Quando Milano ebbe un pericoloso estremista di sinistra eletto a Palazzo Marino: correva l'anno...


Forse non tutti sanno che... (l'incipit si ispira alla famosa rubrica della Settimana Enigmistica) Milano ha già avuto il pericolo sindaco "estremista rosso", anche se allora forse la locuzione era maggiormente giustificata dai tempi (e i socialisti la volevano fare veramente la rivoluzione), ovvero quando lo spauracchio del comunismo aveva realmente senso.

Correva l'anno 1914 e l'estremista eletto a Palazzo Marino si chiamava Emilio Caldara, socialista e pacifista, alla vigilia della Grande guerra. Tutti i riferimenti al neo eletto sindaco (non) sono puramente casuali.

In merito al mandato di Caldara, un bell'articolo di Linkiesta ci fornisce tutti i lumi sulla questione, un quadro che potrebbe essere trasposto ai nostri tempi con facilità. Provate a sostituire, a mo' di gioco, i protagonisti di ieri con quelli di oggi.

la borghesia milanese storce assai il naso. «Barbarossa a Palazzo Marino», titola il Corriere della sera, tanto per far capire da che parte stava. Sarà «il sindaco di tutti i milanesi», come avrà modo di sottolineare Turati, mentre il Corriere lo contraddice dicendo che amministrerà soltanto per il «proletariato rigorosamente socialista». Nel dibattito interviene anche il direttore dell’Avanti!, Benito Mussolini, proponendo di boicottare il re.

Clima arroventato quello alla vigilia della prima guerra mondiale, con parole grosse del futuro Duce che in un articolo tuonava: "Si sappia che se Sua Maestà Vittorio Emanuele avesse idea di venire a Milano, troverà il portone di Palazzo Marino solidamente sprangato". Ma così non andò, ci spiega l'articolo:

la giunta Caldara, invece, varerà una serie di progetti che ancor oggi condizionano la vita di Milano: la metropolitana, innanzitutto, concepita in quegli anni, il canale navigabile per unire Milano all’Adriatico (inaugurato soltanto un paio d’anni fa), la Stazione centrale, il Tribunale, l’ospedale Niguarda vengono varati dalla giunta Caldara, opere interrotte a causa della Prima guerra mondiale, e poi riprese dal fascismo.

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