Cento chili di esplosivo, cinquanta per ognuno. Così, nel comune di Pieve Emanuele in provincia di Milano, sono saltati in aria due edifici. Tutto è avvenuto in pochissimi secondi sotto gli occhi degli abitanti della zona, delle autorità locali, dei tanti fotografi e cameraman giunti nel piccolo comune per riprendere l’evento. Un boato e poi un’enorme nube di polvere che si liberava nell’aria. Sotto un cumulo di macerie.
Le immagini che vedete in questo bel video (realizzato da Michela Di Mario) sono i momenti della demolizione. Un’operazione che fa parte di un accordo sottoscritto dal Comune di Pieve Emanuele, dalla Regione e da Aler Milano per la riqualificazione della zona.
Queste torri, infatti, sono solo le prime ad essere abbattute. Nei prossimi giorni la stessa sorte toccherà agli altri palazzi dell’area ex-Enpam. Al loro posto circa 700 alloggi, un centro commerciale e un’area verde che sarà connessa al Parco agricolo sud di Milano.
zordan
12 set 2011 - 09:58 - #1Sono passato più di una volta dalle parti di Pieve Emanuele e ho visto palazzi molto peggio di questi abbattuti che sembrano un’astronave cattiva di Lord Vader. Ma quello è il sindaco di P.E. o di Platì???
gel
12 set 2011 - 13:05 - #2ma invece di buttarli giù, non potevano ristrutturali e farli diventare abitativi?
nova°
12 set 2011 - 20:28 - #3Quoto i primi due commenti, ma immagino che il loro degrado fosse tale dal non giustificarne il recupero, anche se a pensar male ci si arriva sempre vicino, ergo non vorrei che per degrado intendessero guadagno indebito maggiore per “tutti” i diretti interessati dall’affare.
dataghoul
13 set 2011 - 07:46 - #4@gel: non importa quanto costa, importa chi deve “mangiare”; evidentemente, nel caso di specie, devono mangiare i costruttori…
Martin45
13 set 2011 - 11:29 - #5#2 e #4: non è per nulla un dato di fatto. I costi di ristrutturazione talvolta possono essere addirittura maggiori rispetto all’abbattimento & ricostruzione, soprattutto con grandi strutture e non completate (come in quel caso).
Manuele Mariani
13 set 2011 - 14:36 - #6da quando in qua sostituire del CEMENTO con dell’altro Cemento, si chiama “RECUPERO AMBIENTALE” ? ma chi vogliono prendere in giro sti fetecchioni ?? e poi ne sentivamo proprio il bisogno di altri centri commerciali e loculi di appartamenti in tristi caseggiati di periferia. se le queste sono le “riqualificazioni” a cui dobbiamo assistere allora è meglio che si lasci tutto com’è ! non si poteva adibire tutto a parco con magari laghetto e piazzetta annessi invece di ricementificare per arricchirsi o se porprio si voleva costruire, fare delle piccole casette monofamiliari ??! ovviamente, sempre viva il dio denaro !!