Elezioni comunali Milano 2016: continua il tira e molla di Salvini candidato sindaco

"Se si vota nel 2018 allora ci sarò". Ma è più probabile che la sua testa sia altrove.

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Tra un po' sarà il caso di chiedere a Matteo Salvini di smetterla con il tira e molla e di dirci una volta per tutte quali sono le sue vere intenzioni per le elezioni comunali di Milano del 2016. Il fatto è che il suo nome continua a circolare imperterrito nella rosa dei possibili candidati sindaco e che lui non fa nulla per confermare o smentire la cosa. Anzi, ancora una volta, continua il giochetto del forse sì-forse no: "Se l'anno prossimo non si fanno le politiche, mi candido a sindaco di Milano. Ovviamente se i cittadini mi vogliono, con le primarie".

È difficile sapere se l'anno prossimo ci sarà o meno il voto nazionale, in quel caso è chiaro che Salvini vuole correre con la sua Lega Nord, lasciando perdere il suo vecchio sogno dichiarato di insediarsi a Palazzo Marino. Ma anche se si votasse nel 2018, perché mai Salvini dovrebbe candidarsi a Milano? Per fare un anno da sindaco e poi iniziare un'estenuante campagna elettorale che lo terrebbe lontanissimo dalla città? Nessuno crede che Salvini potrebbe lasciar correre via le prossime elezioni politiche accontentandosi del suo ruolo di sindaco, sono anzi le sue stesse parole a confermare il contrario.

Ma al di là di questo, ci sono altre ragioni che fanno ritenere che per Salvini sarebbe più opportuno lasciar perdere la candidatura a sindaco di Milano. Ormai, lui, è un protagonista della scena nazionale, leader di uno dei partiti più importanti d'Italia, perennemente alle prese con talk show, comizi e visite in tutto lo stivale. Ormai, la sua dimensione politica è quella nazionale.

Inutile allora insistere nel voler far credere (magari anche a se stesso) che la candidatura a sindaco sia "un sogno"; perché la verità è che Milano richiede attenzione costante, un sindaco a tempo pieno e che si dedichi solo ed esclusivamente alla città. Uno che si insedia a Palazzo Marino per poi passare il tempo con la testa sulle questioni di politica nazionale è meglio non averlo.

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