
Bel pezzo di oggi di Paola Pignatelli sul “Corriere della Sera”, oggetto? Piste ciclabili. Sì, quelle che a Milano capita che spariscano appena fatte, o quasi. Una prova sul campo, ogni tanto la fanno i giornalisti milanesi più sportivi. Presa la bicicletta basta poco per rendersi conto di come le corsie protette siano “poche, discontinue, mal segnalate, ingombre di auto in sosta”.
Dalla pista di Coni Zugna, così stretta che si fa fatica a incrociarsi, a Molino delle Armi dove la ciclabile svanisce nel nulla quando diventa via Santa Sofia è un susseguirsi di scelte illogiche e poco organiche; speriamo che Pisapia, o l’assessore Maran, riesca a trovare in fondo a qualche cassetto il piano della mobilità ciclistica preparato da Fiab Ciclobby nel 2007 e a metterlo in atto.
Vogliamo ispirarci a qualche altra città? No, non tirerò in ballo al solito qualche capitale europea, basterebbe che la nuova giunta guardasse a Torino e alla sua rete di ciclabili (175 chilometri), vedere per credere: www.comune.torino.it/ambiente/bici/. Così, tanto per iniziare e per non far arrugginire le 1400 biciclette pubbliche (www.bikemi.com) lasciate ai cittadini dall’ex-sindaco Moratti?
Foto | Lee “Shoothead” Cullivan by Flickr
zordan
23 giu 2011 - 19:57 - #1Letto l’articolo. Ne esce uno ogni anno da quando leggo i giornali cioè 15 anni circa. A cosa sono serviti fino adesso? Nulla. Chi aveva orecchie da intendere appena uscito l’articolo ha fatto qualche promessa sul momento poi orecchie da mercante.
anrewbst
24 giu 2011 - 12:53 - #2il confronto con Torino è impietoso. Lo stato delle ciclabili a Milano dovrebbere rendere evidente l’operato della giunta moratti…