
Milano, cara Linea Verde, tanti auguri! 7 giugno 1981 - 7 giugno 2011. Trent’anni fa, come apprendiamo dal bell’articolo di Luca Zorloni sul “Giorno” di ieri – vi invito a leggerlo tutti, davvero ben scritto –, la Linea 2 della metropolitana milanese arrivava a Cologno. Il suo primo tratto, quello da Caiazzo-Gobba, era stato inaugurato il 4 ottobre 1969 come leggiamo su www.sottomilano.it.
Un anniversario intermedio ma significativo dato che da Cologno Nord la Verde non si è mai più schiodata; nonostante il progetto della linea ferrata per prolungarla fino a Vimercate sia stato approvato dal CIPE a maggio 2010 (ricordate questo post?) da allora più nessuna notizia. O meglio, Regione e Provincia nicchiano sui soldi e chiedono ai Comuni interessati dai prolungamenti della Linea 2 di contribuire in parte alla spesa (gennaio 2011, qui il nostro ultimo aggiornamento).
A schiacciante maggioranza i lettori di questo blog – tramite sondaggio cui avete risposto in più di trecento – si sono trovati d’accordo con gli organi di governo sovracomunali… Vimercate vuole la metro? Dato che oramai siamo un’unica gigantesca area metropolitana è giusto che i cittadini della Brianza finanzino, almeno un po’, il prolungamento. Siete ancora di questa idea? Scrivetecelo nei commenti e raccontateci aneddoti della vostra vita sulla Verde!
Foto | Alessandra Cimatti by Flickr
cornholio
07 giu 2011 - 11:51 - #1“A Cologno il 7 giugno 1981 fa”? Non notate niente di strano in questa frase? :P
luca-a
07 giu 2011 - 11:54 - #2@ cornholio
Grazie, maledetta fretta, correggo!
uytra
08 giu 2011 - 21:34 - #3Milano accentra tutto > le persone fuori Milano vanno a lavorare a Milano > alle persone fuori Milano serve una metropolitana per raggiungere Milano. Perchè mai VIMERCATE dovrebbe pagare questo servizio? Purtroppo in molti casi lavorare a Milano non è una scelta ma una vera e propria necessità in una regione che ACCENTRA sempre più servizi e aziende lasciando i paesi dell’hinterland nell’aridità più totale.
La metropolitana rende più facile l’esodo, accentra tutte le persone in una sola grande città, mentre quelle piccole (es. Vimercate) si svuotano, perdono lavoratori e consumi, e si adattano alle necessità milanesi. E dovrebbero anche pagare per supportare questo meccanismo?
uytra
08 giu 2011 - 21:38 - #4Completamente diverso potrebbe essere un discorso di tipo squisitamente capitalista: ti offro un servizio > lo paghi. Ma c’è da considerare che la metropolitana non porta vantaggi a Vimercate in quanto collettività, ma solo alle migliaia di pendolari che (poveracci) tutte le mattine devono smazzarsi mezzi pubblici fatiscenti o tangenziali intasate per raggiungere il posto di lavoro.
Mentre la metropolitana in Milano muove lavoratori, ma anche soldi, consumi, servizi, le metropolitane dell’hinterland sono soli enormi carri bestiame sposta-gente. Basti vedere l’uso di questi mezzi il sabato e la domenica, quando la gente non deve andare a lavorare.
Che facciano questa metropolitana e subito invece di arrabattarsi su questioni economiche
Ske
08 giu 2011 - 23:03 - #5Non sono così sicuro che Vimercate non trarrebbe alcun vantaggio da un’eventuale fermata della Metro. C’è molta gente che pur lavorando a Milano non gradisce vivere in città e preferisce un posto più tranquillo. Un comune dell’hinterland che sia in grado di offrire allo stesso tempo tranquillità e facilità di collegamento con il posto di lavoro potrebbe attrarre un buon numero di famiglie con evidenti vantaggi per tutta l’economia comunale. Inoltre, il ragionamento del “visto che la metro serve per andare a Milano paghino i milanesi”, potrebbe essere facilmente capovolto in “visto che la metro vi serve per venire a Milano, pagatevela. Altrimenti arrangiatevi”. Ritengo che, come nella maggior parte dei casi, il compromesso sia la giusta soluzione
uytra
12 giu 2011 - 18:56 - #6Il mio ragionamento non è assolutamente “visto che la metro serve per andare a Milano paghino i milanesi”…..i milanesi pagano già tasse per una città che è utilizzata dal triplo delle persone. Questo discorso non starebbe in piedi. Il mio discorso è invece, visto che l’hinterland è COSTRETTO a spostarsi a Milano, perché è lì che c’è tutto, perché non esistono politiche di VALORIZZAZIONE (industriale, culturale, ecc) della Brianza e del Monzese, è d’obbligo che ci sia una metropolitana che renda agevole questo spostamento forzato.
C’è tantissima gente che, potendo, non lavorerebbe affatto a Milano, con tutti i disagi che conseguono il fatto di spostarsi ogni giorno per molti KM. Ma purtroppo la realtà è che industrie, aziende, in generale l’economia è Milano-centrica e non esiste un piano regionale che punti a valorizzare il territorio in egual misura. Risultato: tangenziali intasate e metropolitane intasate.