Anish Kapoor alla Besana e My Red Homeland guasta: ma che va bene lo stesso

anishkapoormilano rotta boeriMa della storia di Kapoor e l'installazione guasta - ma che va bene lo stesso - alla Rotonda della Besana che si dice? Premessa: c'è una sottile linea rossa che separa la serendipity dalla simpatica cialtroneria d'artista, e io direi che in questo caso siamo esattamente su quel crinale, a metà, non si capisce se scollinare verso l'eterogenesi dei fini o verso la Biennale vissuta da Sordi in Dove vai in vacanza?. Ma prima un passo indietro: avete letto del guasto all'installazione My Red Homeland di Anish Kapoor alla Rotonda della Besana? Non è la prima volta che si spacca qualcosa al congegno, era successo anche a inizio agosto. Purtroppo non sono stato alla mostra, e ho potuto solo leggere la nota di Stefano Boeri, nella quale racconta del guasto al meccanismo che metodicamente, a ogni ora del giorno, lisciava una vasta superficie di cera rossa. Leggiamo su FB la nota di Boeri:

La Rotonda della Besana ospita un'opera dell'artista anglo-indiano Anish Kapoor: una immensa vasca con un braccio che, muovendosi lentamente - un movimento impercettibile alla vista - ripiana la cera che vi è contenuta. Il braccio qualche giorno fa, per la seconda volta (la prima era stata nel giugno scorso), si è fermato. Anish Kapoor mi ha scritto una lettera spiegando che l'opera non è pensata necessariamente per essere in movimento, che il suo movimento è comunque impercettibile e che lui considera l'opera - anche con il braccio fermo- attiva e in funzione. Ci ho pensato a lungo e poi - rispettando il parere dell'autore -ho deciso di lasciare aperta la mostra, ma anche di ridurre (come già fatto nel giugno scorso) il prezzo del biglietto, evidenziando così al pubblico il guasto.

Sempre su Facebook c'è tutta una discussione sul prezzo del biglietto e sull'opportunità di far riparare l'opera o meno, dateci un'occhiata. Se c'è da scegliere con chi stare però io parteggio per Kapoor, via di serendipity a secchiate, si è rotta? Ma via, va bene così. Però questa storia mi ha anche fatto venire in mente quella famosa proiezione di Tree of Life di Malick a Bologna - quella dei rulli scambiati - di cui Massimo Gramellini scrisse così su La Stampa:

In un cineclub di Bologna hanno proiettato per una settimana «L’albero della vita» di Malick all’incontrario. Prima il secondo tempo, poi il primo. E alla fine, applausi convinti

e anche se alla fine non era proprio andata così - per completezza qui la versione del cineclub sulla vicenda - il senso resta.

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