Decreto anticrisi, problemi anche per l'Expo 2015?

expo 2015 costi tremonti taglioIl decreto anticrisi di Giulio Tremonti "taglia" anche su Milano, soprattutto per quanto riguarda l'Expo 2015. Meno soldi agli enti locali significano tante cose, ma per ora concentriamoci sull'esposizione internazionale. In totale l'Expo costerà intorno a 1,7 miliardi di euro, di cui circa un miliardo si spera di recuperarlo tra biglietti e ricavi futuri, per esempio sponsorizzazioni spiega Alessia Gallione. Problema: da qui al 2015 c'è parecchio da spendere - per il Comune si legge intorno ai 200 milioni di euro, dai privati si spera ne arrivino 260 - senza vedere ombra di introiti.

Il Comune cercherà di tirare su qualcosa dalla vendita delle quote di Serravalle e Sea, almeno così dice Bruno Tabacci. Le quote della Serravalle quanto valgono? Si legge 170 milioni di euro, almeno, per quella cifra erano già state contabilizzate.

Per quel che riguarda la Sea, al 51% di Palazzo Marino, l'operazione risale all'aprile scorso quando la società aeroportuale fu quotata in Borsa. Il Comune approvò la quotazione in borsa per ottenere "un dividendo straordinario già quantificato in sede di bilancio previsionale 2011 in 160 milioni di euro. L'extra-cedola sarà effettivamente disponibile per le casse del Comune solo quando sarà completato l'approdo in Borsa con il relativo aumento di capitale", si legge su L43.

Altro problema in vista per l'Expo è quello del tetto di spesa al 4%. Lo spiegava il Sole 24 Ore, insieme a qualche cifra utile per capire quanto si spenderà anno per anno da qui al 2015 per l'esposizione internazionale:

Con il tetto al 4%, Expo 2015 Spa può destinare alle spese di gestione non più di 83,3 milioni di euro, che in buona parte sono già stati usati. Nel primo anno di attività (in realtà 13 mesi), sono stati utilizzati circa 8,2 milioni di euro. Nel 2010 si è saliti a 17 milioni e per il 2011 è previsto che i costi di gestione si attestino a 32,9 milioni di euro con la prospettiva di non avere margine sufficiente per affrontare il prossimo anno. Il conto economico del 2010 si è chiuso con un passivo di 10,4 milioni di euro, in crescita rispetto agli 8,3 milioni di euro del 2009. Il saldo negativo rientra nelle previsioni ed è determinato dal fatto che gli introiti saranno concentrati nel 2015. Per quanto riguarda l'anno in corso, è atteso un risultato negativo di 22,9 milioni di euro, in linea con quanto previsto dal dossier di registrazione. Sarà determinato da costi di gestione pari a 32,9 milioni di euro e da ricavi commerciali per 10 milioni generati in gran parte da sponsorizzazioni.
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