La televisione dei milanesi: la guardiamo ancora?

televisioni locali milanesiStimolato dall'ottimo Rondone di 06Blog che ha svolto un lavoro analogo sulle tv romane, mi butto anch'io in un excursus potenzialmente ricco di madeleine proustiane, ma sulle tv locali milanesi. Da sempre, sono state 89, almeno a quanto leggo su otgtv.

Anche in epoca di switch off e digitale terrestre resistono più che bene: e anzi, le tv locali mi sembrano più in salute di prima. Meno ruspanti di un tempo in primis, e in grado di coprire in alcuni casi buchi di informazione lasciati dalle reti ammiraglie generaliste.

Quali sono le tv locali che ancora oggi guardiamo? Ne parliamo dopo il salto nei commenti, ma prima, vediamo di fare un passo indietro...

Tornando indietro come non citare l'esperimento di Sei Milano: chi di voi se la ricorda? Non era un secolo fa, erano gli anni novanta - già: del secolo scorso - quando nacque una local tv sullo stile di quelle americane. Lanciata nel 1995, Sei Milano chiuse i battenti nel 2002, pur con dati confortanti - 230.000 contatti medi al giorno secondo i dati Auditel del 1997, almeno a quanto si legge nella dettagliata pagina su Wikipedia dedicata a Sei Milano.

Molti dei "seimilanisti" fecero poi carriera altrove, fu una buona scuola e una bella esperienza. Sempre in quegli anni, diciamo dalla seconda metà degli anni novanta in poi, ricordo risplendere sempre più lucente nel firmamento locale la stella di Tiziano Crudeli, integralista milanista passato alla storia per i coreografici litigi con Elio Corno, supporter interista, prima su TeleLombardia e poi sul network 7 Gold.

Crudeli infine finì a interpretare se stesso al Chiambretti Night la scorsa stagione. Non conosco i dati delle tv locali, ma credo che i programmi sul calcio siano tra quelli più redditizi in termini di ascolto. E allora, chi di voi si ricorda di altri duelli leggendari - oltre a quelli Crudeli-Corno - ma tra il milanisterrimo Mauro Suma e l'interistissimo Gianluca Rossi?

Al solito è tornando indietro con i ricordi che vengono fuori le cose migliori: come Isola Tv, che aveva sede in via Confalonieri, alla Stecca. Una tv più che locale, iperlocal, di quartiere: ora la Stecca non esiste più, al posto c'è uno scavo, la città della moda e tutte quelle cose che ben sappiamo. Questo pezzo di ViviMilano riporta indietro il calendario fino al 2003

STREET TV - Ha la sua sede nella Stecca anche la TV di quartiere, Isola TV, una televisione di informazione, testimonianza e cultura formata da un gruppo di quindici ragazzi, ma in costante espansione. Si pone come obiettivo quello di dare spazio e voce ai giovani videomaker e a chiunque abbia voglia di comunicare e proporre una tv diversa da quella tradizionale. Isola TV si vede entro un raggio di circa 500 mt dalla Stecca, sintonizzandosi sul canale UHF 61, frequenza a Milano non utilizzata dalle reti nazionali e cittadine.

E poi che altro? Ricordo una serata, anni fa, in cui finii negli studi di Odeon Tv a Quarto Oggiaro - dalle parti di via Stephenson - stavo lavorando insieme a un'amica a un libro su Maurizia Paradiso, quella sera era ospite di Gianfranco Funari, che sarebbe morto di lì a pochi mesi. Una serata che tutt'ora ricordo come assolutamente lisergica.

Tornando ancora più indietro nel tempo - e allargando un po' l'orizzonte del local da Milano alla Lombardia - c'è stato un tempo in cui quasi tutti i maschietti tendevano ad appassionarsi alle tv locali. Diciamo nell'adolescenza, quando i palinsesti notturni offrivano un certo tipo di "intrattenimento" non contemplato sulle reti ammiraglie.

Era un'adolescenza in cui il web ancora non era quello di oggi, e per cercare un certo tipo di, ehm, evasione la soluzione non era ancora YouPorn o simili, ma passare notti insonni su TeleLombardia, su Più Blu Lombardia, e chissà quante altre che oggi mi sono dimenticato. In attesa che le immagini si bloccassero sul frame dove compariva in sovrimpressione "Dato l'alto contenuto erotico non ci è possibile trasmettere altre immagini".

In alto, si cristallizzava il codice della videocassetta, in basso sullo schermo scorreva l'indirizzo della videoteca dove acquistarla.

Aldo Grasso tempo fa si spinse in una dettagliata analisi sulle tv locali

Qualche anno fa la parabola dell'emittenza locale pareva seriamente in discesa: costi di gestione sempre più onerosi, scarsità di introiti pubblicitari, spietatezza dei grandi network nell'acquisire frequenze. Poi è successo qualcosa di imprevedibile: nonostante l'avvento della tv satellitare facesse prevedere il peggio, le tv locali sono rifiorite, quasi per contrasto, per una diffusa paura della globalizzazione. Anzi è capitato qualcosa di ancora più significativo: mentre la tv generalista vive in una fase di stagnazione l'emittenza locale, nel giro di un decennio, ha più che raddoppiato il suo fatturato pubblicitario, ha lanciato nell'etere curiose proposte e ha creato vere e proprie comunità virtuali

E oggi? Oggi mi capita ancora di darci un'occhiata alle tv locali - ma col digitale terrestre la scelta si è allargata: se prima magari qualche minuto a sentire Crudeli sbraitare poteva essere divertente, ora sono diventato completamente dipendente da Philippe Daverio su Rai 5 - magari a TeleLombardia o TeleNova. E voi?

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina: