
Giornata di Career Day oggi alla Statale, dove molte aziende hanno allestito una serie di postazioni per presentarsi agli studenti e per ricevere i loro curriculum. Un evento molto atteso da chi frequenta le lezioni perché rappresenta un primo contatto con il mondo del lavoro. Ma oggi è stata anche una giornata di proteste e contestazioni. Un gruppo di giovani (che si fanno chiamare Lab. OUT Milano) ha fatto irruzione con uno striscione alla conferenza di presentazione a cui partecipava anche il rettore dell’ateneo, Enrico Decleva. I manifestanti hanno interrotto la conferenza distribuendo ai presenti delle banconote facsimile: “Sono gli unici soldi che vedrete”, hanno detto durante l’azione.
Al centro della protesta del gruppo, un aspetto importante per i giovani in cerca di lavoro: la retribuzione degli stage. “Noi non accettiamo i loro stage che non contribuiscono in alcun modo alla nostra formazione - hanno scritto in un comunicato - ma solamente ad aumentare i loro profitti usufruendo di mano d’opera gratuita”. Parole di comprensione sono arrivate dall’assessore al lavoro Cristina Tajani, presente al convegno: “Le richieste di avere stage retribuiti e contratti di qualità avanzate oggi dai collettivi studenteschi sono del tutto condivisibili”.
mi-la-no
05 ott 2011 - 13:46 - #1Concordo con i ragazzi,è l’azienda che deve investire su di loro,e non viceversa.
Però a quel punto accettino anche che le aziende “scremino” in base a reali test di capacità ed attitudine,chi possa accedere o no a questi stage.
nikel90
05 ott 2011 - 20:26 - #2non trovo giusto che un’azienda debba pagare per accollarsi un neo laureato e farlo seguire da altri dipendenti più esperti.
un conto è la formazione per i dipendenti (che viene effettuata su chi già contribuisce al profitto dell’impresa)
ma insegnare ad un ragazzo di 25 anni cosa vuol dire lavorare ha già di per se dei costi non indifferenti (personale che viene dedicato alla formazione ed errori di gioventù dello stagista)
io da studente di ingegneria mi aspetto che in uno stage l’azienda mi formi perchè in futuro io possa contribuire allo sviluppo della stessa o di altre SENZA però dover essere un peso eccessivo per la stessa!
chimera222
05 ott 2011 - 21:15 - #3Mah, io vorrei che le aziende smettessero di contar balle agli stagisti promettendo posti di lavoro in cambio di manovalanza gratis anche dopo lo stage; sbaglio? sono comunista?
geggio
06 ott 2011 - 08:27 - #4Bravi!
Remo6
06 ott 2011 - 10:42 - #5Caro nikel90, forse ti sfugge che tre quarti degli stage sono fuffa, con i ragazzi messi a fare le fotocopie, in biglietteria, a copiare schede… Manodopera di infimo livello gratis, con le aziende che si fregano le mani. Cosa che non potrebbe succedere, pena multe salate, in nessun altro paese europeo. La gente protesta per questo.
jerp
06 ott 2011 - 11:17 - #6Tendenzialmente se a uno dai le cose gratis… questo le butterà via.
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Capita a tutti.
Se paghi per una cosa ci stai attento al suo valore.
nikel90
06 ott 2011 - 15:35 - #7#5 il mio ragionamento vale solo nel caso di stage serio è ovvio che se lo stage non è un occasione di apprendimento oltre ad essere completamete inutile è anche scorretto…
pagare uno stage non è una soluzione intelligente è intelligente far si che lo stage sia utile allo studente e all’azienda. (in caso contrario non cambierebbe nulla tranne che il “fare fotocopie” sarebbe pagato)
Manifesto dello Stagista
07 ott 2011 - 21:51 - #8@nikel90: giriamo la domanda, qual è l’interesse di formare un ragazzo anche senza pagarlo se non ha l’intenzione di tenerlo? Se invece ha intenzione di assumere perché non fare un normalissimo contratto di prova durante il quale si forma il ragazzo e lo si testa?
Senza parlare degli stage come commessi alla Benetton: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=288171484529255&set=pu.173424802670591&type=1&theater