
Dopo le Scimmie, anche la Casa 139, storico ritrovo in via Ripamonti, conosciuto per la sua intensa programmazione di musica dal vivo, è stato chiuso, posto sotto sequestro preventivo in seguito ad un accertamento effettuato ieri notte.
Secondo il Codice di Procedura Penale - art.321, il sequestro preventivo avviene: “Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati”. Non è dato sapere di quale reato la Casa sia colpevole, ma un’idea l’abbiamo (sulle modalità di tesseramento).
Purtroppo tale provvedimento si traduce nella totale impossibilità di poter aprire il portone rosso, i sigilli che lo tengono forzatamente chiuso si traducono nella sospensione di tutte le attività culturali e d’intrattenimento. In attesa di un proscioglimento che ci auguriamo si risolva nel più breve tempo possibile, ringraziamo quanti di voi ci hanno già mandato parole di solidarietà via mail, telefono e social network e invitiamo tutti quelli che hanno reso questo Circolo il posto speciale che è diventato a continuare a supportarci.
Questo il comunicato dei gestori sulla pagina Facebook della Casa 139. L’ultima volta che ho varcato il portone rosso è stato proprio giovedì scorso, il giorno prima del sequestro, per “Anni 10″ condotta e musicata da Flavio Pirini, divertente serata di avanspettacolo milanese.
Da fruitore assiduo e da cittadino mi auguro che la cosa si risolva con la riapertura del locale nel più breve tempo possibile. Un merito da attribuire alla Casa 139 era proprio quello di offrire buona musica (seppur spesso emergente) a prezzi accessibili; non poco in una città, che duole ammetterlo, ha riportato la cultura, la musica e il teatro ad avere prezzi d’ingresso molto spesso elitari.
alessio-proietti
05 mar 2011 - 21:16 - #1Non è dato sapere di quale reato la Casa sia colpevole, ma un’idea l’abbiamo (sulle modalità di tesseramento).
A cosa ti riferisci?
leppie
05 mar 2011 - 22:25 - #2È un circolo arci. In teoria si può entrare solo con la tessera Arci, e la tessera Arci non si può fare al momento perché l’iscrizione va approvata dal direttivo, quindi ci vuole almeno un giorno.
Se arrivi lì la sera senza tessera non puoi entrare.
Se vai sul sito lo puoi leggere nel paragrafo in fondo http://www.lacasa139.com/
Non so se semplicemente facevano entrare le persone la sera stessa o se questa cosa delle 24 ore viene considerata altrettanto illegale.
dusper77
06 mar 2011 - 00:21 - #3Anche considerando tutte le più nere aspettative riguardo alla regolarità/irregolarità degli ingressi dei tesserati, comunque la chiusura preventiva è oltre lo smisurato possibile riguardo i sigilli apportati alla Casa139, sono misure ultime, da emergenza sanitaria da rischio crollo dell’edificio, da rischio incolumità fisica di persone.
Boh…
GranPurgo
06 mar 2011 - 12:45 - #4stessa situazione all’Entropia (Via De Amicis)
monza
06 mar 2011 - 14:55 - #5La teoria vuole che il tesseramento deve essere approvato.
La realtà vuole che in QUALSIASI circolo arci tu ti presenti senza tessera, compili il modulo con nome cognome e indirizzo, paghi normalmente 10€ (dopo vi spiego il normalmente) e ha la tessera per entrare. Tempo stimato x il tutto 2 minuti.
In parte godo x la casa 139, xchè è L’UNICO circolo arci di tutta milano che fà pagare la tessera 5€ in più degli altri (15€ contro i 10€ degli altri, vedi magnolia, tambourine, ecc…), in parte mi spiace xchè fanno bei concerti.
micheleee
06 mar 2011 - 15:01 - #6I circoli Arci andrebbero chiusi tutti, non per il fatto che siano dei centri dove fanno eventi, spettacoli o tant’altro, ma x il semplice fatto che in quei posti non viene MAI emesso uno scontrino fiscale, x cui non pagano l’iva e nemmeno altre imposte….
leppie
06 mar 2011 - 16:50 - #7Michele, non emettono lo scontrino perché sono circoli privati. Basta cambiare la legge.
Poi lo senti San Roberto…
Merino
06 mar 2011 - 19:03 - #8Forza Micheleee, dai che domani chiudiamo i negozi di mezza Milano, altro che i circoli Arci! Lo sai che in Italia in media i gioiellieri dichiarano meno degli operai?
Ocean85
07 mar 2011 - 00:25 - #9Sinceramente la cosa non mi stupisce più di tanto… Se non sbaglio una cosa del genere era già capitata alla casa 139: avevano preso una multa ed erano stati chiusi un mese. Facevano pagare la tessera 15 euro, anzichè 10, ma molte persone entravano anche senza essere tesserate…. sinceramente è da parecchio che non ci vado perchè l’essenza del circolo arci l’ha persa dopo che se ne è andato il primo gestore. Stando ai racconti anche negli ultimi tempi sembrava più un locale con selezione all’ingresso che un circolo di aggregazione!
chimera222
07 mar 2011 - 09:30 - #10scusate, ma esistono ancora i circoli arci? vabbè che in Italia si invecchia e tutto stenta a morire…
cino80
07 mar 2011 - 12:14 - #11Per il tesseramento è il circolo stesso a decidere la cifra.
La chiusura invece è dovuta al numero di persone che erano presenti, 380 anziche 100 (come capienza stimata di quel locale di 350 metri quadri).
Ditemi voi se c’è un locale a Milano in cui il sabato non è così pieno, allora li chiudiamo tutti?
bulkington
07 mar 2011 - 12:43 - #12I circoli associativi (non solo arci) non emettono scontrino semplicemente perchè non sono soggetti fiscali. L’iva la pagano eccome, ma alla fonte, non potendola scaricare dalla dichiarazione dei redditi, che non fanno non avendo redditi, essendo associazioni non a scopo di lucro. L’evasione è quella del commerciante che non emette scontrino e poi scarica l’iva dalle tasse.
Non è vero che in tutti i circoli la tessera costa 10 euro (la media all’inizio dell’anno è circa 12/13, poi in genere si abbassa) e in ogni caso non esiste un prezzo giusto in assoluto: dipende dall’investimento che il circolo fa di quella quota (che resta solo parzialmente al circolo). Per esempio può essere utilizzata per mantenere accessibili i prezzi delle consumazioni, o per investire su scelte culturali non proprio di mercato. Il fatto è che il bilancio deve essere trasparente e controllabile da ogni singolo socio, che ha il diritto di verificare di persona e di dire la sua; allora il problema si sposta su questo piano: quanto il circolo promuove la conoscenza e la partecipazione dei soci alle scelte economiche? Quanto i soci sono disponibili a esercitare il loro diritto piuttosto che mugugnare e “godere” se il circolo viene chiuso?
Questo bisognerebbe verificare, non la questione ridicola della richiesta di tesseramento 24 ore prima che è impraticabile e non dimostra nulla.
Per chimera222: i circoli esistono ancora per fortuna, a milano hanno oltre 100 mila soci e sono una delle poche alternative all’appiattimento culturale di questa città.
chimera222
07 mar 2011 - 14:09 - #13concordo sull’appiattimento culturale della città
Ilenia3
07 mar 2011 - 17:23 - #14Abbiamo fatto partire un appello petizione perchè la casa 139 venga riaperta, ci aiutate a difendere un vostro circolo, diffondendo questa fra ai vostri utenti o amici di fb? Crediamo che se un circolo venga chiuso tutti ne risentano e perdano la propria indipendenza e forza. http://www.petizionionline.it/petizione/chiusura-casa-139-vogliamo-locali-con-musica-live-a-milano/3605
JessR
07 mar 2011 - 20:00 - #15Che il costo della tessera varia da circolo a circolo è vero. Ma alla casa 139 c’è stato un periodo in cui il prezzo saliva a seconda degli eventi in programma. Mi è capitato di andare a vedere Dente e, dato che non avevo la tessera mi hanno chiesto 20 EURO!!! Li è partita la multa e la chiusura citata da Ocean… e mi sembra anche giusto! Devono essere onesti nei confronti dei loro soci!