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Dietro al Rolling Stone il vuoto, come appare oggi la sede storica di corso XXII marzo

Pubblicato: 23 mar 2011 da Luca Albani

Commenti dei lettori

Rolling Stone Milano

Capita che navighi su Twitter e paff! un cinguettio maligno ti si apre e ti mostra un link, a tradimento, alla pagina Facebook di “La Repubblica XL” dove una foto immortala un luogo dove sei stato, che tra poco cesserà definitivamente di esistere. E non si tratta di un posto anonimo ma del Rolling Stone, per dire, ci hanno suonato i Ramones, gli Iron Maiden, i Black Sabbath, Beck… sebbene fosse un ambiente con dei limiti ha rappresentato molto per i milanesi devoti al rock.

Ricordavo di aver letto della chiusura della sede storica su 02blog e mi ha fatto impressione capire come l’ultima serata ufficiale del Rolling Stone sia stata il 9 maggio 2009, giusto? “Solo” due anni fa… Così campeggia ancora sul sito ufficiale: www.rollingstone.it: 1981-2009, ciao. Il locale di corso XXII marzo è stato pianto insieme al Rainbow, al Musicdrome e alle Scimmie durante la manifestazione pro Casa 139 di settimana scorsa (fonte: “Corriere della Sera”). E allora una domanda ve la facciamo.

Foto | Lo scatto concesso a “La Repubblica XL” è di Elisa Orlandotti

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6 commenti

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  • GranPurgo

    23 mar 2011 - 10:25 - #1
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    se i locali chiudono un motivo ci sarà

  • Profilo di dottor-d

    dottor-d

    23 mar 2011 - 10:30 - #2
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    Mah, secondo me la situazione è meno drammatica di quanto si dice.

    Io capisco l’amarezza di chi si vede chiudere il locale preferito. Ma se in alcuni casi c’è stato davvero un accanimento sospetto da parte delle autorità (Casa 139, le Scimmie), in molti altri si tratta semplicemente di morte naturale. Per dire, il Rolling Stones ha chiuso perché non attirava più abbastanza pubblico da pagare l’affitto dei locali. Triste, ma è la legge del mercato.

    Inoltre: a Milano i locali hanno sempre avuto un ciclo vitale piuttosto breve, in media due - tre anni. Se un locale milanese chiude dopo dieci anni, per me la notizia non è che chiude: è che è rimasto aperto dieci anni.

    Comunque, ripeto, io non mi preoccuperei. Proprio perché Milano è sempre stata terreno fertile per i divertimenti notturni (com’è inevitabile, in una città così densamente popolata), non ho dubbi sul fatto che i caduti verranno presto rimpiazzati da nuove reclute.

    Nota finale: i milanesi sono spesso lì a mitizzare posti come Londra e New York, città dove “le cose cambiano continuamente.” Poi, però, si disperano se a Milano spostano un sasso. Guardate che lo Studio 54, la più mitica discoteca newyorkese di tutti i tempi, rimase aperta solo nove anni. Meno della metà del Plastic.

  • blah blah blah

    23 mar 2011 - 11:23 - #3
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    Purtroppo Milano è una città morta. Almeno per quanto riguarda la vita notturna. Chi viaggia un po’ lo sa bene quanto sono vive le metropoli straniere.
    Non so per quale motivo siamo arrivati a questo, ma vedere il rolling stone chiuso mi rende molto triste.

  • chimera222

    23 mar 2011 - 14:29 - #4
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    concordo con blah blah blah
    ormai a milano vi sono solo pochi eventi, per il resto sopravvive qualcosa ma nulla più
    ipotesi sulle cause? crescente degrado della vita sociale, immigrazione incontrollata e affarismo dilagante, invecchiamento e impoverimento della popolazione, sfruttamento dei locali per mafia-droga-prostituzione …

  • GranPurgo

    23 mar 2011 - 16:22 - #5
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    ma se Corso Como e Corso Sempione sono sempre pieni…di gentaglia

  • Fate_ridere

    24 mar 2011 - 22:19 - #6
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    adesso vi mettete a piangere per ogni locale notturno che chiude? ma se il R.S. faceva schifo! Ho visto capannoni industriali tenuti meglio di quello che doveva essere un locale pubblico.
    Ma perché piuttosto non vi mettere a piangere quando chiude un’attività commerciale normale perché non riesce a pagare l’affitto, uccisa dai centri commerciali francesi o caprottesi, per poi venire soppiantata da qualche negozio cinese low cost?
    Fate i comunisti solo quando si parla di biciclette e ti atm?
    Fate ridere.