Sciopero alle poste, caos agli sportelli e quintali di lettere bloccate negli uffici


Quintali di lettere ammucchiate negli uffici postali, pacchi che non arrivano, raccomandate per il pagamento delle pensioni bloccate. Sono i disagi causati dallo sciopero degli straordinari di portalettere e impiegati di Poste Italiane, indetto dai sindacati Cisl, Uil, ugl e confsal. Iniziata lunedì, la mobilitazione è prevista per tutto il mese di ottobre. All’origine dello sciopero c'è la carenza di personale e il pagamento parziale dei premi di risultato. «Nel milanese — ha spiegato Raffaele Roscigno della Cisl — mancano circa 400 addetti. Finora siamo andati avanti a straordinari, ma adesso questa situazione non è più accettabile. Ci dicono che non ci sono le risorse, ma l’anno scorso l’azienda ha chiuso con un miliardo di euro di utile e per i dirigenti i soldi li hanno trovati: alcuni di loro hanno preso un premio pari allo stipendio di 11 anni di un portalettere».

Il più colpito, a quanto pare, è il CMP di Peschiera Borromeo, uno dei centri di smistamento da cui passa la posta di mezza Italia. Quintali di posta sono fermi negli uffici, così come migliaia di moduli del censimento Istat. E Sabato non partiranno i giornali. Non solo, sulle circa 560 zone in cui è suddivisa Milano, almeno in 125 c'è stata adesione alla mobilitazione. Man mano che il tempo passa, la situazione si fa sempre più complessa perché le missive si accumulano e il lavoro aumenta esponenzialmente. Con buona pace dei cittadini in coda agli sportelli, che dovranno aspettare sempre di più.

Foto | Flickr

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