Camparino Milano: i futuristi anni '30 interpretati da Jonatan Abarbanel

Seconda serata dedicata alla storia dei cocktail e di Campari al Camparino in Galleria. A mescolare gli ingredienti il bartender del Les Rouges di Genova.

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Gli anni del Futurismo, quelli in cui Milano e l'Italia erano al centro della scena artistica internazionale e in cui tutto doveva scorrere in modo veloce e dinamico. Non è un caso che proprio in quegli anni viene inventato il primo "ready-to-drink", in ossequio alla rapidità che doveva contraddistinguere tutto ciò che era più alla moda. Si tratta del Camparisoda, denominato Aperitivo dell'Arte Veloce Futurista, la cui bottiglietta fu disegnata da Fortunato Depero nel 1928.

Una serata ispirata proprio agli anni '30, al Futurismo e ai cocktail dell'epoca è andata in scena al Camparino in Galleria di Milano. Protagonisti Campari e Jonatan Abarbanel, bartender del Les Rouges di Genova, che ha miscelato gli ingredienti che hanno dato vita ai drink "futuristi". Come la Giostra d'Alcol con Campari, Barbera d'Asti e Cedrata, creata dal futurista Enrico Prampolini e presentato alla Grande Esposizione Coloniale di Parigi degli anni '30.

Ma probabilmente il cocktail più apprezzato della serata è stato il DeLempicka (Campari, Rabarbaro, Cognac, Aurum, Spumante), omaggio alla grande pittrice Art Decò, la cui prima mostra andò in scena a Milano nel 1925 e che viene omaggiata anche in quanto lontana parente di Jonatan Abarbanel (cugina della nonna). I legami di Tamara De Lempicka con l'Italia sono però anche affettivi, visto che ebbe una relazione con "il vate" Gabriele D'Annunzio. E fu proprio lei a introdurre, prima a Parigi e poi a Milano, i "cocktail parties" a base di spumante.

"I cocktail italiani degli anni '30 erano sempre a base di prodotti provenienti dall'Italia e dalle sue colonie, per cui in alcune ricette si trova anche l'ananas e altri ingredienti esotici, perché c'era la volontà di celebrare le nostre colonie. C'erano ancora gli strascichi degli anni '30, per cui si usava ancora moltissimo spumante", spiega Abarbanel. "Andavano molto forte i bar come questo, come il Camparino, in cui si beveva Campari con soda e Campari seltz. Andava fortissimo il Campari Soda, tanto che si creava sempre una diatriba tra clienti e bartender su quanta soda dovesse essere usata. E fu anche per questo che Campari creò il Camparisoda, il primo ready-to-drink, in modo da porre fine alla discussione".

E il drink perfetto, il preferito da Jonatan Abarbanel, qual è? "Il cocktail preferito è quello che si beve più spesso, niente di troppo ricercato, quindi. Direi che i cocktail migliori, per me, sono il Negroni o l'Americano". Entrambi, ovviamente, a base di Campari.


Iniziativa in collaborazione con Gruppo Campari S.p.a.

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