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La camminata dei Superdisoccupati sabato 16 tra le vie dello shopping milanese per uscire dall'anonimato

Pubblicato: 14 lug 2011 da Trab

Commenti dei lettori

disoDei precari si parla tantissimo, complici anche le esternazioni infelici di politici di caratura nazionale. Ma in pochissimi parlano dei disoccupati, tra i quali spuntano i “super disoccupati”, lavoratori con più di 35 anni che hanno spesso accumulato una lunga esperienza, raggiungendo risultati lusinghieri. Questo sabato i Superdisoccupati si danno appuntamento per una camminata pacifica, attraverso la quale cercheranno di far conoscere le loro storie.

La manifestazione “non politica” nasce su iniziativa di Bruno (Bruno e i superdisoccupati) un 37enne che da due anni ha iniziato a scrivere e a raccogliere storie di disoccupazione. Si parte alle 15.30 da piazzale Loreto per arrivare, attraverso corso Buenos Aires, in piazza San Babila. Le vie dello shopping milanese, non a caso:

Una pacifica, costruttiva camminata dei disoccupati con lo scopo di parlare con la gente comune, per far capire a tutti che la disoccupazione non è un problema isolato di pochi, ma un’ ondata di malessere che investe tutti gli strati sociali. Una sorta di “outing” di gruppo, che va contro la comune tendenza a nascondersi, a celare il problema della disoccupazione per vergogna. Il messaggio è limpido: il disoccupato, non avevdo risorse economiche non può contribuire al mercato e all’economia di base del paese.

Sabato il raduno a Piazzale Loreto, angolo via Andrea Doria dalle ore 15:30. Partenza da Corso Buenos Aires ore 16:30. Ci si ferma per un’ora al Duomo, poi conclusione e saluto a Piazza San Babila.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di zordan

    zordan

    14 lug 2011 - 21:12 - #1
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    Fossi disoccupato eviterei questi raduni come la peste! Ci manca solo che trovo compagni di sventura con cui crogilarmi e siamo a posto. Che cosa vuol dire superdisoccupato???? Che è una nuova categoria? CHi ha voglia di lavorare non sta a fregnare ma cerca una via d’uscita da solo. Io il primo lavoro in america mi pagavano 3k USD al mese ed ero appena laureato. Dopo 4 anni sono tornato in italia e per 3 anni nelle varie aziende percepivo dai 500 ai 1000 euro mensili chiaramente con contratti a progetto che quando scadevano non si sapeva mai se starsene a casa quel giorno o no!!! Una fame!!! Sopravvivevo perchè lavoravo la sera e i week end e stavo in condivisione e mio nonno mi integrava con 500€ al mese. Se volevo rimanere come dipendente non c’era via d’uscita le prospettive erano magari dopo anni di leccate di c..o un’assunzione per miserande somme. Il mese che mi hanno fatto il contratto mi sono licenziato e messo in proprio che è un altro incubo in italia per via del malcostume di pagare in ritardo ma che a fronte di 1000 sbatti in più rende molto meglio. Cmq il mio consiglio è EMIGRATE.

  • Perfetto

    15 lug 2011 - 10:00 - #2
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    Caspita Zordan, la fai proprio semplice tu.
    Hai detto neolaureato sei andato negli Stati Uniti?
    Probabilmente tu hai le capacità e tutto ciò di cui c’è bisogno per riuscire, ma un 35 enne che ha lavorato fino a poco tempo fa in Italia di punto in bianco molla tutto e emigra?
    Magari a 35 anni hai dei legami o altro e vorresti anche accontentarti, ma al giorno d’oggi tra crisi e datori di lavoro meschini diventa sempre più difficile “sopravvivere”.
    Una manifestazione di questo tipo ha lo spirito di non far dimenticare che ci sono persone oneste in difficoltà perchè senza lavoro.
    Io ho un buon posto di lavoro, mi trovo bene e guadagno abbastanza per vivere sereno, ma almeno la solidarietà a queste persone bisogna riconoscerla.
    Sono tempi difficili e spero che possano passare in fretta, ma le prospettive verso tutto ciò che ci circonda mi spaventa.

  • Profilo di zordan

    zordan

    15 lug 2011 - 15:09 - #3
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    Guarda non c’è via di scampo i miei amici 30enni cadono a grandissime linee in 4 categorie:

    1) 5%> emigrati all’estero per vivere meglio

    2) un 5% > gente molto brava che si fa un mazzo tanto e campa decentemente

    3) 33% > figli di papa’ che hanno un lavoro nell’azienda di famiglia o la famiglia li integra economicamente e fanno una bella vita

    4) 50% > gente normale che ha lavori normali e fa veramente fatica a sopravvive spesso grazie a un pochino di aiuto familiare

    5) poi c’è la categoria di quelli che si piangono addosso e lagnano che non hanno lavoro ma quelli non li frequento. Sai quante volte in ufficio non avevamo lavoro per periodi di tempo?????

    quel 50% che in italia che fa fatica all’estero riuscirebbe ad avere una vita decente e normale, i fili di papà resterebbero tali o prenderebbero calci in culo, i bravi rimarrebbero bravi ma molto meglio retribuiti. E piagniadosso rimarebbero piagniadosso e troverebbero qualche scusa o problema sui cui focalizzare le loro sventure.

  • Pioppo

    16 lug 2011 - 17:00 - #4
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    Ecco, io vorrei focalizzarmi sulla gente normale. Perché la natura non dà a tutti i suoi doni in abbondanza. I bravi e intraprendenti, quelli fuori dal comune, in qualche modo, qui o all’estero qualcosa se lo trovano ma per le persone mediodotate, quelli che non sono da pubblicazione e bacio accademico ma hanno fatto tutte le loro cosine come gli hanno chiesto, semplicemente promossi. Che facciamo, li buttiamo nelle fosse comuni? C’è qualcosa che non va se la media della popolazione giovane non riesce a sopravvivere. La selezione naturale può essere un buon metodo ma ci siamo emancipato dalla dura legge di natura per cui chi non è adatto all’ambiente semplicemente muore. Che facciamo, una strage?

  • Profilo di priscillam

    priscillam

    21 lug 2011 - 18:48 - #5
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    Zordan, una curiosità: anche la laurea l’hai scritta in italiota?

  • Profilo di superdisoccupato

    superdisoccupato

    21 lug 2011 - 19:22 - #6
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    consiglierei al saggio Zordan di ponderare attentamente ciò che dice, dato che non tutti in Italia partono avvantaggiati dal sostegno familiare, non tutti hanno la possibilità di cominiciare un percorso formativo di alcun tipo fin da giovani, non tutti, ringraziando il cielo, hanno una mentalità così deformata da certi clichè del vivere civile che non hanno alcun riscontro nella realtà se non alla tv.
    consiglierei un paio di mesi con partenza da zero, senza soldi, senza nonno (io con 500 euro ci vivo 2 mesi) e senza illusioni di realizzare alcunchè, senza mezzi, lontano dalla civiltà, senza un cane con cui confrontarsi ed un pizzico di indifferenza e pregiudizio da parte del prossimo, “dote” di cui lui mi sembra ben fornito.