La primavera di Milano

Un post ad alto tasso di ottimismo, chissà se giustificato.

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Chiedo scusa anticipatamente per questo post ad alto tasso di ottimismo, un ottimismo che probabilmente non è del tutto giustificato. E ci tengo anche ad assicurare che l'ottimismo non c'entra nulla con Expo 2015, se non indirettamente, visto che comunque è grazie all'esposizione universale che alcuni lavori che procedevano da decenni sono stati finalmente portati a conclusione. Sono anche consapevole del fatto che per una cosa che sta andando per il verso giusto, ce n'è almeno un'altra che continua a essere problematica: vogliamo parlare dei ritardi senza senso della M4? Degli alberi di viale Lorenteggio o di via Mac Mahon che rischiano di essere tagliati? Della cancellazione di alcune tra le feste ed eventi più riusciti per via dei mai troppo vituperati comitati di quartiere? Della Pedemontana, del flop della BreBeMi, del Seveso che allaga interi quartieri ogni volta che piove, ecc. ecc.? Ok, parliamone, ma non in questo post.

Perché qui, come detto, vige l'ottimismo. Merito anche della primavera, che, dopo un inverno pesante e al netto di qualche pioggia di troppo, mi ha portato di venerdì sera al Parco Sempione ad ascoltare un concerto del compositore elettronico tedesco Hauschka (a dir la verità, non mi è piaciuto mica tanto), e il sabato sera ai Giardini di Porta Venezia per sentire prima due ottimi dj set di musica elettronica e poi il concerto (non male) di Neneh Cherry. Mai sentita nominare prima (da me), ma che mi ha fatto passare delle ore molto piacevoli tra musica, qualche bevuta di troppo e chiacchiere.

E sabato prossimo, sarà la volta della Fabbrica del Vapore, con la mostra fotografica sulla Milano "che ci piace" (che non è per forza quella pulita con il Cif) seguita da altri dj set. Messa così, però, sembrerebbe che questa primavera milanese sia solo merito delle serata all'aria aperta che ancora mi ostino a frequentare (a proposito, dal 18 giugno è la volta della Festa della Musica al Forlanini). E invece non è così, è molto di più.

È la possibilità di aver finalmente rivisto una Darsena che avevo completamente dimenticato, è la possibilità di aver rivisto la Basilica di Sant Ambrogio immersa in un contesto adeguato, della nuova piazza XXIV maggio, dei lavori davanti al Cimitero Monumentale che stanno finalmente terminando, di un nuovo parco che sta per sorgere tra i grattacieli Unicredit e il Bosco Verticale (possono non piacere, ma sono pur sempre meglio delle macerie).

Un bel po' di orgoglio ci è stato instillato anche da tutto l'accento posto sulle questioni più alla moda: tutto ciò che sta tra "smart" e "sharing". Dalla marea di co-working che sorgono ovunque come funghi, a tutti quei "progetti di start-up" che sono ormai diventato un nuovo luogo comune per prendere (giustamente) i milanesi in giro, ma che alla fine sono una nota positiva che mostra come ci sia ancora voglia di fare qualcosa. Ovviamente, se si tocca il tasto sharing va da sé che bisogna accennare anche a Enjoy, Car2Go, Twist e le nuove Share'nGO elettriche. Che hanno rivoluzionato la mobilità in città.

D'altra parte, la libertà che questo car sharing consente era inimmaginabile fino a poco fa. Breve parentesi personale: sono andato al Parco Sempione a piedi per ascoltare il suddetto concerto; da lì mi sono mosso verso il BQ di via Losanna per incontrare amici, sempre a piedi. Qualche tempo fa, a quel punto, sarei stato parecchio incasinato e costretto a scroccare un passaggio per poter tornare a casa. E invece mi sono cercato la mia "macchinetta", ho trovato un Car2Go e sono tornato. Ho provato un gran bel senso di libertà.

Libertà che deriva anche dalla possibilità sempre più concreta di usare le bici. Ok, le piste ciclabili sono ancora un tasto dolente. Ma ci si sta lavorando su, questo è innegabile, e nonostante le (giuste) polemiche per il modo in cui a volte vengono fatte, si sta sicuramente andando nella direzione giusta.

Se a tutto questo ci aggiungiamo che è appena nato il Mudec, che pare che la Fondazione Prada sia bellissima, che sta per risorgere l'ex Spazio Oca alle Officine Ansaldo, che la riqualificazione di alcuni posti necessari prosegue (come nel caso della cascina sulla Martesana) e altro ancora, non penso di peccare di buonismo e ottimismo se dico che questa, per Milano, è una bella primavera.

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