Paranoia da contaminazione nucleare? A Milano il sushi resiste e a Niguarda gli esami per i dubbiosi

Nuclear Game

Bell'articolo di Carlotta Clerici sul "Corriere" stamattina, nessuno ha paura di mangiare giapponese a Milano, a quanto pare, nonostante i media parlino di cibo contaminato… in Giappone! I cortocircuiti dell'informazione, ricordate cosa accadde con l'aviaria? Il consumo di polli e affini si era ridotto drammaticamente e non c'era nessun pericolo insito nel consumo dei poveri pennuti…

A 02blog facciamo nostra la notizia diramata dalla Coldiretti per cui "sono pari allo zero le importazioni in Italia di latte, spinaci e fave fresche" (i cibi contaminati) provenienti dal Paese del Sole Levante (fonte: AGI). Tutt'al più dobbiamo utilizzare il nostro contatore geiger su qualche pianta o fiore nipponico, quelli sì li importiamo; ricordo poi il nostro sondaggio sul miglior ristorante giapponese di Milano, il Poporoya di via Eustachi 17.

Maria Sorbi sul "Giornale" invece segnala come i medici dell'ospedale di Niguarda – data anche la "vicinanza" con Malpensa hanno già esaminato dieci persone di ritorno dal Giappone –, siano in grado con due esami (e il tempo di analizzare i risultati) di dirvi se siete stati contaminati o no. Se avete paura della nube radioattiva sapete dove andare.

Foto | Joelk75 by Flickr

  • shares
  • Mail