La CUEM chiude: parla Mario Garavaglia, da 32 anni dietro il bancone della libreria universitaria

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Come vi avevo anticipato ieri, ecco qui di seguito pubblicata l'intervista con Mario Garavaglia, uno degli storici librai della Cuem di via Festa del Perdono, che ci spiega meglio cosa sta succedendo alla mitica libreria della Statale. Ieri infatti sono passato in Statale, dopo anni, e ho chiacchierato un po' con lui. Nel frattempo ho visto passare tanti ragazzi, che ignari chiedevano dispense o libri. I pareri erano unanimi: sarebbe proprio difficile immaginare una Statale senza Cuem.

Da quanto tempo esiste la Cuem?

La CUEM esiste come libreria dal 1968. Come struttura, mi sembra sia nata nel 1963. Io ci lavoro dalla fine del 78. Quasi 32 anni. Ho passato quasi metà della mia vita qua dentro.

Mi racconta brevemente come si è arrivati a questa situazione?

A fine luglio siamo stati convocati dall'amministratore della cooperativa che ci ha comunicato la sua decisione di chiedere l'amministrazione coatta amministrativa della società e la nostra cassa integrazione, adducendo come motivazione di questa decisione una ragione di bilancio. Motivazione questa che non ha ovviamente convinto nessuna delle persone che lavoravano qui dentro, perché siamo perfettamente in grado di valutare la dimensione del girodi affari della Cuem, l'affluenza degli studenti e quanto entra e quanto esce. Dopo di ché restiamo in attesa di capire esattamente cosa è successo. Confidiamo sul fatto che il liquidatore nominato dal Ministero, che speriamo possa arrivare a novembre, possa fare chiarezza su quanto è successo. Che si capisca il perché sia successo questo a una libreria efficiente e attiva come la Cuem.

Per quanto tempo resterete aperti ancora?

Al momento non lo sappiamo ancora, potrebbe essere fino alla fine di questa settimana, forse qualche giorno in più. Siamo in attesa di capire come comportarci. In ogni caso noi andremo in cassaintegrazione. Aspettiamo in ogni caso una soluzione.

Quanti eravate a lavorarci?

Ultimamente la cooperativa aveva sei dipendenti. Due lavoravano alla Cuem di Città Studi - che è già stata chiusa settimana scorsa- una in amministrazione e tre qui in Statale.

E l'Università, come si sta comportando?

Come si può vedere dalle dichiarazioni rilasciate a Repubblica dal direttore amministrativo dell'Università, l'ateneo sta cercando in ogni modo una soluzione. Il fatto che l'Università abbia riconosciuto il ruolo importante che riveste la Cuem e abbia affermato la propria volontà di trovare una soluzione al problema anche a prescindere dalle implicazioni di ordine economico.

Ma come è possibile che la Cuem, una libreria all'interno dell'università, in posizione assolutamente dominante, possa rischiare di fallire?

Ci risulta in effetti inspiegabile. Dal punto di vista del lavoro quotidiano non abbiamo avuto alcun problema, anzi. E' assolutamente vero, la Cuem è in una posizione decisamente dominante qui in Università. Gli studenti vengono come al solito numerosi a comprare i libri, le dispense. Non riusciamo proprio a spiegarci cosa sia successo. In realtà non è proprio il fallimento, ma la amministrazione coatta amministrativa diciamo che è un modo per mettere una pezza al fallimento, detto in termini giuridici assolutamente approssimativi, ma è così.

Ma non sospettavate nulla?

Che qualcosa fosse nell'aria lo sospettavamo da qualche mese. Sono sette mesi infatti che non ci vengono pagati gli stipendi. Abbiamo anche appreso che le nostre liquidazioni non ci sono più. Tutto ciò messo insieme ci ha fatto pensare, ovviamente, che qualcosa non stesse funzionando. Detto ciò, speravamo tutti che fosse una situazione transitoria e che sarebbe passata. Anche perché non è mai successa una cosa del genere negli oltre quarant'anni di vita della Cuem. Speravamo che con l'inizio dell'anno accademico, quindi con un grosso afflusso di studenti e le ingenti entrate che ne derivano le cose potessero mettersi a posto. Invece no. E' stata presa al contrario la decisione unilaterale da parte dell'amministratore di chiudere.

Perché gli scaffali sono vuoti?

In questo momento non ci arrivano più libri, ovviamente, perché la legge impone che quando una società sia nella nostra condizione non possa più procedere agli acquisti. Non ci resta quindi che cercare di vendere quello che ci è avanzato nel magazzino, sperando di tirare su qualche soldo dai fondi.

E' vero che le case editrici si sono lamentate di non ricevere i pagamenti?

Questo lo abbiamo appreso anche noi dalle case editrici. Ovviamente se lo dicono deve essere vero, ma anche di questo non avevamo il minimo sentore.

La situazione si risolverà in tempi brevi?

Speriamo proprio di sì, certo.

Buona fortuna...

Grazie, ne avremo bisogno.

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