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Registro unioni civili Milano, come funziona e quando parte

Pubblicato: 02 ago 2011 da Gabriele Ferraresi

Commenti dei lettori

matrimonio unioni civili milanoDi un registro per le unioni civili a Milano si era parlato molto in campagna elettorale, quando Giuliano Pisapia era ancora lontano da Palazzo Marino. Oggi leggo che c’è una road map, e che il sette settembre Pierfrancesco Majorino incontrerà le realtà del mondo glbtq. Quando vedremo qualcosa di concreto? Magari già in autunno. Prima però si cercherà di capire come siano andate le cose a Padova, dove esiste da tempo un registro per le unioni civili.

Lo spiegava l’anno scorso l’assessore patavino all’ambiente e al lavoro Alessandro Zan a Queerblog:

a Padova è stata approvata nel 2006 l’anagrafe delle coppie di fatto. A tutte le coppie, etero ed omosessuali, conviventi sotto lo stesso tetto e iscritte all’anagrafe delle coppie di fatto viene rilasciato un certificato di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi. Molte delle coppie in possesso di questo documento hanno avuto dei benefici soprattutto nei casi in cui ci sarebbe potuto essere una possibile discriminazione perché non costituivano una famiglia riconosciuta dallo Stato. Proprio in virtù di un attestato anagrafico di famiglia in base ai vincoli affettivi il Comune di Padova ha consolidato il concetto secondo cui una coppia convivente può essere anche omosessuale. Alla legge regionale di cui facevo accenno prima possono accedervi sia le coppie sposate che quelle conviventi. Quindi anche quelle gay o lesbiche. L’unica differenza tra le coppie che decidono di partecipare al bando per l’assegnazione della casa è costituita dalla presenza dei figli. Se hai dei figli, al di là del tuo orientamento sessuale, avrai più punti in graduatoria.

Oggi Majorino incontrerà Flavio Zanonato, primo cittadino di Padova. Vediamo come dovrebbe funzionare a Milano questo registro. Spiega Majorino:

«Decisivo è che esista una sede dove si possa fisicamente registrare l’avvenuta unione (…) Un atto però tanto importante quanto simbolico se non viene integrato da concrete politiche di welfare (…) La passata amministrazione ha attivato un bando destinato alle giovani coppie per finanziare con cinquemila euro l’acquisto della prima casa. Benissimo. Credo però che bandi come questo in futuro debbano essere aperti a tutte le coppie. Sposate e non. Etero e non». La questione della casa, dunque. Con Aler e Regione bisognerà anche rivedere il criterio di assegnazione degli alloggi popolari, aprendo le graduatorie anche alle coppie non sposate.

Foto | Flickr

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • andreaSV

    02 ago 2011 - 12:47 - #1
    -1 punto
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    1. perché solo alle coppie? e non ai trii?
    2. che senso ha sposarsi a questo punto, secondo il Comune di Milano?

  • Profilo di breather

    breather

    02 ago 2011 - 14:04 - #2
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    In realtà non si tratta di Registro delle Unioni Civili.
    La cosa che è stata fatta a Padova, e che Majorino a quanto pare vuole che sia fatta a Milano, è solamente ribadire la legge nazionale sulla famiglia anagrafica e sul relativo certificato in vigore da ben ventidue anni.
    Dal 1989 in tutta Italia le persone che vivono sotto lo stesso tetto possono fare annotare all’anagrafe la propria situazione di convivenza; le persone che sono sotto uno stesso tetto e sono legate tra loro da vincolo matrimoniale, oppure da un legame di parentela, o semplicemente da affetto, l’anagrafe le classifica in quanto “famiglie” (vedi il concetto di famiglia anagrafica). Chi costituisce una famiglia anagrafica può richiedere che il proprio Comune gli rilasci un certificato -o anche un attestato- di famiglia anagrafica.
    Vedi DECRETO N. 223 DEL 30 MAGGIO 1989 - Link: http://goo.gl/b9ojf
    Vedi MOZIONE APPROVATA A PADOVA, 2006 - Link: http://goo.gl/nvRf8

  • Avvocato Barone Revenge

    02 ago 2011 - 14:55 - #3
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    Un utile modo per evitare i matrimoni tra omosessuali, abominio della natura.

  • Profilo di frizzone

    frizzone

    02 ago 2011 - 21:04 - #4
    1 punto
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    mi risulta (wiki) che in Europa solo Italia, Città del Vaticano e Monaco non abbiano niente per tutelare le persone che non sono sposate (perchè non vogliono, perchè è presto, perchè non possono). Anni fa convivevo e ebbi un problema di salute serio e nel reparto dell’ospedale erano ammessi solo i parenti. la mia compagna da anni ha dovuto dire di essere mia moglie (e i dottori hanno fatto finta di crederle, perchè i medici sono superiori a quei fanatici cattolici estremisti che ci governano (NON I POLITICI, CHI CI GOVERNA DAVVERO E’ RUINI E COMPANY)).
    si vergognino quelli delle boiate “matrimonio di serie B” o “tutelare la famiglia naturale”. Bravo Majorino. perchè nessuno in futuro debba essere pure umiliato dallo stato nel momento del dolore.

  • Profilo di breather

    breather

    02 ago 2011 - 22:13 - #5
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    @ frizzone… quello che Majorino vuole è ribadire quello che già esiste.
    Se si trattasse veramente di registro concorderei in pieno. Ma così non è.

  • Profilo di frizzone

    frizzone

    02 ago 2011 - 22:55 - #6
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    @breather :serve il parlamento per fare leggi del genere? però mi sembra un segnale quello che Milano tenta di lanciare.

  • Profilo di breather

    breather

    02 ago 2011 - 23:39 - #7
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    @ frizzone…
    Proprio no, non serve il Parlamento per fare il Registro delle Unioni Civili. Serve solo l’intenzione di farlo, quella che Majorino non ha. Già diverse città italiane si sono dotate di un Registro delle Unioni Civili… stabilendo tra l’altro che ai registrati spetta lo stesso trattamento degli sposati in qualsiasi ambito di competenza comunale… tra queste città c’è, per esempio, Firenze. Mi spiace che l’amministrazione Pisapia si stia rifiutando di crearne uno a Milano, voglia prendere in giro i gay milanesi con tanti giri di parole e belle dichiarazioni contenenti la parola “registro” per poi, al momento dei fatti, ribadire quello che già c’è. Se l’amministrazione Pisapia volesse veramente lanciare ‘un segnale’, come dici tu, facendo nel contempo qualcosa nel concreto, istituirebbe sto benedetto Registro delle Unioni, come Firenze; ma questo non ha intenzione di farlo.

  • Profilo di leppie

    leppie

    03 ago 2011 - 14:35 - #8
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    @Breather, sei sicuro di quello che dici?

  • Profilo di breather

    breather

    03 ago 2011 - 16:12 - #9
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    Certo, Leppie…
    Se vuoi verificare quello che dico puoi constatarlo tu stesso con i tuoi occhi.
    Ecco la legge italiana su famiglia anagrafica e relativi certificati:
    http://goo.gl/b9ojf (vedi nello specifico gli articoli 4 e 33)
    Ecco la mozione approvata a Padova nel 2006, quella che Majorino vuole imitare:
    http://goo.gl/nvRf8
    Vedi traccia di “registri” nella mozione Padovana? Io proprio no.
    In essa si ribadisce la legge nazionale. Del 1989 quindi in vigore da 22 anni.

    Ecco invece quello che c’è a Firenze:
    http://goo.gl/1Aaay
    Lì sì che si tratta di registro. Ed è proprio per questo che Majorino non ne vuole sentir parlare, preferendo imitare quanto fatto a Padova.

    Pure il sito dell’Arcigay ammette che a Padova non c’è alcun Registro:
    LINK: http://www.arcigay.it/17025/tutti-i-registri-delle-unioni-civili

  • Profilo di leppie

    leppie

    03 ago 2011 - 18:53 - #10
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    Scusa, sono stato un po’ brusco… In realtà è proprio per poi poterne discutere avendo dei dati… Anzi, mi sa che scrivo subito sulla bacheca di Majorino.

  • Profilo di breather

    breather

    03 ago 2011 - 23:31 - #11
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    Tranq :-) l’avevo capito…