
Abituatevi a questo logo – sì, c’è già a Milano –, lo vedremo presto al posto di una sigla (e di una realtà) storica della nostra città. Il 25 aprile dell’anno prossimo lo Smeraldo probabilmente chiuderà e l’edificio muterà nome e destinazione d’uso. Ricordate fine settembre 2010? Avevamo riportato una notizia del “Corriere” a proposito delle grosse difficoltà che minacciavano l’attività della struttura.
Ieri il “Sole 24 ORE” in un breve articolo – lo trovate cliccando qui – conferma tutto, anzi svela il destino di una delle sale teatrali più capienti d’Italia per numero di posti, lo Smeraldo diventerà, rullo di tamburi… il settimo punto vendita Eataly in Italia, nel mondo ce ne sono altri cinque sparsi tra USA (uno a New York) e Giappone (quattro a Tokyo). Eh? Scusa? Che roba è sto Itittalli? Che fine fa il nostro teatro?
Eataly è un’idea del piemontese Oscar Farinetti – sempre sul “Sole 24 ORE” quest’articolo riassume la sua intuizione imprenditoriale: cibo d’alta qualità proposto in modo pop alla gente normale, se preferite sentirla dalla sua voce c’è invece questo video su You Tube realizzato da ItaliaSquisita – una sorta di supermercato/ristorante, se volete capire cos’è fate un salto in piazza Cinque Giornate. Sembra tuttavia che il palco ospiterà ancora spettacoli e concerti…
Foto | singingbeagle by Flickr
zordan
11 feb 2011 - 09:18 - #1Non ci credo che alla fine lo Smeraldo abbia chiuso, che tristezza. Eataly è molto bello come posto ma la chiusura dello Smeraldo è tragica.
GranPurgo
11 feb 2011 - 09:22 - #2eataly?
ma chi cavolo ha scelto un nome cosi stupido?
ma sopratutto, un marchio per valorizzare i prodotti italiani fatto di un banalissimo e sciocco gioco di parole in inglese?
provincialismo di bassa lega
Pulvis
11 feb 2011 - 10:28 - #3Ne arguisco che tra un anno saranno finiti i lavori decennali.
Altrimenti serviranno pasta e polvere, tartare di polvere, cotoletta e polvere…
luca-a
11 feb 2011 - 10:34 - #4@Pulvis
Giusta deduzione, non ce lo vedo Farinetti ad aprire il suo negozio con davanti delle trincee.
nonzo
11 feb 2011 - 11:13 - #5concordo con zordan. che tristezza :(
però eataly è un gran bel posto, sono curiosa di vedere come sarà questo punto vendita milanese. chissà se riusciranno a mantenere anche qui l’atmosfera rustica e conviviale che si respira in quello di torino..
wolf wolf
11 feb 2011 - 16:33 - #6Siccome c’era bisogno di un punto vendita oltre a quelli che già ci sono si è deciso di destinare l’uso di uno dei Teatri più belli di Milano a SUPERMERCATO.
Andiamo sempre meglio.
W l’Italia…. W la Moratti…. W la Cultura
lando02
11 feb 2011 - 23:01 - #7Oramai era un teatro da terzo mondo, dopo la ristrutturazione dell’Auditorium, del Dal Verme e il nuovo Arcimoboldi qualsiasi paragone portava lo Smeraldo al livelli da favelas. Quel genio del proprietario avrebbe potuto benissimo cogliere l’occasione dei lavori al parcheggio per chiudere e ristrutturare modernizzando gli interni e le quinte ormai fatiscenti e inadeguate.
Adesso si lamenta pure… gente senza vergogna
Piciuz
12 feb 2011 - 10:53 - #8Eh già, che picio! Era tra i pochi a non avere contributi pubblici… Perché non è andato dai politici col cappello in mano? Fossi in lui adesso sposerei una nipote di Bossi e aprirei una bella scuola bosina! http://it-it.facebook.com/note.php?note_id=10150265847795331&id=252598960594
elio1900
13 feb 2011 - 15:56 - #9Gran Purgo
“eataly ma chi cavolo ha scelto un nome cosi stupido?
ma sopratutto, un marchio per valorizzare i prodotti italiani fatto di un banalissimo e sciocco gioco di parole in inglese?
provincialismo di bassa lega”
E TE, HAI CAPITO TUTTO DELLA VITA….
passare all'azione
13 feb 2011 - 21:31 - #10Passiamo all’unica azione apparentemente democratica: seghiamo le gambe alla Moratti, scegliamo Pisapia e se le cose rimangono tali e quali, se il Lirico rimane ai topi e il De Amicis ai creditori, sabotiamo il Comune, con tutti i mezzi a nostra disposizione. Il marcio viene da là, uno speculatore vale l’altro, oggi Eataly domani un cinese da un nome ancora più di bassa lega, o forse un russo…