Camparino Milano, il brio degli anni '50 firmato dal bartender Paolo Sanna

Blogo era presente alle serata dedicata agli '50. Protagonisti: Campari, il rock & roll e il bartender del Banana Republic di Roma.

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L'allegria, il brio e l'entusiasmo degli anni '50 interpretati nei cocktail di Paolo Sanna, bartender del Banana Republic di Roma, ospite d'eccezione al Camparino della Galleria Vittorio Emanuele II. Sono gli anni appena successivi alla Seconda guerra mondiale, la musica trasmette entusiasmo e i cocktail scoprono, come tutti gli italiani, le mode e anche i drink americani.

Sono gli anni del cinema e del teatro, della musica e della scoperta della brillantina. Un'epoca e un'atmosfera che rivivono in questi drink, rivisitazioni dei classici dell'epoca. Come il 50 special, variante del French 75; ma se il cocktail storico prendeva il nome da un cannone da fuoco, qui si celebra lo scooter icona della libertà e del mondo giovanile. Elvis a casa Cupiello è invece il simbolo degli anni in cui le tradizioni italiane e statunitense iniziano a conoscersi. E così, in questa rivisitazione del Boulevarder, troviamo il Campari assieme al vermouth, con un'aggiunta di bitter e Cynar.

L'ispirazione per questi cocktail ce la spiega lo stesso Paolo Sanna: "Negli Stati Uniti ormai è passato il periodo del proibizionismo e c'è una rinascita dei drink. Rinasce la voglia di evadere: la paura c'è stata, adesso bisogna ritrovare la felicità. Questa atmosfera arriva anche in Italia, c'è la rinascita del cinema, della musica, del teatro: io oggi ho voluto re-interpretare con tre drink molto classici quello che è successo in Italia".

L'influenza degli Stati Uniti, in effetti, è parte fondamentale dello spirito di questi anni: "Gli Usa influenzano la musica, l'abbigliamento, ma anche i drink. In quel periodo il Campari era all'ordine del giorno, ma l'influenza americana si avverte anche nel bere. E infatti nei miei cocktail ho mixato al Campari il bourbon".

D'altra parte i cocktail che si bevono in questo periodo, nei grandi alberghi di lusso, sono i classici degli Stati Uniti: "In Italia negli anni '50 si beve il Martini Cocktail, il Manhattan, il Negroni, l'Old Fashioned. Sempre drink che rispecchiano gli Usa - a parte il Negroni - ma che fanno abbondante uso di ingredienti e liquori italiani.

Altro simbolo di questo mix è Fred Buscaglione, campione dello swing italiano, cantante che si rifaceva, eccome, al look e allo stile americano, simbolo riconosciuto anche negli Stati Uniti. A lui è dedicato il Che Bambola, creato pensando anche alle lotte per il diritto di voto delle donne, conquistato in Italia pochi anni prima.

In questa simbiosi tra Italia e Stati Uniti, l'importante è però sapere riconoscere quali sono gli aspetti peculiari del bere italiano: "L'aperitivo è un'invenzione nostra", prosegue Sanna, "se gli americani facevano i cocktail, noi li avevamo già in bottiglia.
Se servi un Campari, aggiungi una scorza di limone ed è fatta. Noi eravamo più semplici, ma quella è l'icona che noi dobbiamo rappresentare, la semplicità dei cocktail, ma la fama dei nostri liquori".

Questo articolo è in collaborazione con Gruppo Campari S.p.a.

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