Il fondo di sviluppo urbano per salvare le aree dismesse

Milano copia Londra e prova a salvare i luoghi abbandonati con l'aiuto dell'Europa.

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Alta redditività sociale e bassa redditività finanziaria. Vale a dire che il nuovo progetto della giunta Pisapia per rimettere a nuovo molti dei luoghi abbandonati di Milano (nel primissimo elenco compaiono anche le scuderie De Montel) non avrà come obiettivo quello di dare vita a qualcosa di redditizio (tipo edilizia privata e altro), ma che abbia finalità pubbliche e sociali. La prima cosa che viene in mente, per esempio, è dare vita a un po' di sano social housing. Ma si parla anche di realizzare nuove infrastrutture.

Il tutto avrà un fondo iniziale di 30/40 milioni, che dovrebbero salire fino a 100 milioni grazie all'intervento della Banca Europea per gli Investimenti. Per il momento i privati, quindi, restano in disparte, almeno per quanto riguarda i primi progetti che riguardano la riqualificazione di aree comunali. Le scuderie De Montel, come detto, i 20mila metri quadri dismessi di via Adriano 60, il quartiere Porto di Mare di cui si parla da tempo immemore, l'ex istituto Marchiondi e altro ancora.

In seconda battuta, si penserà anche al coinvolgimento dei privati: "Vogliamo creare una camera comune di regia fra pubblico e privato, lo facciamo con uno strumento nuovo, che speriamo serva per mettere in circolazione risorse", spiega l'assessore Balzani. Mentre l'assessore all'Urbanistica De Cesaris precisa: ""Con il fondo mettiamo a disposizione anche di chi oggi fa fatica a investire la possibilità di realizzare dei progetti, purché abbiano soprattutto finalità pubbliche e sociali".

Comunque, ci vorrà ancora un po' di pazienza per vedere questi progetti partire per davvero, si parla di almeno dieci mesi. Quel che conta, però, è che il nuovo modello Milano continua a sfornare idee interessanti. Speriamo che non scompaia tutto con le elezioni comunali del 2016 e il cambio di sindaco.

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