The Social Letizia Moratti: una serie di sciagure, riassunte con cura

moratti social network

Partiamo da questo: cinque anni fa era inimmaginabile qualcosa del genere. Cinque anni fa infatti - a marzo 2006 - nasceva Twitter: poi è diventato quello che sappiamo. Però pensate a quell'epoca, sono eoni fa, misurati alla velocità del web: MySpace sembrava destinato all'eternità. Andò un po' diversamente.

Invece un nuovo social network si affacciava all'orizzonte: Facebook. In Italia sarebbe esploso non prima del 2008, nel 2006 era ancora roba da eletti nella penisola. Ecco: cinque anni fa, quando Letizia Moratti sfidava il dimenticatissimo ex prefetto Bruno Ferrante, non sarebbe successo niente.

Invece adesso le cose sono un po' cambiate: e se non si può dire che il destino della campagna elettorale di un candidato sindaco alle elezioni comunali si decida sul web - sono ben altre le cose che contano - c'è da dire che scoppiano una serie di fenomeni importanti, da ricordarci.

È la prima volta che li osserviamo a questo livello, proviamo ad analizzarli...

A chi sul web ci vive, ci passa le giornate, diviso tra una dashboard di Wordpress, un account Facebook, uno su Twitter e uno su FriendFeed - per i più evoluti; aggiungete Quora - tutto questo sembra assolutamente normale. Ma pensate sempre che tutti gli altri non sono qui: qui siamo un po', gli altri, sono altrove. E sono offline.

Sono al bar sottocasa, all'Esselunga a ciularvi l'ultimo trancio di spada quando fate la spesa alle nove meno un quarto di sera dopo una giornata iniziata alle cinque, sono quelli che vi suonano quando non rispettate in bici il loro diritto a sfrecciare col giallo in macchina. Ci sono gli altri, sono più di noi e come noi: sono la maggioranza.

A loro arriva solo un lontano eco di questa campagna elettorale per le comunali milanesi sul web. Proviamo a ripercorrerla dall'inizio, perché questa è davvero la prima volta che un'elezione amministrativa di uno snodo cruciale del Paese, a ogni livello, si vive così intensamente sulla rete.

Giuliano Pisapia ha vinto le primarie del PD a metà novembre 2010: con il 45,36% dei votanti, contro il 40,16% del "prescelto" dal PD Stefano Boeri. Già allora, presidiava il fronte dei social media. Già dall'estate 2010: già da quando per primo aveva iniziato a muoversi per una lunghissima campagna elettorale.

E Letizia Moratti? Avrebbe riscoperto le potenzialità dei social network solo dopo la mazzata del primo turno, quando Giuliano Pisapia, il 15 e il 16 maggio scorso, la seppellì con il 48% - 48,11% - dei voti, mentre il primo cittadino in carica dal 2006 rimase fermo al 41,55%.

E così ha iniziato a spingere sui social network: soprattutto su Twitter e Facebook. Su Facebook in tanti hanno notato un'impennata di fan impressionante sulla fan page di Letizia Moratti, spiegabile solo con una campagna non proprio per tutte le tasche. Ieri lo notava Piero Taglia su FriendFeed, per esempio.

Matteo Flora, che per The Fool si è preso un ottimo "appalto", anche se davvero difficile da gestire - non sono affatto sarcastico, è davvero una bella sfida professionale se si lavora nel suo settore - ha plasmato lo spazio web di Letizia Moratti su MiRispondi, spiegava nei commenti dell'impennata di fan sulla pagina di Letiziona:

Qualche dato (come promesso) sui Fan: spiacente ma niente magheggi, nulla di più che una seria campagna targettizzata sul cluster territoriale. Peraltro se guardate bene come la controparte. Secondo me (ma non ho le cifre di nessuno dei due) l'effort "per fan"" è consimile, solo su differenti durate. Ho visto campagne da 50/60K fan die. Avevamo opportunità di accorpare ma non ci è sembrato il caso. Ovvio, molti sono li per essere ostili e ci sono centinaia di insulti pesantissimi all'ora che rimuoviamo per puro decoro

Quanto avrà speso Letizia Moratti per la sua campagna su Facebook? Per mettere il suo nome nella colonna alla vostra destra, se non usate AdBlock? Non poco: tra i venti e i trentamila euro, si spiega sempre nel thread che vi segnalavo prima su FF.

Risultato? Numeri in crescita sulla pagina - mentre scrivo, alle 22.04 di lunedì sera - l'elemento Letizia Moratti "piace" a 32.698 persone. Pochi giorni fa era sostanzialmente ignorata: poche centinaia di fan. Ora sono numeri grossi, che arrivano solo con investimenti non alla portata di tutti o se un sacco di persone vogliono insultarti. Ma devono essere comunque tante queste ultime: e da sole non bastano.

Un amico ieri mattina - a proposito, grazie mr M. - mi segnalava a riguardo un post di Roberto Venturini, in cui si raccontava dell'aiuto offerto dai gattini alla sindachessa.

Gattini? In che senso? Come in che senso! I gattini funzionano sempre... Spiega Venturini:

Non sto scherzando, non è un fake. La Moratti per la sua campagna, sta usando un banner che come immagine chiave ha un tenero micetto. Al di là di qualsiasi considerazione politica, dal punto di vista della comunicazione mi sembra risponda ad una strategia "qualsiasi cosa va bene pur di ottenere attenzione e di fare simpatia...". Il che mi crea dei problemi di coerenza tra messaggio e prodotto...(e non solo). Il banner col micetto porta poi ad un pagina FB dove l'attuale sindaco ci racconta quante cose belle ha fatto e invita a farle delle domande. E dove, ovviamente, non si parla né di animali né di prendersene cura. Il che mi crea degli altri problemi in termini di comunicazione misleading, di hijacking dell'attenzione etc.

Ecco, questo non sarà stato un fallimento in termini assoluti - i fan ci sono, "numericamente" - ma come credibility stiamo a zero, e non mi sembra tutto ciò abbia particolarmente giovato a Letizia Moratti. Perché? Perché banalmente era troppo tardi. Per prenderti un minimo di credibilità sul web, quello è l'ultimo modo per farlo.

Quale modo? Svegliarsi all'ultimo minuto utile quando tutto il resto è franato e c'è da recuperare un consenso irrimediabilmente compromesso in quei lidi. Compromesso da cosa? Da due cose: avere sottovalutato il web, ignorandolo, per prima cosa. Poi, da un perculo sfrenato, come saggiamente titolava Giornalettismo qualche giorno fa, quando tutta la rete - noi compresi - derideva Red Ronnie e "l'effetto Pisapia". Altro boomerang: i #redronniequotes su Twitter. Fail.

Ma prima? Come si era giunti a tanto sollazzo? Dai #morattiquotes, diventati trending topic (per chi non cinguetta: la cosa di cui tutti parlano e scrivono in un giorno qualunque su Twitter) il giorno stesso del dibattito in cui Letizia Moratti, in preda a una rabbia impotente da Palazzo Marino che si allontana, lanciò una freccia avvelenata (che le tornò indietro prendendola in fronte) contro Giuliano Pisapia nel dibattito su Sky.

Infine ieri, il fail definitivo: lucah - sotto le mentite spoglie di orghl! Qui lo so, capiranno solo i friendfeediani... - chiede a Letizia Moratti su Twitter della immaginaria moschea di Sucate. E il povero gestore dell'account risponde pure, che si sarà rigidi sulla moschea abusiva di via Puppa.

Voglio dire: la moschea di Sucate di via Giandomenico Puppa. Guardate Google News: l'eden del perculo. È ovunque, e ironia della sorte, sapete cosa è successo ieri?

Ieri esce il vincitore del concorso per il logo dell'Expo 2015: come si chiama? Puppa! Giuro che non vi sto insultando, si chiama proprio Puppa di cognome. E Andrea di nome.

E poi che altro? In tono minore, ma non dimentichiamoci di Matilde Ciccia e i #matildecicciaquotes. Cinque fail per una campagna elettorale che ha visto, finora, Letizia Moratti totalmente surclassata sui social media. Ancora una cosa per pochi? Mica tanto. Ed è anche la prima volta che in Italia vedo qualcosa del genere.

Ps: il titolo del post è un omaggio a questo video capolavoro che trovate su Youtube, The Social Formigoni.

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