo, ma non era un problema. Ma che importa "Tanto vado al lavoro in bici" pensavo. Ridacchierò dal sellino in faccia agli automobilastri intasati nel traffico! Non ho neanche fatto in tempo a ricacciarmi in gola i miei "Ahr! Ahr! Ahr!" che un contrappasso dantesco si è abbattuto su di me come l'ondata di uno tsunami, come l'eruzione del vulcano Pinatubo.

Al risveglio stamattina la persona con cui mi addormento ogni sera - e con cui spero di svegliarmi per tutta la vita - verso le sette e mezza sbiascica da sotto le coperte con me già pronto, la giacca già allacciata "Ma ti ricordi, ti ricordi vero che mi devi accompagnare in Centrale?". Flap flap, ciglia che sbattono. Dante non avrebbe potuto immaginare una punizione migliore per la mia hýbris.

Foto | Flickr

Già, perché in Centrale ci si doveva andare in macchina, non c'erano altre possibilità. La prima sfiga è comodamente sotto casa: l'auto, semi ibernata, sembra la DeLorean di Ritorno al Futuro dopo il primo viaggio nel tempo. Coperta di una coltre di ghiaccio. Ovviamente il liquido dei tergicristalli è finito o gelato. Primo passo verso il boiling point.

Raschio via il ghiaccio dai vetri della macchina, lordandomi di brina gelida e nerastra. Ma fin qui tutto bene, niente di strano in fondo. Avvio il motore, percorro non più di duecento metri e inizia la coda. Fate conto che siamo all'estrema periferia di Milano nord. E in coda ci siamo tutti, democraticamente bloccati. Secondo passo verso il boiling point.

Osservo con una punta d'invidia un pensionato in Graziella, sogno il teletrasporto, un cancro del ferro che sciolga le auto. Ma la realtà è quella di questo incrocio completamente bloccato in qualunque direzione

incrocio cozzi de marchi

Percorriamo distanze ridicole in tempi imbarazzanti, guardando l'orologio: tic tac tic tac poi, perché alle 8.45 inizia lo sciopero. C'è un subumano dietro di noi che suona il clacson ritmicamente ogni due-tre secondi, qualunque cosa accada. Non ne accadono molte poi: siamo solo fermi. Medito su fastidiose malattie intestinali che devono capitare al clacson-dipendente di cui sopra.

Il cavalcavia di Greco è un'odissea: il suonatore psicopatico per fortuna gira, in Gioia si va in scioltezza! Ma certo che no: perché c'è un tir. Ma è un tir dubbioso: amleticamente indeciso. All'altezza del Leoncavallo non sa bene che direzione prendere, e i suoi dubbi scatenano un concerto di trombe isteriche. Alzo la radio. Terzo passo verso il boiling point.

Rifletto "Ma in Gioia ci sono i controviali!" sì, i controviali, mi salverò con loro! Arriverò alla fermata di Sondrio, mollerò la macchina lì da qualche parte e la dolce metà potrà arrivare comodamente in Centrale da lì

controviali melchiorre gioia

Pochi metri e risulta evidente che sono solo un patetico illuso. I controviali sono intasati, le macchine sono come colesterolo nelle arterie di un obeso, tutti sono elettrici. Nessuno lascia passare nessuno, un metro in più percorso a 0,5 km/h è impensabile da cedere. Quando manca poco a viale Sondrio giro in via Giacomo Carissimi

viagiocaomo carissi via melchiorre gioia

Pensando "Ah, adesso ve la faccio vedere io, in queste viettine ci sarà il deserto, è tutta in discesa!". Ovviamente sbaglio. Svolto in via Carissimi e sembra che tutti abbiano avuto la mia stessa idea: telepatia. C'è una specie di arrembaggio e una 207 dietro di me si inerpica su un marciapiede pur di affiancarmi ed entrare prima nella via di salvezza.

Istantaneamente capiamo di essere solo degli illusi: decine di macchine tutte in doppia fila, qualche Mamma Col Suv - vista coi miei occhi: a bordo di suv Mercedes delle dimensioni di un Ducato - penso a trovare un parcheggio, ma riesco solo a immaginarmi la mia compagna di viaggio che ridacchia come John Candy in "Un biglietto in due"

john candy blglietto per due

Miracolosamente riesco ad abbandonare la macchina dalle parti di viale Restelli. A voi come è andata?

Intanto questi gli aggiornamenti sul sito Atm, temporaneamente inaccessibile

atm sito tilt bloccato

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