Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina dal 21 marzo per una Milano multiculturale

Festival del Cinema Africano

Milano città multietnica. Definizione sicuramente vera visto quanto il tema dell'immigrazione è forte anche nella cronaca cittadina di ogni giorno.

Milano città multiculturale. Qui si apre un dibattito, poiché le dimostrazioni di intolleranza e di mancanza di integrazione sono all'ordine del giorno, e non solo per quanto riguarda episodi che accadono per strada nei quartieri più degradati. C'è però una settimana all'anno in cui la nostra città parla le lingue di tre continenti lontani come l'Africa, l'Asia e l'America latina, quello che spesso è considerato il sud del mondo, l'emisfero povero o più politicamente corretto il mondo in via di sviluppo. Prende via lunedì 21 marzo con la proiezione del nuovo (inedito in Italia) film di Zhang Yimou dal titolo A woman, a Gun and a Noodle Shop la 21ma edizione del Festival del cinema Africano, da due decenni la kermesse cinematografica di maggior importanza del panorama cittadino.

L'organizzazione (ma non è certo la prima volta) ha fatto i salti mortali se non i miracoli per mettere in piedi un cartellone veramente impressionante, fatto di proiezioni, concerti, incontri ma soprattutto momenti di scambio e di conoscenza, da sempre uno degli elementi fondanti del Festival.

I fondi pubblici per il budget diventano sempre più esigui. Dobbiamo ringraziare gli affezionati sponsor privati e i tanti volontari che lavorano per noi. Putroppo con il ridimensionamento subito negli ultimi anni abbiamo sempre più difficoltà a ospitare registi e autori, perdendo parte di quello spirito di incontro e scambio che abbiamo sempre perseguito, ma l'importante è che siamo qui e pronti a partire.

Le parole della co-direttrice Alessandra Speciale sono chiare, la cultura anche a Milano si fa per la volontà di tanta gente non certo grazie a chi dovrebbe garantirla. Resta il fatto che il programma tra concorso Lungometraggi, Documentari, cortometraggi, sezioni fuori concorso, Omaggi ad autori coem Omar Amiralay e Moustapha Dao oltre che un mostre e installazioni trasformerà per una settimana una piccola porzione della nostra città in un luogo senza confini dove scoprire cosa si nasconde nel resto del mondo.

Foto | Carlo Prevosti

Festival del Cinema Africano
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