Questo articolo di Repubblica, in cui si spiega che a Milano un bar su cinque è gestito da cinesi mi ha fatto pensare a un po’ di cose. Ai parrucchieri cinesi per esempio, poi a una proposta per regolamentarli firmata ieri da Nicole Minetti, quella che oggi balla nuda nelle intercettazioni che leggete su Polisblog. Ma stiamo sul pezzo: i bar cinesi a Milano.
Su Repubblica Zita Dazzi spiega alcuni dati della Camera di Commercio
In città ormai un locale su cinque è gestito da cittadini di origine cinese, quattro volte quelli che risultavano cinque anni fa e con un aumento del 52 per cento rispetto al 2009. Secondo uno studio della Camera di Commercio sono 425 le “imprese individuali” nel territorio del Comune di Milano gestite da titolari arrivati dal paese di Confucio. Esattamente il 19,5 per cento di tutti i bar avviati in città
Vediamo qualche altro dato zona per zona dopo il salto.
I pubblici esercizi dei cinesi si concentrano soprattutto nella zone di Porta Venezia, Città studi e Lambrate (72 esercizi, il 16,9 dei bar presenti nel quartiere), nella zona Padova-Loreto-Centrale-Greco-Turro-Gorla (68 esercizi, il 16 per cento) e nella zona Fiera Gallaratese-Quarto Oggiaro (61 esercizi, il 14,4 per cento del totale).
Il numero delle attività presenti è in crescita esponenziale in zona 3 (Porta Venezia, Città Studi e Lambrate), con un aumento dell’84,6 per cento rispetto a due anni fa. Un dato che supera addirittura le cifre della zona che va dalla stazione Centrale fino all’estrema periferia est, dove l’aumento in due anni è stato “solo” del 40 per cento.
Boom di bar cinesi anche nell’area del quartiere Vigentino, da Chiaravalle al Gratosoglio (erano 17 nel 2009, sono 35 oggi, con un aumento dell’88 per cento in due anni) come a San Siro, a Porta Vercellina, Forze Armate, Trenno, Baggio. Qui se ne registrano 31 rispetto ai 19 di due anni fa, con un aumento dell’88,2 per cento.
ps: l’immagine del post è presa da una recensione del giugno 2009, quando ero passato dal Bar Porta Romana in corso Lodi 7.
Sanax
13 apr 2011 - 11:32 - #1Ma come si fa a vedere qualcuna che balla nuda al telefono, cos’è il videotelefono?
Ma per favore. ahahahah
fuzzyleo (che non riesce a fare il login)
13 apr 2011 - 17:56 - #2per me, se chi sta dietro il banco (o mi taglia i capelli, o whatever) sa fare bene il suo lavoro ed è gentile, che sia cinese o italiano o altro non fa proprio nessuna differenza.
ilfigoqualunque
13 apr 2011 - 18:06 - #3ho una amica che abita proprio sopra ad un bar cinese in zona lambrate, passo spesso da lì da anni e credo di non aver mai visto più di un paio di clienti a volta, penso che quei bar non siano lì per fare soldi e che boicottarli non serva a molto.
trovo davvero irritante che non si indaghi sul come fanno a restare aperti… quanti potenziali bei locali sprecati!
ziner
14 apr 2011 - 12:11 - #4quello del barista è un lavoro che ormai tanti italiani non vogliono più fare, orari lunghi, solitamente dalle 6.30 alle 20 e sopratutto in periferia, clienti che dopo qualche goccetto non diventano proprio dei angeli, in ogni caso il bar fa (o faceva) gola sopratutto per il guadagno derivato dalle slot (possono fare tranquillamente 5000-10000€ di netto mensilmente), con numeri del genere ovviamente le consumazioni non divengono più pilastri portanti dell’attività.
@Sanax: hai le prove di ció che affermi? perchè se non le hai è tutta aria