Camparino Milano: i rivoluzionari anni '70 interpretati da Chiara Beretta

I coloratissimi anni '70 nei tre cocktail creati dalla bartender del Rita di Milano.

I rivoluzionari anni '70: il decennio degli hippies, della contestazione, del femminismo. Un decennio in cui i giovani hanno davvero provato a cambiare il mondo e a portare colore dove prima c'era molto grigio. Ed è pensando a queste caratteristiche che Chiara Beretta ha creato i suoi tre cocktail in occasione della serata dedicata agli anni Settanta al Camparino di Milano, che celebra il suo centenario con una serie di speciali appuntamenti che ripercorrono la storia d'Italia e del drink simbolo di Milano.

Così Chiara Beretta spiega come sono nati i suoi tre cocktail - lo Strawberry Fields (Campari, Cinzano bianco, Braulio, frullato di fragole e spuma di limone), lo Smoke on the water (Campari, Averna, soda al tè affumicato e ananas) e I giardini di marzo (Campari, sciroppo ai fiori di sambuco, Appleton Rum, prezzemolo) - "Volevo uscire dallo schema dei classici drink a base Campari, perché gli anni '70 sono anni di rivoluzione. E quindi li ho fatti tutti con della frutta o con delle erbe, drink molto colorati, estivi, freschi. E poi gli ho dato i nomi di tre canzoni anni '70". In effetti i tre cocktail prendono il nome da tre celebri canzoni di quel periodo, opera rispettivamente dei Beatles, dei Deep Purple e di Lucio Battisti.

"Ho pensato di stravolgere il concetto classico di drink", spiega Chiara Beretta. Un po' come negli anni '70 veniva stravolto ogni concetto "classico" in nome della libertà e dei nuovi valori che prendevano piede. Un decennio in cui anche il mondo del cocktail cambia radicalmente e attraversa un periodo di transizione: "Se negli anni '30 e '40 i cocktail erano opere molto raffinate che venivano servite a una nicchia benestante che frequentava i grandi alberghi, ecco che negli anni '70 inizia il percorso che li porterà a essere un modo di bere anche dei giovani, che in quegli anni iniziano a frequentare le prime discoteche, come il Piper di Roma".

E oggi, in quella che viene definita la golden age della miscelazione, si recuperano entrambi gli aspetti: "Si è ritornati a una miscelazione di qualità, molto ricercata. Allo stesso tempo, però, non si tratta più di qualcosa riservato alla clientela dei grandi alberghi, ma è molto più accessibile. Abbiamo preso il meglio di entrambi i periodi e stiamo dando vita a quello che potrebbe essere il periodo migliore di sempre per la miscelazione".

Una golden age di cui Chiara Beretta, bartender al Rita di Milano, uno dei più importanti cocktail bar meneghini, è protagonista a pieno titolo: "Per me è importante l’accessibilità, quando creo dei cocktail li penso per i miei clienti, per un pubblico vasto ed eterogeneo, voglio che possano arrivare a tutti. Oggi c’è la tendenza a sperimentare anche troppo, con gusti molto forti. Io preferisco un'altra strada. Il cocktail che è andato per la maggiore al Camparino, per esempio, è stato lo Strawberry Fields, con la fragola, che adesso non si considera più tanto come ingrediente: ma quando è stagione le fragole sono buonissime e vanno molto di moda".

E quando è in "libera uscita", quali sono i cocktail preferiti di Chiara Beretta? "All'inizio bevevo sempre cose strane, per studiare. E lo faccio ancora oggi quando sono all'estero. Altrimenti, per distrarmi, mi bevo un americano".

Iniziativa realizzata in collaborazione con Gruppo Campari Spa

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