Orientarsi a Milano: uomini, donne e senso innato dell'orientamento

milano labirinto Vi ricordate di quando qualche tempo fa parlavamo delle zone di Milano in cui ci si perde? Ieri sera ne discutevo con la mia dolce metà, che ha qualche problemino a orientarsi: non so come sia la vostra vita di coppia a Milano dal punto di vista dell'orientamento, ma la nostra è lo stereotipo, dello stereotipo, dello stereotipo. Io bene o male me la cavo ovunque, ma ho anche la patente da più anni e in passato giravo parecchio, lei ha la patente ma non usa l'auto e si muove in motorino, e qualche volta si perde.

Strade che per me sono assolutamente ovvie - "Ma dai, è tutta dritta, come fai a sbagliarti?" - per lei diventano labirinti degni del Minotauro. Percorsi lineari si trasformano in puntini da unire in stile Settimana Enigmistica. Trovare quella farmacia - "Vai dritta, poi è dietro, sulla destra" - diventa una missione impossibile. Però per me è solo una questione di allenamento, non ci credo a quelle storie sul senso dell'orientamento "genetico", differenziato tra gli uomini e le donne. Per me la faccenda è semplice: se guidi e giri per Milano, le strade le impari. È inevitabile. Figuriamoci se è una questione di genere...

Così sempre ieri provavo a spiegarle che non esiste il talento innato dell'orientamento, che si impara tutto, che è solo questione di abitudine. Stamattina cercando un po' ho scoperto che sulla storiella dell'innato senso dell'orientamento scriveva Pinkblog nel 2007 citando una delle tante ricerche sul tema, svolta dalla University of Warwick, il Corriere spiegava che le differenze tra uomo e donna nell'orientamento risalgono al Pleistocene...

Lo studio, effettuato su oltre 198.000 soggetti di età compresa tra i 20 ed i 65 anni ha dimostrato che la parte di cervello dedicata a quello che potremmo chiamare “consultazione e comprensione cartine” è maggiormente sviluppata nei maschi e che, in ordine decrescente dai migliori ai peggiori, il senso dell’orientamento è più spiccato negli uomini eterosessuali, seguiti dagli uomini bisessuali, poi dagli uomini omosessuali, donne omosessuali, donne bisessuali, per finire con le donne eterosessuali, cui va la palma delle più incapaci a trovare la retta via

Ora, domanda ai lettori accoppiati milanesi: tra voi due, chi è che sa le strade in città? E, seconda domanda: lettrici, vi ritrovate nella descrizione qui sopra? Perché a me sembra assurda - conosco parecchie donne che si orientano alla grandissima a Milano, e altrettanti uomini ai quali non chiederei di accompagnarmi neanche all'ingresso della tangenziale...

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