BookSwap, scambiarsi libri in modo intelligente presso il chiostro del Teatro Grassi

Bookswap Milano

Vi piace leggere e vi piacciono i libri? Allora segnatevi in agenda "BookSwap", domenica 6 marzo tutti gli estimatori e gli amanti della letteratura sono chiamati a riunirsi dalle ore 17.00 alle ore 21.00 in via Rovello 2. Incuriositi dall'iniziativa abbiamo contattato le organizzatrici (www.bookswap.it). Dopo il salto tutta l'intervista.

1.Iniziamo con la domanda apparentemente più banale, chi siete e che cos'è "BookSwap"? E poi, perché proprio a Milano nel chiostro del Teatro Grassi?
Siamo tre donne innamorate della parola intelligente e appassionate delle buone storie. Milano è la nostra città, e il Teatro Grassi è la location che più rispecchiava lo spirito dell’evento e il gusto sul quale volevamo indirizzarlo. Il BookSwap è un momento di condivisione, di shopping intelligente e di incontro: un libro in cambio di un altro, a costo zero.

2.Come si differenzia "BookSwap" da iniziative simili? Penso ad esempio a "Passalibro" lanciata dalla trasmissione Fahrenheit di Radio 3 nel 2002.

Passalibro era più simile al BookCrossing, poetico ma decisamente impersonale. Gli swappers invece si incontrano, passano del tempo insieme, possono conoscersi e parlare, raccontare il perché e il cosa. Oggi, sempre di più, ci manca l’esperienza reale delle cose.

3."BookSwap" ricorda i club di lettura, forse più diffusi in ambito anglosassone che in Italia, è un appuntamento esclusivo o aperto? Si deve pagare un biglietto? L'incontro si esaurisce nello scambiarsi i libri?
Il BookSwap è aperto a tutti ed è gratuito. Importante è la partecipazione degli scrittori che abbiamo coinvolto, perché il BookSwap non sia “solamente” incontro e condivisione ma anche stimolo e propulsione per la letteratura e per gli autori emergenti. L’incontro tra lettori e scrittori è sempre un buon momento, e il nostro paese ne ha un gran bisogno. Ci sarà anche la possibilità di prendere un aperitivo all’angolo bar del Teatro.

4.Alcuni scrittori – Biondillo, Bianchi, Rimassa, Beltramini, Gagliardo – parteciperanno all’evento portando alcuni volumi da scambiare, quali sono state le loro reazioni al vostro invito?
Hanno aderito tutti con entusiasmo, anche se separarsi da un libro che si è amato non è mai semplice.

5.Che fine fanno i libri che magari nello scambio rimangono sul tavolo? Avete messo in conto immagino anche questa eventualità, "BookSwap" li utilizzerà per altri incontri?

No, i libri in eventuale rimanenza saranno ceduti alle biblioteche per degenti della Fondazione Maugeri di Pavia: dopo lunghe ricerche abbiamo individuato nella Maugeri il destinatario ideale. I malati, soprattutto se lungo degenti, sanno che un libro può davvero alleviare e tenere buona compagnia.

6.Non c'è ancora stato il primo appuntamento e già ne immagino molti altri… Deciderete se replicare l'evento "BookSwap" in base al suo successo domenica? Magari l'anno prossimo, sempre a Milano?
Sì esatto: domenica testeremo questo format. Se funzionasse, e se gli sponsor decidessero di continuare a supportarci, esporteremo l’evento in altre città d’Italia e lo ripeteremo sicuramente anche su Milano.

7.Infine una provocazione, pensate a "BookSwap" nel 2021; parlate di "amanti dei libri, estimatori della parola e feticisti della carta", in un futuro con meno libri e più ebook come si configurerebbe il vostro evento?
Il BookSwap è un evento di confine, proprio per questo motivo: il baluardo di un’epoca tattile e profumata che forse si concluderà. Ma noi sapremo evolverci con le storie: non mettiamo limiti alle possibilità. L’importante è la narrazione: basterà seguirla e continuare a esserci. Il come lo vedremo.

Logo | BookSwap by Piero Corva

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