Oggi leggendo la newsletter di Arcipelago Milano sono finito su un pezzo di Emilio Vimercati in cui si elencano un po’ di numeri sul consumo di suolo a Milano. Quanto stiamo costruendo - anzi: stanno costruendo - in questa città? Parecchio: e il suolo è una risorsa a termine, non è che sia infinita. Dopo il salto qualche numero, qui vi butto giù due righe per inquadrare la situazione.
È facile cadere nel luogo comune della città che “non è mai finita”, della città “cantiere aperto”, che deve rimanere tale, in una perenne rigenerazione. È un luogo comune sì, ma a volte i luoghi comuni inquadrano bene la realtà. Questo mi sembra uno di quei casi: voi avete mai visto un anno di città senza cantieri aperti? Senza grandi opere? Senza un’impalcatura su una facciata? Parlo per me: no.
Non alludo solo all’edilizia civile, alludo anche e soprattutto alle opere pubbliche come possono essere le linee della metropolitana, o i restauri di monumenti (il Duomo quanto è stato “incartato”, vi ricordate? E le varie Porte?) Non ho mai visto la città “finita”. E credo nessuno di noi vedrà mai la città senza cantieri, una città che la vedi ed è come fosse una stanza in ordine, pensi “Ok, tutto a posto, posso buttarmi sul divano un attimo”…
A me piacerebbe vederla così un giorno la città, ma so che è un sogno, immaginare un anno di Milano senza cantieri aperti, un anno di Milano sistemata, ordinata. Ma vediamo qualche numero sul consumo di suolo a Milano:
in Italia si consumano all’anno 500 Km2 di suolo e in Lombardia 13 ettari al giorno che ne fanno la Regione più antropizzata (…) Alcuni esempi specifici: un milione di mq delle aree Expo, un milione di mq le aree di Cascina Merlata, un milione di mq dei PII Bisceglie, centomila mq per il PL di Cascina Gobba, 250.000 mq all’Isola, Garibaldi/Repubblica più la sede della Regione sul vivaio di Gioia, 35.000 mq le aree del Tiro a Segno per il Consolato Americano. Tutto legittimo, tutto approvato secondo le regole, un insieme di interventi che hanno consumato suolo libero per circa 10 milioni di mq (…) Una cifra importante sui 182 ml di mq della città (…) E nel nuovo PGT sono state messe a disposizione altre aree libere per nuove realizzazioni come ad esempio: 750.000 mq della Piazza d’Armi, un milione di mq a Porto di Mare, 300.000 mq al Forlanini, 250.000 mq a Monluè, 300.000 a Cascina Basmetto/Chiesa Rossa, 130.000 mq per l’area del Trotto.
Qui il pezzo di Vimercati su Arcipelago Milano.
Foto | Flickr
alessiobomm1
28 set 2011 - 14:49 - #1Milano sta andando nella direzione sbagliata: meno edifici a 2 o 3 piani, più grattacieli. La concezione italiana che nelle nostre città i grattacieli non sono ben accolti mi causa un fastidio enorme. Edifici moderni, belli da vedere, che occupano poco terreno ma di spazio ne hai a dismisura e sono segno di cambiamento, di evoluzione. Quando tra 30 anni la provincia di Milano non avrà mezzo metro quadro di terreno libero capiranno tutti quanto i grattacieli siano una risorsa, e non un pericolo. Nessuno, nel 2011, vuole costruire un grattacielo a 10 metri dal Duomo…sarebbe uno scempio. Ma adesso abbiamo tantissime zone della città dove è possibile inserire questi edifici.
Paragonano tutti Milano a New York…ma sanno cos’è New York?
zordan
28 set 2011 - 14:55 - #2Come mai mi avete censura l’intervento??? Non avevo scritto nulla di offensivo?
El Misti
28 set 2011 - 16:18 - #3@alessiobomm1
approvo, sottoscrivo, firmo e controfirmo!
Viva la città più compatta e densa con meno auto in giro e viva i grattacieli, residenziali e non.
Abbasso lo sprawl di villette e centri commercial a misura di quattro ruote.
Viva la Milano del futuro.
alessiobomm1
28 set 2011 - 18:36 - #4Grazie El Misti! Finalmente qualcuno che la pensa come me!