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Orientarsi a Milano: uomini, donne e senso innato dell'orientamento

Pubblicato: 10 ago 2011 da Gabriele Ferraresi

Commenti dei lettori

milano labirinto Vi ricordate di quando qualche tempo fa parlavamo delle zone di Milano in cui ci si perde? Ieri sera ne discutevo con la mia dolce metà, che ha qualche problemino a orientarsi: non so come sia la vostra vita di coppia a Milano dal punto di vista dell’orientamento, ma la nostra è lo stereotipo, dello stereotipo, dello stereotipo. Io bene o male me la cavo ovunque, ma ho anche la patente da più anni e in passato giravo parecchio, lei ha la patente ma non usa l’auto e si muove in motorino, e qualche volta si perde.

Strade che per me sono assolutamente ovvie - “Ma dai, è tutta dritta, come fai a sbagliarti?” - per lei diventano labirinti degni del Minotauro. Percorsi lineari si trasformano in puntini da unire in stile Settimana Enigmistica. Trovare quella farmacia - “Vai dritta, poi è dietro, sulla destra” - diventa una missione impossibile. Però per me è solo una questione di allenamento, non ci credo a quelle storie sul senso dell’orientamento “genetico”, differenziato tra gli uomini e le donne. Per me la faccenda è semplice: se guidi e giri per Milano, le strade le impari. È inevitabile. Figuriamoci se è una questione di genere…

Così sempre ieri provavo a spiegarle che non esiste il talento innato dell’orientamento, che si impara tutto, che è solo questione di abitudine. Stamattina cercando un po’ ho scoperto che sulla storiella dell’innato senso dell’orientamento scriveva Pinkblog nel 2007 citando una delle tante ricerche sul tema, svolta dalla University of Warwick, il Corriere spiegava che le differenze tra uomo e donna nell’orientamento risalgono al Pleistocene…

Lo studio, effettuato su oltre 198.000 soggetti di età compresa tra i 20 ed i 65 anni ha dimostrato che la parte di cervello dedicata a quello che potremmo chiamare “consultazione e comprensione cartine” è maggiormente sviluppata nei maschi e che, in ordine decrescente dai migliori ai peggiori, il senso dell’orientamento è più spiccato negli uomini eterosessuali, seguiti dagli uomini bisessuali, poi dagli uomini omosessuali, donne omosessuali, donne bisessuali, per finire con le donne eterosessuali, cui va la palma delle più incapaci a trovare la retta via

Ora, domanda ai lettori accoppiati milanesi: tra voi due, chi è che sa le strade in città? E, seconda domanda: lettrici, vi ritrovate nella descrizione qui sopra? Perché a me sembra assurda - conosco parecchie donne che si orientano alla grandissima a Milano, e altrettanti uomini ai quali non chiederei di accompagnarmi neanche all’ingresso della tangenziale…

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di leppie

    leppie

    10 ago 2011 - 12:42 - #1
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    Io non sono accoppiato. Ho un amico però che è nato e vissuto a lungo a Torino e ora a Milano che dice -giustamente- che tutto dritto a Milano ha un senso un po’ particolare. Se vai tutto dritto torni alla partenza.

    Io mi perdo regolarmente.
    Comunque consiglio il dedalo dietro via Torino intorno a via Santa Marta. Lì davvero so le cose a memoria, perché ci sono troppe vie storte e angoli mai retti perché si mantenga l’orientamento.

  • Profilo di leppie

    leppie

    10 ago 2011 - 12:43 - #2
    0 punti
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    Su donne e uomini, sì, non mi sembra ci sia sta gran differenza. Che però possa esserci qualcosa di innato lo credo anch’io.

  • Manuele Mariani

    10 ago 2011 - 13:07 - #3
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    a Milano ci si perde perché non ci sono cartelli né segnali, a differenza di ogni altra città del mondo, anche molto meno turistiche, importanti e famose !!

  • El Misti

    10 ago 2011 - 14:10 - #4
    1 punto
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    è vero, gli uomini riescono più o meno sempre a capire più o meno dove si trovano e in che direzione devono andare per raggiungere la meta. magari non ricordano esattamente la strada ma grazie alla mappa mentale che si fanno in testa riescono a trovare una strada che li porta vicini alla destinazione.
    Le donne invece si orientano per riferimenti noti e precisi, tipo “devo girare dopo la farmacia” o “di fronte al Comune”.
    Se non ritrovano esattamente quei punti di riferimento - o peggio non conoscono la zona - si perdono e non hanno la minima idea della direzione da seguire, anche se magari sono fuori strada di soli 100 metri.
    Non a caso le donne quando consultano una cartina la orientano tra le mani nel senso di marcia dell’auto, mentre gli uomini in genere non ne hanno bisogno.
    Però gli uomini hanno il difetto di non voler chiedere indicazioni ai passanti nemmeno sotto la minaccia delle armi, le donne invece lo fanno spesso e volentieri.

  • Profilo di chrome

    chrome

    10 ago 2011 - 17:31 - #5
    2 punti
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    argh. secondo me c’è qualcosa di innato che prescinde dal genere: o ce l’hai o non ce l’hai. Io purtroppo non ce l’ho mai avuto: non perché sono nata donna, ma perché ho pochissima memoria in generale, fotografica in particolare. Un po’ anche perché avendo spesso preso il tram, ho in mente quei percorsi e non quelli automobilistici.. E un po’ perché Milano Nord l’ho ignorata per anni, vivendo/studiando/uscendo dalla parte opposta

  • Profilo di dataghoul

    dataghoul

    11 ago 2011 - 07:40 - #6
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    abbiate pazienza, ma se uno è uno stordito (o una stordita), si perde anche sul pianerottolo di casa!!!

  • fuzzyleo (che non riesce a fare il login)

    11 ago 2011 - 10:16 - #7
    1 punto
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    Completamente fuori statistica, temo: ottimo senso dell’orientamento, mai usato il navigatore e da quando ero giovane quella con la cartina sono sempre stata io, che fossi al volante o no. Mai persa, nemmeno a Gerusalemme che è un bel casino.
    Cartina rigorosamente orientata a nord, beninteso!
    Anche quando devo dare indicazioni tendo a usare i punti cardinali, poi mi accorgo che la maggior parte della gente non capisce, e modifico di conseguenza.
    Può darsi però che il fatto di essere figlia e nipote di marinai aiuti… ;)

  • arthemis

    11 ago 2011 - 18:02 - #8
    0 punti
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    @ fuzzyleo:

    uguale anche per me :)
    E in più uso il sole per orientarmi Nord-Sud.. di notte è un problema, ammetto.

    Ho guardato maaaale il marito quando ha comprato il navigatore. Al mio commento ‘preferisci lui a me?’ ha risposto ‘lui costa meno’, al che ho detto ’stasera fai cucinare al navigatore’ eh eh :)

  • fuzzyleo (che non riesce a fare il login)

    11 ago 2011 - 19:19 - #9
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    @ arthemis:
    :) me lo immagino il navigatore che cucina: “nella credenza, prendere il secondo barattolo a destra”…

    Secondo me è anche una questione culturale, nel senso che l’orientamento non è solo un istinto, è una disciplina che si può insegnare; se lo fanno finché sei piccolo/a, meglio.
    Se invece ci si aspetta che “la donna” sia sperduta e incapace di trovare la strada da sola e la si tira su di conseguenza… eh, allora è un altro discorso!

  • FedericoU

    02 set 2011 - 16:13 - #10
    0 punti
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    domanda: “Scusa sai dov’e’ via Carlo Botta (o qualsiasi altra via anche famosa)?”
    risposta: “Mi dispiace, non sono di Milano”

    Ho vissuto 2 anni a Milano e questa e’ stata SEMPRE la risposta che ho ricevuto, e lo ammetto anche dato, ogni qualvolta chiedevo di una via di Milano :)