Registro unioni civili Milano, come funziona e quando parte

matrimonio unioni civili milanoDi un registro per le unioni civili a Milano si era parlato molto in campagna elettorale, quando Giuliano Pisapia era ancora lontano da Palazzo Marino. Oggi leggo che c'è una road map, e che il sette settembre Pierfrancesco Majorino incontrerà le realtà del mondo glbtq. Quando vedremo qualcosa di concreto? Magari già in autunno. Prima però si cercherà di capire come siano andate le cose a Padova, dove esiste da tempo un registro per le unioni civili.

Lo spiegava l'anno scorso l'assessore patavino all'ambiente e al lavoro Alessandro Zan a Queerblog:

a Padova è stata approvata nel 2006 l’anagrafe delle coppie di fatto. A tutte le coppie, etero ed omosessuali, conviventi sotto lo stesso tetto e iscritte all’anagrafe delle coppie di fatto viene rilasciato un certificato di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi. Molte delle coppie in possesso di questo documento hanno avuto dei benefici soprattutto nei casi in cui ci sarebbe potuto essere una possibile discriminazione perché non costituivano una famiglia riconosciuta dallo Stato. Proprio in virtù di un attestato anagrafico di famiglia in base ai vincoli affettivi il Comune di Padova ha consolidato il concetto secondo cui una coppia convivente può essere anche omosessuale. Alla legge regionale di cui facevo accenno prima possono accedervi sia le coppie sposate che quelle conviventi. Quindi anche quelle gay o lesbiche. L’unica differenza tra le coppie che decidono di partecipare al bando per l’assegnazione della casa è costituita dalla presenza dei figli. Se hai dei figli, al di là del tuo orientamento sessuale, avrai più punti in graduatoria.

Oggi Majorino incontrerà Flavio Zanonato, primo cittadino di Padova. Vediamo come dovrebbe funzionare a Milano questo registro. Spiega Majorino:

«Decisivo è che esista una sede dove si possa fisicamente registrare l'avvenuta unione (...) Un atto però tanto importante quanto simbolico se non viene integrato da concrete politiche di welfare (...) La passata amministrazione ha attivato un bando destinato alle giovani coppie per finanziare con cinquemila euro l'acquisto della prima casa. Benissimo. Credo però che bandi come questo in futuro debbano essere aperti a tutte le coppie. Sposate e non. Etero e non». La questione della casa, dunque. Con Aler e Regione bisognerà anche rivedere il criterio di assegnazione degli alloggi popolari, aprendo le graduatorie anche alle coppie non sposate.

Foto | Flickr

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