Ogni tanto se ne riparla, del casco obbligatorio in bici. Sembrava che dovesse finire nel ddl sicurezza stradale del maggio 2010, poi la norma era saltata. Al tempo si pensava di rendere obbligatorio il caschetto da bici per i bambini e i ragazzi fino ai 14 anni. Dai 14 e un giorno, tana libera tutti. Oggi il Corrierone dedica una paginata - sul cartaceo - al casco obbligatorio in bici pensando di far partire questa sperimentazione da Milano. È solo un pour parler, non accadrà nulla, ma mi sembra interessante buttare il sasso anche nello stagno di 02Blog e vedere che ne pensate.
Prima vediamo di riassumere le posizioni: i favorevoli dicono che sono in aumento le visite al pronto soccorso di soggetti con colpi e traumi gravi al cranio, conseguenza di cadute in bici, i contrari che il casco disincentiverebbe l’uso - già tutt’altro che propagandato - della due ruote a pedali, oggi territorio vergine di caschi, burocrazie, bolli, assicurazioni e obblighi vari. Tutti adempimenti, questi ultimi, che tritano le gonadi dei proprietari di mezzi a motore.
Oggi come oggi il rapporto bici vendute - caschi, è 6 : 1. Ogni anno in Italia vengono acquistate più o meno 1,8 milioni di biciclette, i caschi venduti invece sono circa 300mila, segno che l’usanza non è particolarmente diffusa. Forse perché c’è un angolo di vita in cui gli italiani non vogliono avere obblighi, forse perché le velocità in bici raramente superano i 20 km/h orari di media - parlo di gente che gira in bici nel paesino o in città, non a corridori o sportivi, lì è un altro discorso e il casco ha perfettamente senso - forse per chissà quali altri motivi. Forse l’ecumenico “chi vuole lo metta, chi non vuole, faccia quel che gli pare” sarebbe la soluzione migliore…
Per quel che mi riguarda, sono decisamente contrario. Capisco le ragioni di chi dice di pensare alla mia sicurezza, ma almeno quello spicchiettino di libertà, di fare quello che mi pare, senza dover prendere il casco - e il casco sarebbe il cavallo di Troia: poi scommetto un centesimo simbolico che nel giro di poco arriverebbero bollo, targa, assicurazione - voglio tenermelo, voglio solo salire in bici e pedalare. Senza pensare a niente. Il problema sono i “costi per la collettività” delle cure a chi cade in bici - senza casco - e viene ricoverato in strutture dello Stato? Dubito molto che siano costi enormi, ma se volete vi lascio un bigliettino. Anzi, a scanso di equivoci lo faccio incidere sul telaio: “Sono caduto e ho perso conoscenza? Non disturbate un ospedale pubblico. Portatemi in una struttura privata: pago io”.
Foto | Flickr
AndreaUPI
27 set 2011 - 11:04 - #1NO. Già è una sofferenza la vita, avere anche l’obbligo di mettere il casco in una città dove si mette a stento la marcia “pesante” per andare un po’ più velocini mi sembra follia.
Lollolollo
27 set 2011 - 11:11 - #2“forse perché le velocità in bici raramente superano i 20 km/h orari di media - parlo di gente che gira in bici nel paesino o in città, non a corridori o sportivi”
Ok saranno anche 20 km/h però in città come Milano non conta la velocità del mezzo, si è comunque a rischio sulle due ruote visto che manca il rispetto i ciclisti (così come quello per i pedoni). E’ anche vero che i ciclisti per lo meno a Milano molto spesso viaggiano contromano “perchè tanto sono in bicicletta”, oppure con il cellulare, oppure fanno gli slalom senza motivo mentre le auto li sorpassano., con tutti i rischi che questo comporta.
“Salire e pedalare senza pensare a niente” si può fare la domenica al parco o nei giorni del blocco del traffico, sarebbe meglio pensare alla strada invece che pensare a niente.
Per non parlare dei ciclisti che la sera e la notte non hanno abbigliamento riflettente o catarinfrangenti o luci anteriori e posteriori. Io quando guido sono molto rispettoso del codice stradale (ma ho imparato dagli svizzeri non dagli italiani) ma se la gente se la va a cercare poi non bisogna piangere il morto.
Lollolollo
27 set 2011 - 11:13 - #3Comunque mi ricordo che ecoblog era passato uno studio anni fa che diceva che sono più a rischio i ciclisti con il casco rispetto a quelli che non lo indossano, perchè gli automobilisti fanno manovre più a rischio se vedono che il ciclista è “protetto” dal casco.
vlad72
27 set 2011 - 11:23 - #4Be, non esageriamo…..
Lasciamo la scelta dell’utilizzo del casco alla lungimiranza della gente e non ad una legge dello stato che serve ad arricchire qualche parente di politici.
Altrimenti dovreste pretendere anche (sopratutto) il patentino da parte di ciclisti.
In fondo circolate su strade e guidate pur sempre un veicolo e non vedo perchè io con la moto mi fermo al semaforo e i ciclisti no.
El Misti
27 set 2011 - 12:20 - #5La solita buffonata … C’è già una norma del CdS che riguarda la sicurezza in bici, è INFINITAMENTE più importante dell’obbligo di casco e viene puntualmente disattesa e non sanzionata: l’obbligo di avere e accendere le luci sulla bici.
Di sera a Milano ci sono centinaia di idioti in bicicletta senza luci, che NON SI VEDONO, vengono schivati di cm dai poveri auromobilsti costretti a sviluppare una vista da civetta i quali vengono anche insultati perchè “o cosa ti credi che solo perchè hai il SUV e io sono in bici allora non mi devi dare la precedenza? Cafone!”.
Io la precedenza te la dò se ti vedo, ma se pedali al buio come un ninja non pretendere che ti veda. Uno fa quello che può, ma questi cretini non capiscono che UNA BICI SENZA LUCI DI SERA NON SI VEDE!!!! Installate e accendete le luci sulle bici, altro che pirati della strada che falciano i poveri ciclisti innocenti.
Ovviamente nessuno, e quando dico nessuno intendo NESSUNO, che venga fermato dai vigili e sanzionato
In Germania se giri in bici di notte senza luci accese e catarifrangenti - o di giorno se non sono nemmeno installate - la polizia ti ferma subito
a_parte
27 set 2011 - 12:23 - #6io lo uso ma da qui a farne un obbligo….piuttosto vorrei le targhe sulle bici.
mi-la-no
27 set 2011 - 12:35 - #7Spero diventi obbligo,così le sciure cafone e viziate non useranno più le bici sui marciapiedi…si rovina la messa in piega!!
franzzze
27 set 2011 - 12:43 - #8Anch’io la sera incontro tantissimi ciclisti senza luci nè catarifranti. E magari me li trovo che vanno anche controsenso. La mia paura prima o poi è di prenderne sotto qualcuno. Non capisco proprio come facciano ad essere cosi’ incoscienti. Stupidità forse?
nicola-ottomano
27 set 2011 - 12:50 - #9Confermo… stupidità.
D’altro canto Darwin finora ci ha sempre azzeccato.
Io giro tutti i giorni in bici e mi premuro di avere sempre luci ben funzionanti e, per sicurezza, ho aggiunto un paio di catarifrangenti ed una ulteriore luce led ad intermittenza che accendo in caso di nebbia (e qui a Monza è molto probabile che ci sia nebbia in inverno).
Vedo però che di stupidi senza luci ce ne sono molti…
Riguardo il caso, sono decisamente contrario.
Nicola
Lollolollo
27 set 2011 - 13:44 - #10Sì ma Darwin è bello in pratica, nella vita di tutti i giorni bisogna avere a che fare con le leggi. E quando metti sotto un ciclista non importa se quello era un tutt’uno con l’oscurità (e magari contromano, o di giorno con il cellulare). La colpa la danno a te automobilista.
Comunque anche con le moto e motorini, il 90% di loro nelle città ti passerebbe anche sopra l’auto per arrivare prima ma se li urti e si fanno male la colpa è sempre dell’automobilista.
Lollolollo
27 set 2011 - 13:44 - #11volevo dire che Darwin è bello in teoria.
sciuretta
27 set 2011 - 14:34 - #12il casco è evidentemente e palesemente inutile. basta guardarlo per capire che è utile solo a chi lo vende. luci e carta rifrangenti invece son indispensabili. li uso da ben prima che diventassero obbligatori,anche se all’epoca gli altri ciclisti mi prendevano in giro
zordan
27 set 2011 - 15:18 - #13Gli unici favorevoli al casco obbligatorio sono i non ciclisti.
Io lo uso quando usa la bici da corsa ma in città sarebbe una sofferenza.
il Punto e che accolano il problema dei ciclisti ammazzati ai ciclisti e non agli automobilisti che guidano pericolosamente e che li investono. Da questa fallace prassi è nato l’obbligo della giubba catarifrangente quando se hai le luci non vedo come tu non possa essere visto da un’auto guidata con attenzione rispettando i limiti.
superscud
27 set 2011 - 15:21 - #14ASSOLUTAMETE SI! SPECIE PER I BIMBI! E poi multe a chi telefona. E giubbino rifrangente obbligatorio.
MA naturalmente siamo italiani.. quindi …
go-seo
27 set 2011 - 15:38 - #15meno SUV e meno auto mi sembra l’unico segno tangibile di aumento della sicurezza… eppure improponobile, troppi interessi in gioco.
Ciugo
27 set 2011 - 16:01 - #16Il casco indubbiamente in caso di caduta salverebbe la vita. D’altra parte obbligare a metterlo senza che ci siano prima ancora le infrastrutture adatte lo trovo ridicolo. E’come se si dicesse: sulle automobili sono obbligatorie le cinture di sicurezza ma le strade non sono ancora pronte. Non è ancora tempo, almeno credo.
anrewbst
27 set 2011 - 17:50 - #17Ricordatevi che il caschetto per la bici non è come il casco per la moto… Se pensate a quello scordatevelo sono due cose completamente diverse. Per aumentare la sicurezza dei ciclisti è necessario che chi gestisce la viabilità si prenda le sue responsabilità con la moderazione della velocità e altri provvedimenti adottati in tutta Europa. L’obbligo del casco per i ciclisti è un modo per far vedere che si prendono provvedimenti senza nessuno sforzo… ogni tanto viene fuori ’sta storia del casco… IL MONDO AL CONTRARIO.
mi-la-no
27 set 2011 - 17:58 - #18http://www.benessereblog.it/post/6881/pedalare-in-citta-fa-male-peggio-che-andare-a-piedi Si parla di salute?Allora non parliamo di bici in città,al pari dei geni che fanno jogging alle 6 di sera sulla circonvallazione…
Lucas009
27 set 2011 - 19:09 - #19io invece userei tolleranza zero contro i ciclisti che vanno contromano o che fanno slalom sui marciapiedi. Per non parlare di tutti quelli senza fari (il 90%).
Anoneemo
27 set 2011 - 21:02 - #20Per aumentare la sicurezza dei ciclisti servono le piste ciclabili, dove non rischi di essere falciato. Il casco lo trovo ridicolo, ad Amsterdam viaggiano tutti in bici e pochi hanno il casco (bambini a parte). Mi sembra un disincentivo all’uso della bicicletta. Favorevole alle luci obbligatorie, il giubbottino catarinfrangente mi sembra un po’ overkill, ma si può ragionare.
pointless_nostalgic
27 set 2011 - 21:19 - #21Da ciclista, Sì! L’ho usato a Chicago con 40 gradi e lo avevano tutti eppure è una delle città con le più lunghe piste ciclabili al mondo.
Assolutamente obbligo di casco e luci. Multe a tutto spiano anche a chi va sui marciapiedi.
Il casco dovrebbe essere fornito anche per ogni bicicletta del BikeMi.
chimera222
27 set 2011 - 21:49 - #22nei paesi civili è d’obbligo casco e luci
qui siamo nel terzo mondo
Anoneemo
27 set 2011 - 21:54 - #23Chimera222, perché parli a vanvera?
http://en.wikipedia.org/wiki/Bicycle_helmets_by_country
http://en.wikipedia.org/wiki/Bicycle_helmet_laws
Repubblica ceca, Croazia, Francia, Germania, Hong Kong, Islanda, Giappone, Messico, Polonia, Slovenia, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, UK, etc., tutti Paesi sottosviluppati, nevvero?
codroipo
27 set 2011 - 22:23 - #24casco con cervello incluso
codroipo
27 set 2011 - 22:24 - #25Anoneemo
già, peccato lo mettano di loro
snowdog
27 set 2011 - 22:39 - #26non mi serve un obbligo, personalmente lo uso sempre, e ringrazio il cielo che quando ho avuto un incidente lo avevo addosso e ho pestato il casco contro il lunotto di un’auto anziche’ la mia zucca.
Anoneemo
27 set 2011 - 22:47 - #27Codroipo: sì, forse, da qualche parte. Detto questo ci sono diversi studi (come quelli linkati in uno dei due link che ho postato) che dimostrano che non c’è correlazione tra l’uso del casco e le lesioni alla testa. Forse perché se sopra la testa ti ci passa una macchina, poco può fare un caschetto di plasticaccia.
frizzone
27 set 2011 - 23:09 - #28In un paese dove non si fanno rispettare le regole del codice più elementari (la sosta sul marciapiede, in doppia fila, il limite di velocità) vengono fatte proposte irrealizzabili che non verrebbero comunque mai fatte applicare.
Oggi a baggio hanno “nastrato” un marciapiede e messo due cartelli di divieto di sosta con scritto “causa lavori è vietata la sosta sul marciapiede”.
Come dire “causa è martedì è vietato sparare ai bambini”.
Questo è il paese in cui c’è differenza tra “è vietato” e “è assolutamente vietato”. Le leggi avveneristiche e inutili fanno ridere. Ciò detto io il casco in bici lo metto sempre e ho l’impianto luci più potente di san siro ma le auto non rispettano i limiti e rischio la vita lo stesso. La polizia locale osserva e tollera. Dove sono finiti gli autovelox mobili che si vedevano negli anni 90?
zordan
27 set 2011 - 23:46 - #29Per rendere sicuro il ciclista dovrebbero eliminare le auto! O almeno far rispettare ad esse il CDS.
E’ inutile insistere a voler paragonare gli illeciti commessi in bici con quelli delle auto perchè non sono paragonabili!
Se io rubo una mela disarmato la mia condanna non sarà identica che se io rubo la mela brandendo un’arma.
E lo stesso dovrebbe valere per le infrazioni del CDS perchè le auto e moto hanno un potere d’impatto e distruttivo manco comparabile alle bici.
Il cds è stato applicato pari pari alle bici per pura pigrizia dei nostri legislatori.
Darwino
28 set 2011 - 00:13 - #30Se uno in bici sbanda perchè sta guardando il cellulare, l’auto che lo mette sotto va nei guai, pure se il ciclista si va a infilare di sua spontanea volontà sotto la macchina.
E poi non diamo sempre la colpa alle auto che non rispettano i limiti.
Notizia di mesi fa: auto in sosta vietata limitano fortemente la visuale in un incrocio, un’auto che deve dare la precedenza non vede niente e mette sotto una moto che aveva la precedenza ma che andava molto al di sopra dei limiti di velocità. Chi ha torto? L’automobilista ovviamente, anche se l’altro correva come un pazzo.
Tutto questo per dire: non contano i limiti, tu puoi andare a 10 all’ora o a 200 all’ora ma se metti sotto un mezzo a due ruote vai nel torto comunque (anche se hai ragione).
Quindi CdS o non CdS, già le bici e le moto non sono equiparate alle auto, sono sempre la categoria debole e protetta (in tribunale).
Darwino
28 set 2011 - 00:26 - #31zordan: in Svizzera gli automobilisti rispettano i ciclisti ma anche i ciclisti rispettano le auto e i pedoni. In Svizzera gli automobilisti rispettano i motociclisti ma anche le moto rispettano il CdS. Precedenze ai pedoni, praticamente quasi mai sorpassano le auto in città (almeno i ciclomotori non possono e non lo fanno, non ricordo le moto), non fanno gli slalom tra le auto per superare la coda. Aspettano come tutti gli altri veicoli. Cose da pazzi, mai visto una moto in coda dietro un’auto in Italia, dove appena apri uno spiraglio si ficcano dentro per superarti. Del resto la moto si compra per questo no? per arrivare prima al punto B dal punto A, poco importa se bisogna dimenticare il CdS per ottenere ciò.
E’ solo questione di rispetto reciproco. Invece qui si punta il dito contro l’altra categoria avversaria per dire “no è colpa loro devono cambiare prima loro, poi cambiamo noi”. E quindi non si arriva mai a una soluzione.
Iniziamo con l’equiparare giuridicamente i (moto)ciclisti agli automobilisti, se loro sbagliano perchè devo pagare io che rispettoso del CdS ho solo avuto la sfortuna di passarti a fianco mentre avevi intenzione fin da quando ti sei svegliato di ucciderti sotto la mia macchina?
Ad Amsterdam se vai in bici ubriaco rischi grosso, in Italia?
frizzone
28 set 2011 - 07:20 - #32A Milano il comandante Bezzon si è dimesso per i favori al giro dell’hollywood ed è stato sostituito dal suo Vice Mastrangelo che non sapeva nulla di questo, dei venti agenti che stampavano pass falsi, di quello che commerciava in uteri dall’est, di quelli che toglievano le multe per danaro.
Con un vertice di polizia locale come questo (Mele marce o sistema?) cosa vuoi far rispettare il codice della strada? Tra un pò atterreranno e sosteranno pure gli aerei su corso buenos aires e la polizia locale “tollererà”.
claudio....
28 set 2011 - 09:45 - #33questa cosa del casco, delle piste ciclabili e d’altro viene sempre presa come bandiera politica da alcune parti.
In realtà la cosa è molto più complessa e basta andare in giro in bicicletta per capirla, cosa che faccio sempre quando non debbo portare qualcosa di pesante.
Nella zona dove abito il traffico è così pesante che per andare da una parte all’altra della mia cittadina posso metterci qualcosa come 40 o 50 minuti mentre in bicicletta lo stesso percorso si fa in 15 minuti.
La cosa che posso affermare è che il problema non risiede semplicemente nel caschetto ma è molto più complessa:
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i dossi sono una grossa fonte di pericolo, le auto scendendo da questi manufatti spesso enormi non sono in grado di poter frenare o sferzare. Le biciclette con annesso vecchietto che si inerpicano su questi parti di menti malate sbandano vigorosamente rischiando di venir falciati.
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Le tanto osannate rotonde sono dei punti in cui per un ciclista rischia veramente la pelle: sarebbe più sicuro eliminare tutte le piste ciclabili contemporaneamente le rotonde piuttosto che raddoppiare le ciclabili.
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La diminuzione degli spazi di parcheggio a favore dei residenti o di pave’ finto fine aumenta il traffico in alcune zone fino all’esasperazione è una persona esasperata si sa non guida bene.
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Incapacità di guidare sia da parte dei ciclisti che degli automobilisti: entrambi che telefonano allegramente mentre si muovono, li voglio vedere a frenare mentre loro peso ruota il manubrio retto da una sola mano. I proprietari dei suv che non si rendono conto che il loro mezzo e’ comunque lento di comprendonio per via del design o che non si rendono conto degli ingombri perché è fino al giorno prima erano sicuramente utilizzatori della Panda. Dopo tutto il suv è il veicolo degli arricchiti che si sentono tali anche quando comprano i € 10.000 della DR5.
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poi è vera tutta la situazione riguardo ai fanalini e catarifrangenti: quando un extra bello nero, vestito di nero, su di una bicicletta nera appare dalla nebbia non so come ho fatto ad evitarlo. Nulla di nuovo sotto il sole visto che la stessa cosa mi capitò di vent’anni fa con un vecchietto dotato di cappello… nero.
fino a quando alcune decisioni verranno prese non per ragioni politiche tese a favorire la popolazione ma a decisioni poLLitiche tese a dimostrare di essere di qualche parte, tendenzialmente di sinistra o ecologista, avremo un aumento del traffico e degli incidenti e riempiendo le strade di inutili e pericolosi dossi ci si infilerà solo in maniera definitiva il sellino dove dico io.
zordan
28 set 2011 - 09:52 - #34Darwino
io in svizzera ci vado tutto l’anno e lo so bene come la gente guidi rilassata e pacifica e tutti rispettano tutti ed è un piacere guidare ed essere ciclista. Da ciclista dai quello che ricevi. in italia cercano di ammazarti appena possono e dovrei essere gentile e rispettoso degli automobilisti e motociclisti? Gli potrei sputare in faccia ad ogni semaforo che non sarebbe nulla confronto al rischio vita che mi sottopongono con la loro guida pericolosa, cafona e distratta.
Se un’auto stira in ciclista vuol dire che non teneva la distanza di sicurezza come con un’auto. Sia che sia davanti, sia che sia sul lato. O che non guidava con prudenza o rispetto della velocità perchè ai 30/50 orari se freni ti fermi. Per questo la colpa ricade sempre sull’investitore.
In italia non rischia grosso neanche l’automobilista ubriaco perchè tanto non esistono controlli. A me non hanno MAI fermato per fare l’alcol test da quando guido e sono quasi 10 anni.
In spagna sono uscito una sera in auto e mi hanno fermato 3 volte per farmi l’alcol test!!!!!!
ero supergino
28 set 2011 - 09:54 - #35@Darwimo,
in Svizzera ci sono gli svizzeri, in Italia gli italiani (e tutti diventano italiani appena passano il confine). E si comportano di conseguenza indipendentemente dal mezzo di locomozione utilizzato (almeno la stragrande maggioranza, direi secondo l’usuale proporzione 80/20).
Comunque, il tuoi primo esempio: visuale ostruita, motociclista troppo veloce, incidente; è un palese concorso di colpa e così verrà (dovrebbe essere) rilevato dalla polizia e trattato dalle assicurazioni.
Liuk199
28 set 2011 - 10:27 - #36claudio sì certo togliamo le rotonde, rimettiamo i semafori, così aumentiamo traffico ed incidenti!
aleeeeee
28 set 2011 - 12:26 - #37la verità è che si dovrebbe sempre più disincentivare l’uso dell’auto in città!! purtroppo siamo in una città dove la maggior parte della popolazione preferisce prendere la macchina, subirsi il traffico e girare un quarto d’ora per il parcheggio per andare a lavorare piuttosto che fare tre fermate di metro o andare in bici!!! e purtroppo certe misure sarebbero decisamente impopolari!
nikel90
28 set 2011 - 23:32 - #38Patentino, targa e casco obbligatori… non se ne puo piu dei cicisti che “passo col rosso tanto sono in bici”