Testamento biologico a Milano, le direttive anticipate di fine vita con la Chiesa Valdese

testamento biologico valdesi milanoIn questi giorni si è tornato a parlare di bioetica: di testamento biologico, di direttive anticipate di fine vita, di diritti civili assolutamente banali in pressoché qualunque altro Paese europeo e non. Rispetto agli Usa siamo "indietro" di più di trent'anni dal Self Determination Act del 1976, rispetto al vecchio continente in media di una ventina - ottimo pezzo a riguardo su LaVoce.info - credo si sappia tutti chi ringraziare.

Tutto per l'anniversario della "morte" - virgolettato per un motivo banale: per chiamarla morte quella prima dovremmo considerarla vita - di Eluana Englaro. Come evitare un calvario simile? Alcuni comuni italiani hanno istituito un Registro del Testamento Biologico: sul sito dell'Associazione Luca Coscioni la mappa che trovate anche dopo il salto. Ma a Milano?

A Milano è la Chiesa Valdese a offrire la possibilità di dichiarare le proprie volontà

"Dopo una lunga e rigorosa riflessione teologica - ha spiegato il pastore Giuseppe Platone - abbiamo deciso di fare qualcosa di concreto a Milano (NdR in città per ora mancano analoghe iniziative, da parte del Comune, Provincia ecc, a differenza di altre zone d'Italia) e quindi offriamo a chiunque lo voglia una consulenza per predisporre e depositare presso un nostro registro locale (NdR della chiesa valdese locale) un 'testamento biologico' che, pur in assenza di una legge, indichi le cure alle quali eventualmente intenda o non intenda sottoporsi nel caso di relativa o totale non coscienza"

Dopo il salto qualche altro dettaglio e i link ai documenti da scaricare dal sito della Chiesa Valdese di Milano.

Questa è la mappa dei comuni italiani segnalata sul sito dell'Associazione Luca Coscioni di cui vi scrivevo poco fa


Visualizza Il Registro del Testamento Biologico in Italia in una mappa di dimensioni maggiori

Questa invece è la chiosa finale del pezzo che vi segnalavo prima su Lavoce.info. Dopo un confronto imbarazzante - per la nostra arretratezza - col resto dell'Europa e degli Stati Uniti, l'articolo chiude così


Il primo dato di rilievo che emerge dall’analisi comparata delle diverse legislazioni è che, in tutti questi paesi, il riconoscimento giuridico del testamento biologico non ha spianato la strada all’eutanasia. Anzi dal punto di vista normativo le due previsioni sono nettamente distinte: il testamento biologico trova sì fondamento nel principio di autodeterminazione, ma nella sua accezione di consenso informato, ovvero il paziente ha il diritto di scegliere tra cure alternative o di rifiutare una cura che non desidera. È bene sottolineare che il testamento biologico dà la stessa facoltà di decidere sulle cure del consenso informato e non amplia in alcun modo questo diritto in una direzione non consentita dalla normativa vigente e dai codici di deontologia medica

Chiudiamo anche noi con i link dai quali scaricare i documenti necessari - in formato word - per il testamento biologico.

    Qui le istruzioni e le faq per la compilazione del modulo

    Qui il formulario con modulo per il testamento biologico

Nelle faq si spiega come, dove e ogni quanto vengono raccolti i moduli

I moduli verranno raccolti due volte al mese in presenza di un avvocato e di due testimoni presso i locali della libreria Claudiana o del tempio valdese. Le date di raccolta saranno disponibili sul sito sopra indicato o presso il personale della libreria Claudiana. La firma in calce al modulo avverrà in presenza dell'avvocato e dei testimoni e sarà da questi controfirmata. Se possibile portare 2 fotocopie (3 nel caso siano indicati due fiduciari; se non verranno portate esse verranno fatte in loco): l'originale verrà conservato in busta chiusa, firmato dall'interessato, negli archivi della chiesa; una copia verrà conservata dall'interessato e una andrà consegnata al/ai fiduciari

La Chiesa Evangelica Valdese di Milano ha sede in Via Francesco Sforza, 12/a: sul loro sito riferimenti e contatti. Se il tema vi interessa vi segnalo anche questo articolo sul sito di UAAR, l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

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