Piste ciclabili, il test sul campo del "Corriere" fotografa lo stato delle corsie protette di Milano

Bicicletta particolare

Bel pezzo di oggi di Paola Pignatelli sul "Corriere della Sera", oggetto? Piste ciclabili. Sì, quelle che a Milano capita che spariscano appena fatte, o quasi. Una prova sul campo, ogni tanto la fanno i giornalisti milanesi più sportivi. Presa la bicicletta basta poco per rendersi conto di come le corsie protette siano "poche, discontinue, mal segnalate, ingombre di auto in sosta".

Dalla pista di Coni Zugna, così stretta che si fa fatica a incrociarsi, a Molino delle Armi dove la ciclabile svanisce nel nulla quando diventa via Santa Sofia è un susseguirsi di scelte illogiche e poco organiche; speriamo che Pisapia, o l'assessore Maran, riesca a trovare in fondo a qualche cassetto il piano della mobilità ciclistica preparato da Fiab Ciclobby nel 2007 e a metterlo in atto.

Vogliamo ispirarci a qualche altra città? No, non tirerò in ballo al solito qualche capitale europea, basterebbe che la nuova giunta guardasse a Torino e alla sua rete di ciclabili (175 chilometri), vedere per credere: www.comune.torino.it/ambiente/bici/. Così, tanto per iniziare e per non far arrugginire le 1400 biciclette pubbliche (www.bikemi.com) lasciate ai cittadini dall'ex-sindaco Moratti?

Foto | Lee "Shoothead" Cullivan by Flickr

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