Camparino Milano Speak Easy: una speciale cocktail list presentata da Edoardo Nono e Fabio Spinelli

Blogo vi racconta il terzo appuntamento con le esclusive serate Speak Easy realizzate da Campari nello storico Camparino di Galleria Vittorio Emanuele.

camparino_rita122.jpg

Il Camparino di Milano in Galleria è stato teatro del terzo segretissimo party speakeasy (qui i link al primo e al secondo speakeasy), protagonisti Edoardo Nono e Fabio Spinelli del Rita, che hanno preparato una ricchissima cocktail list. Li abbiamo incontrati e intervistati per farci raccontare la loro cocktail list e per parlare di mixologia.

Quali sono i cocktail che avete preparato per la serata Speak Easy?

I cocktail che abbiamo presentato sono in lista anche al Rita, che ha questa eccezionalità di avere un grande numero di drink preparati con il Campari, perfetti per l'aperitivo, e alcuni più leggeri come L'Occhio di Marotta che qui presentiamo imbottigliato e che si prepara con marmellata di arance amare, succo di pompelmo, succo di cranberry, bitter Campari e Gin, e quindi è molto più fresco rispetto a un long drink.

Nello stesso modo abbiamo servito il Fargo, che è un cocktail che è composto da sciroppo di zucchero allo zafferano, foglie di menta, succo di lime, Vermouth rosso e Campari, sostanzialmente come un Americano ma shakerato e poi allungato con una soda aromatizzata all'olio essenziale di salvia.

Abbiamo poi preparato Soul Ellen, che è un twist sul Negroni, nel quale aggiungiamo un liquore di chinotto preparato dall'Antica Distilleria Quaglia e che concede una nota molto più elegante e rotonda al Negroni. Il primo Carnera, che è un tributo al grande pugile italiano, che divenne per la prima volta Campione del Mondo dei Pesi Massimi, un americano molto più importante con la parte "americante" data da questo liquore alla genziana, il classico binomio Vermouth-Campari dell'Americano classico e un pizzico di segretezza per un elemento che non ti sveleremo.

Un altro drink che abbiampo portato è il Priscilla, drink con il quale Chiara ha vinto la Campari Competition lo scorso anno: è un drink che si compone di Campari, Tequila, Cynar, una soda che preariamo noi al mandarino aromatizzata al finocchietto selvatico e per finire .... La versione di Barni, il mio personalissimo tributo al mio primo maestro di cocktail, tale Lorenzo Barni, che si compone di una sua richiesta di un drink "americante" a base Campari che io ho elaborato con liquore alla liquirizia e liquore alla china; poi si chiude come un classico Negroni, ma più ricco e corposo; è importante ricordare che la china è solo quella originale della Farmacia Clementi, perchè qualsiasi altra china non è utilizzabile in questo drink. E questo sottolinea anche l'importanza che hanno per noi gli ingredenti, per noi un credo.

Infine il Sudamericano, che è una creazione di Fabio ed è un incontro tra un Negroni base rum e un Americano, quindi un Negroni classico con il rum al posto del gin, allungato da ginger beer e tutto reso più colorato da una flambata di oli essenziali di arancia.

Cos'è per voi essere mixologist?

In realtà per noi è un termine che è nato semplicemente per dare nuova linfa a un lavvoro che era un po' in stallo, ci sono state grande riprese di tecniche miste anche alla cucina, diciamo che dagli Stati Uniti c'è stato un grande impulso verso questo lavoro. Questo nome secondo me dona linfa vitale a un lavoro che c'è sempre stato. Dà nuova attenzione al bar e a chi ne fa parte, a volte però il termine mixologist rischia di essere un po' troppo pomposo. Siccome abbiamo sempre avuto un approccio artigianale al lavoro e meno artistico, non ci piace molto come termine, perchè conosciamo molto bene la fatica quotidiana; è un lavoro che comporta grandi sacrifici, che devi fare per allestire il bar, le preparazioni, la pulizia... sono tutte cose che il mixologist non fa più, ma poi rischi di perdere la fatica diretta con il lavoro, il contatto reale con il bancone.
L'importante perciò è non montarsi la testa, bisogna guardare alla semplicità, anche perchè le persone che hanno fatto grande questo lavoro negli anni recenti sono poche, le possiamo contare sulla punta delle mani, e sono persone eccezionali, hanno studiato la cucina, la chimica, la composizione floreale, gli aromi e hanno tirato fuori idee veramente innovative... loro sono i mixologist. In definitiva il termine mixologist lo puoi vedere come il termine in liquido di quello che è poi lo chef in solido.

Se siete a casa che cocktail vi preparate?

Quello che abbiamo a disposizione, non c'è un cocktail preciso.

Iniziativa in collaborazione con Gruppo Campari S.p.a.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO