
Tempo fa anche noi ci eravamo cimentati nel metter giù una mappa dei luoghi da pausa pranzo a Milano: nel lontano 2007 Malfoy ci aveva detto la sua, l’anno dopo Chikatetsu aveva esposto lo scespiriano dilemma tra schiscetta e ristorante, io avevo detto la mia qualche mese fa.
Nel mezzo tante recensioni di baretti, pizzerie, e tutto quanto aiuta a pranzare senza perdere troppo tempo. Ieri l’ottimo Valerio Visintin del Corriere ha pubblicato sulle pagine di ViviMilano la sua mappa dei dieci specialisti della pausa pranzo in città
Una Nouvelle Vague di ristorantini che onorano la pausa pranzo, per piccina che essa sia, relegando coraggiosamente in sottordine la cena. Ne ho scovati e scelti 10, di discreta o ottima qualità. Alcuni hanno meritato la vetrina in quanto precursori di questa svolta ideologica (Tagiura e Bottiglieria da Pino). Altri, al contrario, sono di conio recente (Delicatissimo, Viel…). Altri ancora (per esempio, il Triennale Caffè) si segnalano per un partcolare feeeling con la bella stagione. Tutti e 10, però, sono attraversati da una preziosa vocazione: il buon senso
Ecco i dieci nomi e i relativi indirizzi: Dulcis in fundo, in via Gianfranco Zuretti 55, Emiliana Tortellini in via Ariberto 17, la Bottiglieria da Pino in via Cerva 14, il Triennale Caffè Design in viale Emilio Alemagna 6, il Tagiura in via Tagiura 5, il Frutteto Viel in via Sciesa 2, Da Teo in corso Como 3, Delicatissimo Fine Food in via Thaon Di Revel 3, Il Bacaro del Sambuco in via Monte Napoleone 13 e infine Pepe in corso San Gottardo 41.
zordan
03 apr 2011 - 08:26 - #1La pausa pranzo in un baretto o ristorante è un piacere se fatta fuori dagli orari di punta. Dall’una alle due in genere è abbastanza stressante se non c’è posto in abbondanza e con larghi e spaziati tavoli. Io da 2 anni circa ho abbandonato questo piacere e risparmio annualmente circa 1000 €. Quindi in due anni 2000€. I ticket li uso per fare la spesa adesso.
Per Zordan
03 apr 2011 - 12:53 - #2E quindi non mangi?
E se mangi portandoti da casa quel mangiare non lo paghi comunque?
E l’elettricità e il gas per cucinarlo non li paghi? O ti porti solo una fetta di pane e una sottiletta? O hai l’auto produzione di energia tramite fotovoltaico?
E a far la spesa ci vai in bicicletta?
E a far l’alternativo a tutti i costi non ti stanchi mai?
zordan
04 apr 2011 - 09:56 - #3Nel risparmio di c. 1000€ annui ho messo dentro il costo del cibo che preparo da casa. Fai conto che spendevo circa 1500€ annui per pranzi fuori in pausa. Considerando che mangiando un ottimo e migliore pranzo fatto da casa spendo indicativamente 500€ annui. Mi spiace per i ristoratori ma parliamo almeno di 10K euro in 10 anni. I soldi sono come i semi, uno se li puo’ mangiare tutti subito, o tenerne alcuni da parte e piantarli.