L'Expo 2015 è un flop? I numeri su taxi, alberghi e ristoranti

Il pienone atteso non sembra proprio esserci. E anzi alcuni comparti fanno registrare il segno meno.

Ancora non è dato sapere quanti biglietti sono stati venduti per Expo - si conoscono solo i famosi 13 milioni di ticket comprati dalle agenzie di viaggio in giro per il mondo - ma ci sono alcuni dati che fanno pensare che le cose non stiano andando poi così bene, anche se, certo, un vero bilancio si potrà tirare solo alla fine e la massima intensità nelle visite è attesa per i mesi estivi.

Ma comunque i primi segnali non sono più incoraggianti; in attesa dei numeri ufficiali, che vengono promessi ma che ancora non si vedono, si può fare un primo bilancio andando a guardare come procedono le cose nei ristoranti, negli alberghi e sui taxi. Con qualche eccezione, l'aria che tira è generalmente di delusione.

Per quanto riguarda gli alberghi, gli unici che hanno fatto davvero registrare una bella crescita (+20%) sono quelli che stanno nella zona adiacente all'area di Rho Pero, anche se viene segnalato da più parti come "di turisti stranieri ancora non se ne vedono". Nel complesso, in giro per la città, non ci sono segnali di pienoni. In controtendenza il dato di AirBnb, che ha quadruplicato gli accessi su Milano. Ma la crescita della piattaforma online per trovare alloggi è talmente forte che il dato potrebbe essere solo marginalmente influenzato da Expo.

I tassisti non vedono nessuna crescita. Anzi, nelle due prime settimane di maggio c'è stata addirittura una lieve flessione nelle richieste. Ma sono gli stessi tassisti a non stupirsi, segnalando come loro fin dall'inizio hanno saputo che l'Expo non avrebbe avuto una grossa ricaduta sui loro affari, che, per quanto riguarda i visitatori, si basa su chi si trova a Milano per affari. Dando per scontato che chi deve andare all'Expo si muoverà invece con il servizio pubblico.

I ristoranti sono forse il comparto più in sofferenza. Stranieri (ancora) non se ne vedono e anzi si registra addirittura un calo, attorno al 30%. Com'è possibile? Forse si tratta di una sorta di concorrenza arrivata direttamente dai padiglioni dell'Expo, che è a tema nutrimento e in cui molto si recano proprio per mangiare. Un brutto colpo, per chi ha programmato nuove assunzioni e rivisto i piani ferie proprio nella speranza di un traino che, per il momento, non si vede.

ITALY-EXPO2015-TOURISM-CULTURE-MILAN

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