Moschee a Milano, Salvini: "Preghino a casa loro"

Tornando su un vecchio cavallo di battaglia caro ai leghisti il segretario federale Matteo Salvini, a margine di un sopralluogo nell'ex ospedale Agostino Bassi in viale Jenner, ha così risposto ad alcune domande dei cronisti a proposito della costruzione di possibili nuove moschee a Milano:

"Non è un problema religioso, nessuno ha problemi con l'ebraismo o con gli evangelisti. In Tunisia chiudono 80 moschee, invece noi ne apriamo 2 a Milano. In tutto il mondo si alzano i muri contro chi in nome della religione vuole uccidere gli infedeli tranne che nel nostro Paese. La moschea di via Jenner va chiusa domani mattina, perché lì sono stati trovati dei terroristi. Costruire nuove moschee è una scelta politica della sinistra italiana. [...] Il sindaco Pisapia vada a farle da qualche altra parte le moschee. Non vorrei che questi spazi fossero spazi di insegnamento all'odio e all'intolleranza. [...] io prima di sapere chi paga, chi prega, in che lingua e che cosa spiega, non do nessuna autorizzazione a nessuno".

Salvini ha inoltre evocato l'esempio della Tunisia, dove sono state chiuse 80 moschee perchè sospettate di essere luoghi di reclutamento jihadista, come esempio da seguire per le politiche italiane ed europee in tal senso.

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