Lo scontro tra Car2Go e il Comune di Milano: chi ha ragione?

Le nuove regole del carsharing Smart fa arrabbiare Palazzo Marino. Ecco le ragioni del contendere.

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Era prevedibile che le nuove regole di Car2Go non sarebbero piaciute al Comune di Milano, visto che, di fatto, discriminano e penalizzano gli utenti della periferia, costringendoli a pagare quasi 5 euro in più nel momento in cui dovessero lasciare la vettura in periferia "estrema"; zone dove, però, la Smart rischia di restare ferma per ore se non giorni facendo venire mancare il servizio dove c'è più richiesta, vale a dire in centro.

Da operatore privato qual è, Car2Go aveva già minacciato di tagliare la copertura in città del 5% per far trovare più "macchinette" dove ci sono più persone interessate a prelevarle, ma lo scetticismo del Comune aveva fatto sì che per un bel po' non si parlasse più della questione. Oggi, però, la notizia delle nuove tariffe provoca la reazione del Comune di Milano, che fa sapere che "la proposta così com'è stata formulata rischia di far venire meno il rapporto di fiducia con il Comune e con gli utenti. Se c'è un problema di distribuzione delle auto lo si deve affrontare senza creare eccessive penalizzazioni ad altri utenti".

Porte aperte a modifiche, ma così come sono state pensate non vanno bene. Da parte sua, Car2Go fa conoscere le sue ragioni con un post su Facebook (che si può leggere per intero qui):

Gli interventi di riallocazione delle auto (estremamente impegnativi sotto il profilo delle risorse necessarie) sono previsti ed effettuati con regolarità ma non risultano sufficienti a garantire una presenza adeguata delle nostre macchine laddove la domanda è maggiore. Se il sistema non riesce a mantenersi in equilibrio collassa, a causa di un inevitabile ed insostenibile aumento del prezzo al minuto o per l’insostenibilità dei suoi costi.
Da ciò deriva quello che da 2 anni tutti i nostri clienti lamentano: la cronica carenza di veicoli, non solo all’interno della cerchia della linea 90, ma anche entro quella più esterna della città che, rammentiamo, non è soggetta ad alcuna tariffazione aggiuntiva.

Chi ha ragione? Tutti e due, verrebbe da dire. Da una parte non si può pensare che un operatore privato persegua su strade che penalizzano i propri conti (essendo appunto un operatore privato, che cerca il profitto e non il servizio pubblico); dall'altra parte non si può pensare che il Comune - che guarda al car sharing come a un alleato del trasporto pubblico - lasci che Car2Go prenda tutte le decisioni che vuole senza intervenire, considerando anche che la licenza è stata accordata secondo criteri ben precisi (tariffe libere, ma copertura completa della città; cosa che viene in qualche modo aggirata dall'operatore aumentando la tariffa in periferia). Car2Go sembra avere il diritto, quindi, di prendere la decisione di alzare le tariffe in periferia; il Comune, però, ha il potere di togliere la licenza. Speriamo si arrivi a un accordo.

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