La Festa dell'Unità a Milano dal 25 agosto al 6 settembre

Si terrà ai Giardini di Porta Venezia e sarà in formato ridotto.

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Gran bei ricordi quelli della Festa dell'Unità nell'area tra la metropolitana di Lampugnano e il PalaSharp. Concerti con stelle di prima grandezza ogni giorni, dibattiti affollatissimi, decine e decine di stand, migliaia di persone, spesso e volentieri neanche militanti, visto che ci si recava lì anche per la semplice ragione che, per una certa parte di Milano, soprattutto giovane, quello era il place to be del settembre cittadino.

Altri tempi, oggi (e questo è senza ombra di dubbio uno dei 'contro' del Pd renziano) tutto ciò è svanito. La Festa dell'Unità non si capisce chi possa più attrarre se non chi vive proprio a due passi dal luogo in cui si tiene e la scelta di tenerne una in formato ridotto nei Giardini Montanelli di Porta Venezia mette in mostra tutta la differenza.

L'iniziale proposta di piazza Gae Aulenti dava almeno l'idea di qualcosa di particolare, quasi provocatorio, curioso. Così, invece, siamo alla più classica delle soluzioni, e però in scala minore. Meglio farsene una ragione e accettare il fatto che ci saranno solo tre concerti e dove prima c'erano una marea di stand ora ci sarà un unico ristorante.

Dei tre concerti in programma si sa che uno sarà di Marracash, nella serata di apertura. Si sa anche che il primo ministro terrà il discorso di chiusura e che il governo e la direzione nazionale saranno presenti in forze: Deborah Serracchiani, Maria Elena Boschi (che è stata un po' la star di quest'estate di feste), Maurizio Martina, Graziano Delrio e altri ancora.

Ospite in due giorni anche Giuliano Pisapia, una volta per presentare il suo libro "Milano città aperta" e una volta per parlare del futuro della città. Viste le recenti voci, potrebbe anche essere un'occasione in cui il Pd possa proseguire nel pressing per spronarlo ad accettare una ricandidatura.

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