Camparino Milano, l’eleganza degli Anni ‘40 firmata dal bartender Guglielmo Miriello

Blogo ha partecipato alla serata dedicata agli Anni ‘40 al Camparino della Galleria Vittorio Emanuele II. Protagonista dell’evento il bartender del Dry di Milano, Guglielmo Miriello.

Camparino | Guglielmo Miriello

Gli Anni ‘40 tornano a vivere nel centro di Milano, con una serata eccezionale nello storico locale Camparino della Galleria Vittorio Emanuele II, a pochi passi dal Duomo. Le atmosfere sono proprio quelle del tempo: l’Italia ha voglia di tornare a vivere dopo una guerra tremenda e sogna i fasti del cinema americano.

C’è quindi il desiderio di sorridere e, soprattutto, c’è voglia di riscatto.
La musica è grande protagonista con un dj set tematico, ma il vero padrone di casa è Campari, che è riuscito in questa difficile operazione, ridando vita agli Anni ‘40, grazie anche alla presenza di un famoso bartender, Guglielmo Miriello del Dry di Milano.

Miriello ha reinterpretato questo periodo storico attraverso tre cocktail, decisamente dal gusto vintage: The Bittersweet Symphony, un omaggio alla bella e intrigante Rita Hayworth, The Bogart, per ricordare l’eleganza e lo charme di Humphrey Bogart, e 1915, il cocktail creato per festeggiare i primi 100 anni del Camparino.

Anni ‘40 e Campari, come hai immaginato questo speciale matrimonio?


Mi sono ispirato un po’ alle atmosfere dell’epoca, al sentire degli animi e a personaggi importanti, come Rita Hayworth, donna sinuosa e formosa, e Bogart, icona della cinematografia americana. Ho voluto quindi dedicare un cocktail a una donna simbolo, a un uomo e ovviamente a Campari: quest’anno ricorre il centenario del Camparino, locale che ha rivoluzionato il modo di bere il Campari.

Qual è il tuo drink preferito?


Amo la semplicità. Per me, è eccellente Campari e Seltz. È un cocktail liscio, ma credo che sia proprio questo a renderlo molto piacevole. È importante, a prescindere da quello che possa essere il gusto del barman, del cliente o dell’ospite, non mischiare troppe cose, ma puntare più sulla qualità degli ingredienti. Dobbiamo cercare di esaltare l’ingrediente principale, facendo sposare bene tutte le componenti del cocktail senza che una prevarichi.

Qual è il segreto per diventare un bravo bartender?


Essere curiosi e umili, non smettere mai di informarsi e studiare, e soprattutto condividere.

Prossimo appuntamento giovedì 18 giugno, sempre al Camparino in Galleria Vittorio Emanuele, per una serata all'insegna dei favolosi Anni '50. Vi aspettiamo!

Questo articolo è in collaborazione con Gruppo Campari S.p.a.

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